2017. Opere pubbliche e “BIM volontario”

Orientamenti delle Stazioni Appaltanti nella introduzione della digitalizzazione dei contenuti informativi nelle procedure di affidamento dei servizi di progettazione e lavori.

Nel corso dell’anno solare  2017 dopo il recepimento nel nuovo codice dei contratti pubblici, degli indirizzi comunitari circa l’utilizzo di metodi e strumenti di modellazione elettronica degli edifici e delle infrastrutture e ancor prima della pubblicazione del decreto ministeriale 560/2017 di obbligatorietà, la committenza pubblica ha continuato a confermare una generale attenzione al tema generalmente riconducibile sotto l’acronimo di BIM.

Oltre ai casi ampiamente noti e riportati dalla pubblicistica specializzata, si registra un significativo numero di procedure di appalto volontariamente orientate al digitale che in qualche modo può essere considerato sintomatico di una motivazione all’innovazione, da parte di Stazioni Appaltanti anche di medie e piccole dimensioni. Tale tendenza è stata registrata dall’osservazione dal 1 gennaio 2017 di bandi e disciplinari pubblicamente disponibili e selezionati in base alla presenza di richiami, embrionali o più o meno espliciti, al BIM. L’osservazione i cui esiti principali in termini statistici sono riportati più sotto, ha altresì evidenziato, in questa fase di transizione, un approccio non sempre strutturato e che solo in rari casi fa trasparire un corrispondente reale cambiamento orientato al BIM, dei processi di committenza.
Se già nella Indagine conoscitiva su “Industria 4.0″: quale modello applicare al tessuto industriale italiano. Strumenti per favorire la digitalizzazione delle filiere industriali nazionali” a cura della Commissione Attività Produttive Camera dei Deputati, si individuava nella Domanda Pubblica uno strumento fondamentale di politica industriale, capace di agire da leva di una industria (anche edilizia) 4.0, favorendo la crescita dimensionale e qualitativa degli operatori e delle imprese, pure si metteva in luce come l’innovazione e lo sviluppo delle tecnologie digitali, richiedano un quadro regolatorio snello e flessibile, costituito da misure ben congegnate e intelligenti, che sappiano rispondere alle esigenze di un mercato in costante evoluzione.
Da una parte quindi si evidenziava quindi la consapevolezza del ruolo che possono svolgere i committenti pubblici ma dall’altro pure l’importanza che il mercato possa far riferimento a norme aggiornate e condivise al fine di garantire sia la maggiore qualificazione degli operatori dell’Offerta, sia la valorizzazione della spesa pubblica intesa come ottimizzazione delle risorse e riduzione di sprechi ed errori. Tali auspici, nel settore delle costruzioni, passano attraverso stazioni appaltanti organizzate e capaci di ottimizzare standard, interoperabilità e sicurezza inerenti i contenuti informativi del patrimonio edilizio ed infrastrutturale di propria pertinenza.
A questo quadro di indirizzo generale si riconducono, sia pure su diversi piani, oltre che il c. 13 dell’art 23 del D. Lgs. 50/2016, anche le raccomandazioni comunitarie contenute nel Handbook for the introduction of Building Information Modelling by the European Public Sector realizzato da Eubim Taskgroup e le norme UNI 11337:2017. Allo stato attuale, tali orientamenti costituiscono, insieme al decreto ministeriale di obbligatorietà di prossima pubblicazione ed in attesa anche che si consolidino le risultanze delle principali procedure di gara attualmente in corso, materiale utile alla costituzione di linee guida delle stazioni appaltanti, che possano condurre poi anche alla redazione di capitolati informativi utili e coerenti con le modalità di gestione digitale dei contenuti informativi prima dell’appalto e poi dell’opera realizzata durante l’intero ciclo di vita.
In questo scenario in costante trasformazione quindi si collocano le procedure di gara che dall’inizio del 2017 sono state registrate attraverso le principali fonti di reperimento di bandi di progettazione e lavori che appresso si riassumono sinteticamente rispetto al criterio indicato. La ricerca non ha carattere di esaustività essendo ovviamente vincolata dalla evidenza pubblica delle procedure.

