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BIM nel settore navale – Sviluppo del caso studio Ristorante Italiano al Deck 7 di Megane Cruise

L’articolo fa parte degli atti presentati al convegno “BIM (K)now! | BIM KALEIDOSCOPE: SHIFTING VISIONS”, tenuto il 28 novembre 2025 presso l’Aula Magna di Fontanella Borghese della Sapienza Università di Roma, organizzato dal Prof. Vittorio Andrea Sellaro Università degli Studi di Pavia). 

Autore: Giulia Doro, Project Engineer e Project Assistant presso De Wave Group

Nell’ambito del ciclo di conferenze BIM (K)now!, presso l’Università La Sapienza di Roma, il 28 novembre 2025, ho potuto illustrare il progetto di Tesi di Master, risultato vincitore del concorso Next Gen BIM Award 2025.

Nel corso della mia esperienza lavorativa, ho potuto comprendere come molti settori presentino numerosi punti in comune, in particolare per quanto riguarda la metodologia e lo sviluppo di un manufatto, dal concept alla fase esecutiva. Sebbene nel settore delle costruzioni il BIM abbia avuto un impatto molto significativo — ad esempio nei processi di digitalizzazione e progettazione — ho elaborato una teoria secondo la quale tale metodologia possa essere applicata anche ad altri settori caratterizzati da un’elevata complessità informativa, che necessita di essere gestita in modo ordinato e secondo regole di catalogazione.

Da qui nasce la domanda centrale della tesi di master: il BIM può essere esteso ad altri settori?
L’obiettivo è stato quindi quello di applicare la metodologia BIM in un ambito differente da quello delle costruzioni, nello specifico il settore navale. La costruzione e la gestione di una nave possono infatti essere paragonate a quelle di un edificio, soprattutto se si considera la presenza di gruppi multidisciplinari coinvolti nelle fasi di progettazione e manutenzione.

È stato sviluppato un progetto pilota in cui si è cercato di applicare il metodo BIM lungo l’intero processo, dalla progettazione al coordinamento. Per testare questa ipotesi sono stati utilizzati tre software BIM per tre ambiti differenti: Tekla Structures per le strutture in acciaio, Revit per la progettazione architettonica e Archicad per l’arredamento e il catering del ristorante.

È stata analizzata la modalità con cui i diversi software trasferiscono le informazioni attraverso l’esportazione in formato IFC e come tali informazioni possano risultare utili nella gestione informativa in un contesto di coordinamento progettuale. All’interno del CDE Trimble Connect sono stati caricati i tre modelli IFC al fine di individuare le criticità che possono emergere quando collaborano gruppi multidisciplinari differenti. Sono state inoltre analizzate le varianti di progetto e la loro gestione.

Il problema della comunicazione tra i gruppi di progettisti rappresenta un tema centrale, soprattutto nella fase di modifiche e aggiornamenti, e il fulcro di tale criticità risiede nel modo in cui le informazioni vengono trasmesse. Attualmente esse vengono spesso condivise tramite disegni CAD, file STEP o fogli Excel. Ipotizzando un interscambio basato su modelli IFC e report derivati da essi, sono state eseguite attività di clash detection e data checking, con l’obiettivo di individuare i property set più utili per le fasi successive.

È risultato particolarmente interessante osservare come i software BIM possano disporre di database informativi molto ricchi, che necessitano però di essere opportunamente catalogati affinché risultino fruibili all’interno dei file IFC. Conclusa la fase di progettazione, l’attenzione si è spostata sull’utilizzo di tale database informativo nella gestione operativa e manutentiva, integrando e consolidando i dati raccolti.

Questa fase consente di garantire che il modello as-built sia completo, accurato e conforme alle esigenze del committente. Il modello diventa così lo strumento principale per la fase di Operation & Maintenance e Facility Management, oppure il Digital Twin di riferimento per il controllo e la progettazione di futuri interventi. Nel settore navale tale fase assume un ruolo cruciale, poiché la nave è soggetta a fenomeni continui di usura, pulizia e manutenzione ordinaria e straordinaria.

La documentazione integrabile nei modelli BIM della nave può comprendere manuali di istruzione, contratti di servizio, dati sui consumi energetici, piani di manutenzione programmata, istruzioni per il lavaggio o la sostituzione di componenti, e altro ancora. Diventa quindi necessario affacciarsi al BIM 6D per il Facility Management. Il database informativo, particolarmente esteso, è stato gestito attraverso il software Dalux.

Sebbene Dalux sia nato per la gestione di interventi e manutenzioni in ambito edilizio, è stato effettuato un parallelismo tra una nave e un condominio, considerando le numerose problematiche manutentive e la presenza di squadre operative differenti. Sono state prese in esame le principali attività manutentive che si presentano nel ciclo di vita di un bene: manutenzione ordinaria e straordinaria. In ambito navale possono verificarsi interventi semplici, come la sostituzione di una lampadina o la pulizia di uno scarico, ma anche operazioni più complesse, come la ristrutturazione di un’area o la manutenzione programmata dei sistemi di sicurezza.

Tutti questi interventi richiedono una pianificazione temporale accurata, un’analisi dei costi e una gestione delle risorse. Un aspetto peculiare del contesto navale è la mobilità della nave, che impone una pianificazione dettagliata delle spedizioni di materiali, personale e macchinari in funzione della sua posizione. Per questo motivo risulta fondamentale programmare gli interventi in modo preciso, assicurando la disponibilità di tutto il necessario a bordo.

Nel modello Dalux FM, qualsiasi utente autorizzato può segnalare un problema, assegnando al referente o responsabile la posizione dell’intervento, anche tramite smartphone o QR code. Tutte le informazioni confluiscono in un’unica piattaforma cloud, accessibile tramite e-mail. Gli interventi vengono visualizzati spazialmente nel modello, sia in forma grafica sia tramite ticket, consentendo al facility manager un controllo e un monitoraggio più efficaci, anche attraverso una pianificazione temporale (ad esempio per le manutenzioni periodiche). I dati possono inoltre essere esportati in Excel o rappresentati tramite grafici.

La gestione di una tale complessità, articolata su molteplici tematiche, deve tenere conto anche della complessità geometrica di una nave, che richiede competenze avanzate e maestranze specializzate nella modellazione parametrica.

Alla domanda iniziale della tesi, “To BIM or Not To BIM?”, la risposta è dunque: “To BIM.”

 

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Project Engineer e Project Assistant presso De Wave Group, reparto catering. De Wave è un’azienda specializzata nella fornitura di arredi e ambienti per navi e grandi yacht. Giulia è risultata vincitrice del premio Next Gen BIM Award 2025, categoria Premio di Master.


 


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