BIMeet&Greet 2026 nasce con l’intento di andare incontro alle esigenze della community AEC e rafforzare il dialogo, il networking e la collaborazione tra professionisti, aziende, studenti e realtà sociali come ci hanno raccontato Vittorio Andrea Sellaro e Roberto Dallavilla, gli organizzatori del format. BIMportale è media partner uifficiale dell’evento, e sarà presente alla due giorni per incontrare gli speakers e raccogliere le loro testimonianze.
In che modo BIMeet&Greet 2026 vuole distinguersi rispetto alla prima edizione e quali nuove esigenze del settore AEC avete cercato di intercettare nella progettazione del programma di quest’anno?
L’obiettivo di BIMeet&Greet 2026 è confermare e, allo stesso tempo, crescere. Vogliamo consolidare quello che è stato costruito con la prima edizione, mantenendo il format e lavorando però su alcuni aspetti programmatici per renderlo ancora più efficace. In questo senso, abbiamo ascoltato con attenzione i feedback arrivati lo scorso anno. Da qui nascono alcune evoluzioni concrete: una maggiore presenza di momenti di pausa, tavoli di confronto più strutturati e, soprattutto, un coinvolgimento più attivo degli ambassador, che avranno il compito di facilitare e alimentare le conversazioni all’interno dell’area Dialogo.
L’idea è creare uno spazio realmente dinamico, dove possano convivere interviste, dialoghi, tavole tematiche e momenti di confronto. Quindi non un semplice contenitore di contenuti, ma un ambiente nel quale le persone possano partecipare attivamente. La crescita, per noi, passa proprio dalla capacità di consolidare ciò che ha funzionato e, contemporaneamente, di introdurre elementi che rispondano in maniera sempre più puntuale alle esigenze della community AEC.
La divisione tra area Dialogo e area Talk rappresenta due modi complementari di vivere l’evento: quali criteri hanno guidato la costruzione di queste due anime e che tipo di interazione vi aspettate che generino tra professionisti, aziende e studenti?
La distinzione nasce dalla volontà di offrire due modalità complementari di vivere BIMeet&Greet. L’area Talk è pensata per chi vuole ascoltare e seguire il palinsesto dei contenuti: ciascuno può scegliere di partecipare a tutti i talk, concentrarsi solo su alcuni, seguire una parte della giornata o alternare momenti diversi in base ai propri interessi. L’area Dialogo, invece, ha dimensioni comparabili ma una funzione completamente diversa: è lo spazio nel quale il networking può diventare protagonista. Qui le persone possono parlare, conoscersi, confrontarsi, osservare e creare connessioni.
Questa complementarità è importante perché crediamo che un evento come BIMeet&Greet non debba limitarsi alla trasmissione di contenuti. L’ascolto e il confronto diretto devono poter convivere, creando le condizioni perché professionisti, aziende, studenti e realtà diverse possano incontrarsi realmente e generare nuove relazioni.
Il tavolo didattico coinvolge tre laboratori universitari di Firenze, Napoli e Pavia: che valore aggiunto porta questa collaborazione e come si inserisce nella volontà di avvicinare formazione accademica e professione?
Il tavolo didattico vuole essere innanzitutto uno spazio nel quale tre laboratori universitari di eccellenza possano condividere uno stesso luogo e raccontare le proprie esperienze alle persone che
parteciperanno all’evento. Sono esperienze di grande valore, e crediamo sia importante portarle all’interno di un contesto nel quale normalmente sono presenti società, studi professionali, uffici e industria. Il mondo accademico deve essere parte integrante di questa conversazione.
Mettere in relazione università e professione significa creare uno spazio nel quale esperienze, competenze e punti di vista differenti possano incontrarsi. Ed è proprio da questa contaminazione che possono nascere nuove domande, nuove collaborazioni e nuove prospettive.
La presenza di fondazioni e realtà impegnate nel sociale è uno degli elementi distintivi dell’evento: perché avete scelto di integrare questa dimensione e quale messaggio volete trasmettere alla community BIM?