ANNO 2017 (dal 1/01/2017 al 8/11/2017)
Totale procedure: 53
di cui
• Numero procedure corredate da Capitolato informativo: n. 7
• Numero procedure con premialità BIM: n. 34
• Numero procedure con obbligatorietà BIM: n.6
Totale importo a base d’asta: € 41.000.000,00
Totale importo stimato delle opere: € 930.000.000,00

I dati raccolti nel 2017 confermano indicativamente gli importi totali già evidenziati da altre ricerche nel biennio precedente ma anche la crescita di attenzione al tema nelle regioni centromeridionali ed insulari. Pure si evidenzia una significativa attivazione delle amministrazioni locali che superano per numero di procedure quelle centrali. Permangono invece criticità in ordine alla capacità di commissionare contenuti informativi in forma strutturata ed articolata; raramente sono richiesti requisiti informativi originali e specifici dell’opera e ancora più raramente emerge una effettiva strategia di digitalizzazione della stazione appaltante. Tali evenienza sono riscontrabili nella bassa percentuale, circa il 13% del totale, di procedure corredate da specifiche richieste informative (peraltro non sempre originali) che rende ancor meno attendibile la possibilità di potere attribuire una qualsivoglia forma di premialità.
Conclusioni
La progressiva digitalizzazione della catena di fornitura dell’edilizia può avere successo, nelle opere pubbliche, anche e soprattutto se essa sarà consapevolmente condotta dalle strutture di Committenza. Affinché ciò accada sembrerebbe conveniente che l’utilizzo di metodi e strumenti di modellazione delle opere da parte degli operatori, non siano generico oggetto di richiesta ma che a queste corrispondano a modalità e prassi della gestione digitale dei contenuti informativi proprie della stazione appaltante e della amministrazione concedente, nelle forme più mature, attraverso anche l’adozione di un ambiente di condivisione dei dati. Nelle procedure selezionate ed osservate, in questa fase iniziale, il richiamo al BIM da parte delle SS.AA. sembra per lo più motivato dalla possibilità di acquisire conoscenza in merito facendo ricorso al mercato. Pure con i limiti di una osservazione che non può che essere esterna, traspare il più delle volte quasi l’auspicio, che un processo di osmosi inversa, possa condurre una stazione appaltante a definirsi BIM per il semplice apparire tra i diversi elaborati di generici modelli 3D. Se da una parte quindi tali iniziali veniali fraintendimenti possono essere considerati accettabili dall’altra occorre rapidamente accrescere la sensibilità degli operatori della domanda pubblica anche attraverso indirizzi legislativi quali il decreto di obbligatorietà (in consultazione pubblica nel luglio 2017) i cui contenuti possono contribuire ad una reale crescita del sistema paese su entrambe i versanti del mercato.

Francesco Ruperto è Architetto laureato alla Facoltà di Architettura di Sapienza Università di Roma e Dottore di Ricerca in Rappresentazione e Rilievo dell’Architettura e dell’Ambiente Università “G.D’Annunzio di Chieti-Pescara” , iscritto all’ Ordine degli Architetti di Roma e Provincia. Profilo Linkedin



  • Supporto al Commissario connesse all’applicazione ed all’utilizzo del metodo e delle tecnologie BIM-building information modeling nella realizzazione degli interventi ricompresi nel Piano degli interventi per il progetto sportivo dei Mondiali di sci Cortina 2021;

  • Coordinatore GL5 UNI 033/GL05 (UNI 11337)

  • Supporto al RUP per la progettazione e verifica della Pianificazione Informativa del Concessionario Opera Strategica Provincia Autonoma Bolzano;

  • Supporto al RUP per:redazione di capitolato informativo, criteri a base di gara, validazione, verifica e coordinamento dei modelli BIM, per Presidenza del Consiglio dei Ministri, Struttura di Missione per gli Anniversari di Interesse Nazionale;

  • Coordinatore Scientifico del Master BIM Facoltà di Architettura Sapienza Università di Roma;

  • Coordinatore Scientifico del Workshop 3D Modeling&BIM organizzato dalla Facoltà di Architettura Sapienza Università di Roma;

  • Ha svolto attività di Ricerca presso Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Tecnologie Applicate ai Beni Culturali ed Istituto Applicazioni per il Calcolo;

  • Ha supportato Stazioni Appaltanti e Amministrazioni Concedenti, quali la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Provincia Autonoma di Bolzano nella definizione delle azioni necessarie alla adozione di metodi e strumenti BIM negli Appalti di progettazione e di esecuzione lavori e nelle Concessioni;

  • Ha organizzato come Facoltà di Architettura Sapienza Università di Roma la costituzione del network accademico BIM Academic Forum Italy , con Politecnico di Milano e all’Università di Brescia;

  • E’ stato il relatore italiano per Assemblea Annuale EBC European Builders Confederation , EESC European Economic and Social Committee Bruxelles , circa gli scenari del BIM in Italia;

  • Svolge attività divulgativa e di sensibilizzazione sul tema del BIM e della digitalizzazione del settore delle costruzioni presso Imprese, Ordini Professionali e Associazioni di Categoria.