Il BIM in UK: una “fotografia” che sorprende

In UK, il BIM è sempre più diffuso ma ci sono ancora ostacoli alla digitalizzazione del settore edilizia, secondo il sondaggio annuale “Construction Manager BIM Survey” del sito di settore Bim+. La survey, condotta nel Regno Unito tra metà aprile e inizio maggio, mostra la fotografia di un settore che non è ancora del tutto a suo agio con la tecnologia digitale. Un dato su tutti sorpende: dei quasi 300 professionisti dell’edilizia intervistati, oltre la metà afferma di non usare quasi mai il BIM nei propri progetti; uno su cinque, tuttavia, lo usa regolarmente. Il Regno Unito quindi non è la tanto citata “terra” del BIM?

Vediamo rapidamente altri elementi salienti che emergono dalla ricerca.

L’adozione del BIM aumenta lentamente, ma l’uso di tecnologie come VR e droni è in aumento.

L’impatto del coronavirus e la diffusione di nuovi modelli di lavoro favoriscono la diffusione del BIM, sebbene ciò implichi un maggior budget per gli investimenti. E il budget è stato indicato come uno dei principali ostacoli, accanto alla carenza di competenze digitali.

Secondo il 45% degli intervistati, le tecnologie digitali non sono state accolte in tutto il settore.

Gli architetti sono stati i più entusiasti nei confronti del BIM: quasi il 60% lo ritiene molto utile nella progettazione. Guardando al resto della filiera, il BIM è considerato moderatamente utile per la metodologia di costruzione, la programmazione e il controllo dei costi. Nel settore FM, che storicamente è stato più lento nell’adottare il BIM, circa un terzo (31%) lo ha trovato utile o molto utile.

I principali ostacoli organizzativi all’adozione del BIM, sono stati identificati come la mancanza di competenze digitali (64%); fondi limitati per investire in nuove tecnologie (56%); clienti disinteressati (52%); insufficiente evidenza di benefici (45%); messaggi confusi dai fornitori di tecnologia (33%).

Più di sei intervistati su 10 (62%) hanno dichiarato che le organizzazioni investirebbero di più nel BIM e nella tecnologia digitale se ci fossero prove evidenti dei benefici. Emerge così la necessità di sviluppare nuovi strumenti di valutazione. Questo punto è stato sottolineato anche recentemente in un rapporto commissionato dalla Northumbria University dal Centre for Digital Built Britain (CDBB) in collaborazione con la BIM Alliance del Regno Unito, che evidenziava la mancanza di strumenti efficaci per valutare la maturità del BIM o per valutarne i benefici.

Per quanto riguarda la normativa, i risultati della survey mostrano un lento assorbimento della ISO 19650. C’è stata una transizione dalla britannica PAS 1192 alla suite internazionale ISO 19650, introdotta lo scorso anno: meno del 10% degli intervistati afferma di utilizzare ancora la PAS 1192; il 26% è passato dal vecchio al nuovo; e l’11% afferma di utilizzare ISO 19650.

Interrogati sulle tecnologie più utili, il 68% degli intervistati ha nominato tablet e smartphone per il loro valore sul campo. Un risultato aumento del 15% rispetto al sondaggio dell’anno scorso, che dimostra quanto siano diventati diffusi tali dispositivi.

La seconda tecnologia indicata come utile è stata la videoconferenza, indicata dal 66% degli intervistati – senza dubbio un riflesso delle circostanze attuali.

L’utilizzo dei droni è aumentato di anno in anno, con oltre la metà degli intervistati (53%) che lo ha segnalato come un beneficio moderato. Solo il 9% afferma che i droni forniscano un valore in loco davvero positivo.

Anche l’intelligenza artificiale sta facendo progressi, gli intervistati affermano che si sta rivelando utile (18%) o molto utile (11%) e il 27% la utilizza in misura moderata.

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Giornalista della redazione di BIMportale, professionista della comunicazione e del marketing per il settore AEC – Architetture Engineering & Construction. Ha lavorato per molti anni nell’editoria B2B dirigendo una delle principali testate specializzate per l’industria delle costruzioni, per la quale è stato autore di numerosi articoli, inchieste e speciali. Durante questa lunga esperienza editoriale ha avuto modo di vivere e monitorare direttamente l’evoluzione del settore e la sua continua trasformazione, lavorando a stretto contatto con i principali protagonisti del mercato: imprese edili, progettisti, committenti, produttori. Su tali premesse nel 2007 ha fondato l’agenzia di comunicazione e marketing Sillabario, che si occupa delle attività di comunicazione e ufficio stampa di importanti marchi industriali del settore delle costruzioni.