BIMportale Progetti – La nuova Manifattura Bulgari

Sembra una rosa nel deserto la nuova Manifattura Bulgari, progettata in BIM da Open Project. L’edificio di cristallo, la cascina e il padiglione produttivo sorgono nel bel mezzo della campagna alessandrina, nello storico distretto orafo di Valenza, e grazie a volumetrie e caratteri architettonici volutamente contrastanti il nuovo stabilimento rappresenta un perfetto ponte fra la tradizione e l’innovazione.

Il progetto
Il complesso della Bulgari Gioielli S.p.A. ospita le funzioni produttive e amministrative in due edifici  molto differenti fra loro. L’amministrazione è situata all’interno della Cascina dell’Orefice, primo insediamento orafo di Valenza, risalente agli inizi del XIX secolo, che è stato demolito e ricostruito per il suo valore storico-simbolico. L’edificio ottocentesco è stato riedificato e ampliato grazie ad una struttura di cristallo, che riprende in chiave contemporanea la sagoma originale del cascinale. La cosiddetta “Glass House” si sviluppa in uno spazio complessivo di 1.200 metri quadrati e raggiunge un’altezza di 13 metri. Dotata di spazi istituzionali e di accoglienza, la nuova struttura rappresenta la forte identità storica del luogo unita all’inconfondibile visione della Maison Bulgari, che parte dal recupero della tradizione per guardare con slancio verso il futuro. 
La produzione è invece ospitata in un nuovo corpo edilizio organizzato su tre livelli, separato e arretrato rispetto all’edificio della cascina. Il suo assetto planimetrico è estremamente lineare, finalizzato all’ottimizzazione del processo produttivo e al contenimento dei costi di realizzazione. Si tratta di un padiglione di pianta quasi quadrata (73×70 metri), alto 11 metri, caratterizzato da una grande corte interna di quasi 600 metri quadrati che garantisce ottimi livelli di illuminamento e ventilazione naturale, salvaguardando nel contempo gli elevati requisiti di sicurezza richiesti dal committente. Le caratteristiche del processo produttivo e la necessità di realizzare più piani sovrapposti hanno comportato la presenza in facciata di una serie di elementi tecnologici (condotti, canali, attrezzature) oggetto di continue modifiche e integrazioni. L’effettiva impossibilità di controllare l’effetto di tali modifiche sui prospetti (a breve, ma soprattutto a lungo termine) e la volontà di garantire al committente tutta la necessaria flessibilità operativa, ha portato alla creazione di una “pelle architettonica” metallica, posta a una distanza di circa 6 metri dal muro dell’edificio. Le soluzioni tecniche consentono agli operatori la visione totale verso l’esterno, garantendo al contempo  livelli di privacy adeguati al particolare processo produttivo.

La rivoluzione del processo: quattro modelli in uno
Attuare la progettazione integrata con il metodo BIM non ha significato solamente saper utilizzare un software innovativo, ma ha avuto una ricaduta su tutto il processo progettuale.
Modellare in 3D e attribuire set di informazioni a oggetti intelligenti ha obbligato i progettisti ad affrontare alcune questioni in un’ottica completamente nuova. Grazie alla gestione coordinata di piante, prospetti e sezioni, è risultato obbligatorio risolvere problematiche che in un progetto tradizionale in 2D sarebbero state tralasciate o posticipate a una fase troppo avanzata del percorso progettuale. Il metodo progettuale integrato ha permesso una migliore organizzazione del lavoro, facendo in modo che le informazioni inserite fossero ordinate e facilmente estrapolabili dal modello anche da chi non l’aveva virtualmente costruito.
In questa ottica si è deciso di convertire in BIM anche i contributi di collaboratori esterni non ancora “BIM ready”. Si è arrivati così a un modello federato che ne contiene altri quattro: architettonico, strutturale in acciaio, strutturale in cemento armato e impiantistico. Questo modello federato ha permesso a Open Project di individuare le interferenze fra le varie discipline, di analizzarle con i progettisti specialistici interessati e di risolverle prima di arrivare in cantiere.
L’intero processo ha permesso un notevole ritorno finale sull’investimento iniziale.

BIM per LEED
Bulgari Gioielli ha richiesto di avere il primo edificio produttivo in Italia certificato LEED Gold. L’utilizzo del metodo BIM ha dato diversi vantaggi alla progettazione secondo gli standard LEED, ma molti sono ancora solo potenziali e oggetto di una continua ricerca che Open Project porta avanti in parallelo all’attività strettamente professionale.
Il primo vantaggio è quello di creare, all’interno dell’unico file di riferimento, un set di tavole specifiche per la richiesta di certificazione LEED. Il BIM team si è quindi impegnato a creare etichette e modelli di vista speciali seguendo le richieste del LEED AP. L’esportazione del modello in formato gbXML è stata utile anche per l’attività di “commissioning”, poiché è servita come verifica per l’analisi energetica. Grazie all’attività di ricerca è stato possibile inoltre automatizzare l’interoperabilità fra Revit ed Excel con il software di programmazione visuale Dynamo. Con questo algoritmo si è interrogata la portata delle bocchette presenti in ognuna delle circa 300 stanze dell’edificio per poi controllare che fossero stati rispettati i requisiti minimi della norma UNI EN 15251. In questo modo la verifica del credito LEED è stata monitorata durante tutto il processo progettuale.

Lo studio di progettazione
Fondata nel 1984 a Bologna, Open Project è oggi una struttura multidisciplinare internazionale, organizzata per sviluppare tutti gli aspetti dei progetti di architettura e ingegneria, dal concept al controllo della realizzazione. L’intento del team è quello di trovare soluzioni compatibili con una moderna concezione ecologica dell’architettura che si materializza nella vasta tipologia di progetti realizzati: edifici per uffici, complessi commerciali, residenze, scuole e istituti di ricerca scientifica ad alta specializzazione.

Il progetto in breve
Committente: Bulgari S.p.a.
Luogo: Valenza (AL)
Tipologia: sede produttiva e uffici
Area: 15.000 metri quadrati
Progettisti: Open Project
Anno: 2017

 

Summary
BIMportale Progetti - La nuova scuola di Amatrice
Article Name
BIMportale Progetti - La nuova scuola di Amatrice
Description
I bambini e i ragazzi di Amatrice avranno una nuova scuola realizzata grazie all’uso della tecnologia BIM. Il progetto del nuovo polo scolastico “Romolo Capranica”, firmato ATIproject, è stato realizzato in tempi brevissimi e la struttura sarà completamente antisismica.
Author

Laureato in Architettura al Politecnico di Torino nel 2011, giornalista della redazione di BIMportale, lavora come freelance presso il quotidiano torinese CronacaQui e il Giornale dell’Architettura. Si è formato nello studio dell’architetto Ricardo Bofill a Barcellona partecipando alla realizzazione di progetti internazionali. Si è occupato di progettazione esecutiva, pianificazione urbana, comunicazione grafica ed editoriale e della realizzazione di comunicati stampa presso lo studio Rolla di Torino e ha lavorato come designer, project manager e tecnico commerciale.