Questa è una dimensione che abbiamo voluto introdurre già dalla prima edizione e che nasce da una convinzione precisa: quando tante persone diverse si incontrano e trascorrono insieme un tempo significativo, quello diventa un momento prezioso anche per parlare di temi trasversali al proprio lavoro. BIMeet&Greet nasce intorno al BIM e al mondo AEC, ma non vuole esaurirsi nella dimensione strettamente professionale. La presenza di fondazioni e realtà impegnate nel sociale contribuisce proprio ad ampliare lo sguardo e a ricordarci che dietro competenze, aziende, tecnologie e processi ci sono soprattutto persone.
Il messaggio che vogliamo trasmettere è quindi quello dell’importanza della componente umana. È una componente fondamentale per moltissimi motivi e, secondo noi, deve rimanere centrale anche all’interno di una community fortemente caratterizzata dalla tecnologia e dall’innovazione.
Tra talk, networking e BIM Night, BIMeet&Greet punta molto sulle relazioni: quali trasformazioni della community BIM avete osservato negli ultimi anni e come pensate che eventi come questo possano influenzarne la crescita futura?
Le relazioni sono importanti già nella struttura stessa dei nostri format, sia per come sono costruiti i palinsesti, sia soprattutto per le persone che vengono coinvolte. BIMeet&Greet e BIM (K)now! nascono infatti dall’idea che la condivisione sia un valore e che il confronto tra persone possa generare qualcosa che va oltre il semplice scambio di informazioni. Negli ultimi anni abbiamo avuto sempre più possibilità di essere vicini anche a distanza, ma allo stesso tempo abbiamo visto crescere il desiderio di incontrarsi davvero: guardarsi negli occhi, stringersi la mano, fermarsi a parlare e condividere del tempo insieme. Crediamo che sia una contraddizione solo apparente. Più aumentano le possibilità di connessione digitale, più diventa prezioso tutto ciò che il digitale non riesce a sostituire. Nel tempo, con moltissime persone, sono nati rapporti che sono andati ben oltre la dimensione strettamente professionale: in diversi casi si sono trasformati in collaborazioni, in rapporti personali e persino in amicizie. Ed è proprio da queste relazioni che può passare anche la crescita futura della community. Un evento può creare l’occasione per incontrarsi, ma quello che succede dopo dipende dalle relazioni che si sono create. Quando si intercetta un’esigenza, quando qualcuno condivide un problema, un’idea o un progetto, si apre la possibilità di fare un passo in più: non limitarsi a parlarne, ma cercare concretamente di costruire qualcosa insieme.
Per noi, far crescere la community significa quindi creare sempre più occasioni perché questo possa accadere: mettere in relazione persone diverse, favorire uno scambio autentico e lasciare che da quegli incontri possano nascere nuove collaborazioni, nuovi progetti e, perché no, anche nuove amicizie. Un esempio è la prima edizione della BIM Night, organizzata da Skeinholding per offrire ai partecipanti un’ulteriore occasione di condivisione e networking, in un contesto diverso da quello dell’evento. Una finger dinner per stare insieme, conoscere persone nuove, scambiare idee, ma anche semplicemente mangiare, chiacchierare e divertirsi insieme.
Vogliamo che sia un’esperienza capace di lasciare il segno, come ci piace dire nel nostro claim, anche e soprattutto da questo punto di vista.
E la collaborazione è un valore trasversale a moltissime discipline, ma nel mondo BIM e AEC è, a nostro avviso, imprescindibile. Per questo crediamo che eventi come BIMeet&Greet possano contribuire alla crescita della community non soltanto mettendo a disposizione contenuti, ma soprattutto creando le condizioni perché le persone si incontrino, si ascoltino, costruiscano fiducia e abbiano voglia di continuare a collaborare anche dopo l’evento.












