Bandi di gara BIM: un’analisi di dettaglio sul mercato 2018

A pochi giorni dalla presentazione del 2° Rapporto OICE sulle gare BIM in Italia, un’analisi di dettaglio su alcuni aspetti dell’importante evoluzione quantitativa conosciuta dal Building Information Modeling, già a breve distanza dall’entrata in effettivo vigore degli step di obbligatorietà previsti dal Decreto 560/2017, offre lo spunto per una serie di considerazioni che coinvolgono non solo l’attuale stato di salute di questa metodologia, ma soprattutto il suo potenziale anche nel breve e medio periodo.

All’interno di un trend che negli ultimi tre anni ha visto lievitare il numero delle procedure che prevedono negli atti di gara riferimenti all’utilizzo delle metodologie BIM – 4 nel 2015, saliti a 26 nel 2016 e 86 nel 2017 –  prima del decollo nel 2018 con ben 268 bandi, equivalenti a una crescita del 219% di cui 104 ne solo mese di dicembre, emergono infatti alcuni aspetti sia di carattere macrosettoriale che di dettaglio. Significativo, innanzitutto, è il fatto che l’andamento fortemente positivo registrato nel 2018 per le gare con richiesta di BIM non ha coinciso con una analoga crescita di tutto il mercato dei servizi di architettura e ingegneria, che nel 2018 ha anzi fatto registrare un rallentamento dopo la forte crescita del biennio dal 2016-2017; un contesto, quindi, in cui il Building Information Modeling è emerso principalmente per il suo contenuto di innovazione, in un periodo di applicazione ancora facoltativa, e non potrà quindi che beneficiare dei progressivi step di obbligatorietà previsti dal Decreto 560/2017.

Gli affidamenti: in testa le attività di progettazione
Entrando maggiormente nel dettaglio delle rilevazioni del Rapporto, in particolare della tipologia degli affidamenti e delle attività affidate, tutte le 268 procedure rilevate hanno riguardato bandi per servizi di architettura e ingegneria e per concorsi; rispetto alle 86 procedure del 2017, di cui 83 bandi per servizi di architettura e ingegneria e per concorsi, due per appalti integrati e un sistema di qualificazione, ciò equivale a una crescita del 222,9%. Crescita che risulta ancora più netta prendendo in considerazione il valore economico dei bandi BIM, che nel 2018 ha raggiunto i 161 milioni di euro contro i poco più di 30 del 2017 (+428,5%). Interessanti anche le risultanze dell’analisi dei bandi per attività affidate. A capeggiare la classifica sono naturalmente le attività di progettazione, che con 124 bandi arrivano al 46,3% del totale (erano all’81,9% nel 2017), seguite dalle valutazioni della sicurezza sismica e le verifiche strutturali, con 121 bandi al 45,1% (al 7,2% nel 2017), i servizi di verifica della progettazione, con due bandi pari allo 0,7% (al 4,8% nel 2017), la direzione lavori, con 4 bandi pari all’1,5% (al 2,4% nel 2017) e infine gli altri servizi tecnici, con 17 bandi che rappresentano il 6,3% (il 3.6% nel 2017). In termini di valore economico, la lettura di tale classifica evidenzia come le attività di progettazione, con 85,5 milioni, aumentino il loro peso percentuale rispetto alla divisione per numero arrivando al 53,1% del valore totale, con al secondo posto sempre valutazioni della sicurezza sismica e verifiche strutturali (30,3% del valore).

Le classi di importo: la maggioranza è sopra soglia
Per quanto riguarda le classi di importo, dal Rapporto emerge chiaramente come le procedure sopra soglia UE siano quelle a contribuire maggiormente alla crescita dei bandi BIM, accaparrandosi da sole il 57,1% del totale con 153 bandi, seguite col 24,3 per cento dalle gare fra i 100 e i 221mila euro (65 in totale) e da quelle fino a 100mila euro con il 18,7% (50 in tutto le gare). Quanto alla distribuzione percentuale del valore dei servizi messi in gara raggruppati nelle classi sopra accennate, preponderante è il peso dei bandi di importo superiore alla soglia di applicazione della normativa europea, che raggiunge nel 2018 il 91,9% del valore totale (quasi il 10% in più rispetto al 2017). La classe fino a 100mila euro raccoglie l’1,7% del valore totale, mentre quella intermedia è al 6,4%. Complessivamente, quindi, i bandi sotto soglia rappresentano solo l’8,1% in valore, un dato più che dimezzato rispetto al 2017 quando il sotto soglia valeva più del doppio (16,8%).

Il Sud guida la crescita
Un dato particolarmente interessante e incoraggiante emerge dall’analisi della distribuzione geografica per macroregioni delle gare, che vede il Mezzogiorno in testa. Complessivamente, nel 2018 le regioni meridionali hanno emesso 89 bandi, pari al 33,2% del totale, il Centro con 79 bandi si attesta al 29,5%, il Nord–Est con 53 bandi si colloca al 19,8% (il 21,7% nel 2017), il Nord–Ovest con 32 bandi vale l’11,9%,  mentre al livello minimo si collocano le Isole con 15 bandi e il 5,6%. Primato nella classifica per regioni al Lazio con 50 bandi (il 18,7% del totale), seguito da Calabria (32 bandi e l’11,9%) e Toscana (22 bandi e l’8,2%).

Gli altri dati: stazioni appaltanti, tipologie di intervento e opere
Alla guida della classifica delle stazioni appaltanti più attive sul fronte dei bandi BIM troviamo le Amministrazioni dello Stato, che hanno pubblicato 145 gare e raggiunto il 54,1% del totale (con un incremento del 480,0% rispetto al 2017), seguite dai Comuni che con 47 bandi arrivano al 17,5%,  dalle Università e dagli enti di ricerca con 21 bandi; 19 i bandi promossi dalle Concessionarie, 15 dalle Province, 11 da Ospedali, ASL e USL e per finire 10 pubblicati da altri committenti di varia natura giuridica.
Quanto alla classificazione delle opere oggetto della rilevazione, queste vanno innanzitutto distinte fra opere lineari e opere puntuali, con le seconde a rappresentare la larghissima maggioranza: 248 interventi, equivalenti al 92,5% del totale. L’analisi di dettaglio di questi ultimi evidenzia come nella maggior parte dei casi si tratti di bandi per interventi nel campo dell’edilizia direzionale e per uffici (123 bandi, pari al 49,6% del totale); la restante parte riguarda l’edilizia scolastica (23 bandi), l’edilizia universitaria (16 bandi), l’edilizia sanitaria (14 bandi), le opere per musei, biblioteche e attività culturali (13 bandi ciascuna), impianti sportivi (6 bandi) e infine tutte le altre categorie di opere puntuali, che insieme totalizzano 40 bandi.

Giornalista professionista della redazione di BIMportale, specializzato nel settore delle costruzioni, si occupa dai primi anni ’90 di tecnologie applicate alla progettazione e al cantiere. Ha all’attivo numerose pubblicazioni e collaborazioni con le principali testate di settore relative a tecniche costruttive, progettazione 3D, organizzazione e gestione dei processi di cantiere.