Carlo Ratti Associati per il nuovo Polo Scientifico dell’Università di Milano

Lo studio CRA-Carlo Ratti Associati, insieme a un team guidato dal gruppo real estate australiano Lendlease, ha vinto il concorso internazionale per la progettazione del nuovo campus per le facoltà scientifiche dell’Università degli Studi di Milano. Collocato all’interno di Mind-Milano Innovation District nell’ex area di Expo 2015, il cui masterplan è stato realizzato nel 2017 sempre dallo studio CRA-Carlo Ratti Associati per conto di Lendlease, il campus sarà inaugurato nel 2025.

Lendlease Infrastructure Italy si è aggiudicata la gara con un progetto del valore complessivo di circa 305 milioni di euro, oltre IVA, per un totale di circa 338 milioni di euro.

Il nuovo polo si estenderà su un totale di oltre 190.000 m2 e ospiterà una comunità di oltre 23 mila persone. La durata della concessione a Lendlease è pari a 30 anni: 1 anno progettazione, 3 anni lavori, 26 anni e 11 mesi gestione lavori. Accanto a CRA-Carlo Ratti Associati e Lendlease, ha contribuito al progetto l’RTP composta da: Starching (Progetto Architettonico), Manens-Tifs (Progetto Impiantistico), Redesco Progetti (Progetto Strutturale), EPTA – Emilio Pizzi Team Architects (Space Planning), Dott. Geol. Pietro Simone (Relazione geologica).

Nel Raggruppamento Temporaneo di Imprese guidato da Lendlease Infrastructure Italy, che è risultato aggiudicatario della procedura di gara, oltre alla mandataria, ci sono le società Colombo Costruzioni, C.M.B. Società Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi e CoopService.

 

Il progetto architettonico

Il concept architettonico firmato da CRA CRA-Carlo Ratti Associati – realizzato in collaborazione con l’architetto Italo Rota – reinterpreta la tradizionale disposizione a corti delle università italiane ed europee, immaginando un “Campus 2.0” come luogo aperto, di sperimentazione e contaminazione dei saperi scientifici.

Dopo mesi in cui, a seguito della pandemia, la vita di molti studenti, professori e ricercatori si è dovuta trasferire in una dimensione esclusivamente digitale, il progetto ribadisce la centralità dell’università stessa come spazio fisico per incontri, dialoghi e scambi.

Il Campus si sviluppa intorno a cinque corti circondate da altrettanti edifici in mattoni: entrambe le specifiche sono un tributo alla tradizione architettonica milanese e in modo specifico alla Ca’ Granda, la antica e prestigiosa sede centrale dell’Università Statale, a pochi passi dal Duomo di Milano.

Generosi sono gli spazi verdi, che dominano tutti gli ambienti all’aria aperta, dalle corti ognuna dedicata a un diverso tipo di vegetazione fino alla grande piazza centrale, estesa su quasi 10.000 m2  e direttamente affacciata sul cardo dell’ex area Expo. Il verde si declina anche su una sequenza di terrazze attrezzate e giardini ipogei, ribassati rispetto al livello degli edifici. Sulla piazza centrale si trovano anche una serie di padiglioni commerciali e un grande specchio d’acqua, in grado di essere svuotato per consentire lo svolgimento di eventi temporanei.

Il progetto promuove un approccio di dialogo tra le diverse discipline accademiche, secondo il metodo del “learning by doing”, ovvero apprendere facendo. Le aule si trovano al piano terra e al primo piano, mentre i piani superiori sono dedicati agli ambienti amministrativi. L’atteggiamento di apertura è incarnato dal principio urbanistico del “Common Ground”, ovvero uno spazio pubblico ininterrotto che si snoda attraverso tutto il quartiere, tramite passerelle, chiostri e corti. Gli edifici sono resi trasparenti al piano terra oppure rialzati per consentire il passaggio pedonale continuo. Il “Common Ground” penetra anche nelle stesse architetture, le quali sono connesse da un unico percorso pedonale interno della lunghezza di 700 metri.

Il nuovo polo universitario si trova nel cuore del quartiere MIND: e proprio in un luogo simbolico per l’ex area Expo come l’incrocio tra cardo e decumano si colloca il Learning Center, biblioteca accessibile al pubblico che agisce come porta di accesso al Campus per tutta la popolazione dell’area metropolitana milanese. Questa continuità fisica tra l’università e il quartiere circostante punta a incoraggiare gli scambi tra il mondo accademico e le imprese e i centri di ricerca e sviluppo operativi all’interno di Mind. La vocazione all’innovazione tecnologica di quest’ultimo distretto è concepita per portare valore aggiunto alla nuova collocazione delle facoltà scientifiche.

Design parametrico, robot e sostenibilità

Il progetto sperimenta un uso innovativo delle tecniche costruttive. I mattoni in facciata sono disposti secondo un ordine complesso, frutto del design parametrico, andando a formare una serie di arazzi tridimensionali per riprodurre scritte o immagini. I mattoni, intesi come “pixel fisici”, sono potenzialmente riconfigurabili, secondo una tecnica che consente anche l’utilizzo di robot in fase compositiva.

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, lavora da molti anni nell’editoria B2B per la stampa tecnica e specializzata. Ha scritto a lungo di tecnologia, business e innovazione. Oggi orienta la sua professione nel campo delle tecnologie applicate alla progettazione architettonica e all’imprenditoria delle costruzioni.