Nel cuore di una delle metropoli più dinamiche della Cina, Shenzhen, sta prendendo forma un nuovo modello di architettura pubblica nasce il Centro di Riabilitazione progettato da Stefano Boeri Architetti e dalla sede locale SBA China. Pensato come una collina verde che emerge nel distretto di Longhua, il complesso si apre alla città con una serie di terrazze, giardini pensili e percorsi accessibili che trasformano la riabilitazione in un’esperienza immersiva, inclusiva e profondamente connessa al paesaggio.
Il disegno progettuale
Il nuovo centro di riabilitazione di Shenzhen, firmato da Stefano Boeri Architetti insieme alla sede locale Stefano Boeri Architetti China, nasce come infrastruttura pubblica pienamente permeabile alla città e pensata per inserirsi senza fratture nel distretto di Longhua.
L’edificio assume il ruolo di polo urbano dedicato all’inclusione, capace di accogliere e accompagnare persone con disabilità motorie e cognitive attraverso spazi che favoriscono socialità, autonomia e benessere. L’intero complesso, affacciato su un grande parco e collegato alla rete di mobilità leggera della metropoli, si modella come una vera e propria altura verde che si apre verso il paesaggio, trasformando l’idea di riabilitazione in un’esperienza immersiva nella natura.
La struttura non si limita a ospitare funzioni sanitarie: diventa un luogo di incontro, un ambiente terapeutico all’aria aperta dove la qualità degli spazi, l’accessibilità universale e la continuità con il verde circostante
definiscono un nuovo paradigma progettuale. L’assenza di traffico automobilistico in superficie – grazie ai parcheggi interrati – libera l’area per percorsi pedonali, mezzi ecologici e ampie zone collettive, eliminando ogni barriera fisica e favorendo una mobilità lenta, integrata e sicura.
Dedicato a utenti tra i 16 e i 60 anni, il centro si sviluppa su un lotto di oltre 26.000 mq e adotta un sistema di terrazze e gradoni che ospitano una ricca varietà botanica: arbusti, alberi di diverse specie, piante officinali e vegetazione terapeutica. L’architettura si compone di volumi sovrapposti e giardini pensili che intrecciano natura e costruito in un ecosistema coerente, dove ogni livello offre spazi verdi con funzioni specifiche. Le terrazze destinate alla riabilitazione accolgono aree per attività motorie leggere, fisioterapia e orti terapeutici, mentre quelle più ampie sono progettate per sostenere alberature di maggiori dimensioni, contribuendo alla biodiversità del complesso.
Il verde parte integrante del progetto
La presenza vegetale diventa un vero dispositivo progettuale: essenze aromatiche, piante curative e specie autoctone si distribuiscono lungo i percorsi e nei vuoti architettonici, culminando in un grande giardino terapeutico in copertura che prolunga idealmente il parco pubblico adiacente e rafforza la continuità tra interno ed esterno.
La circolazione verticale è garantita da otto nuclei di risalita e da un sistema di rampe accessibili a tutti. L’edificio è articolato in quattro macro-aree funzionali e raggiunge la sua massima altezza – 97,6 metri – nell’angolo nord, per poi degradare progressivamente verso il parco fino a 28,5 metri. Questa scelta volumetrica permette alla natura di entrare nell’architettura e di diventare parte integrante del processo terapeutico, offrendo una straordinaria varietà di spazi aperti dedicati alla cura, al movimento e alla relazione.
L’impianto complessivo è concepito secondo criteri di sostenibilità avanzata: sistemi verdi in copertura, ventilazione naturale, raccolta delle acque meteoriche e strategie per l’efficienza energetica concorrono a ridurre consumi ed emissioni, migliorando al contempo il microclima interno e contribuendo alla produzione di ossigeno.
Il centro ospita un ampio ventaglio di funzioni: spazi per la riabilitazione, aree formative, ambienti dedicati alla cultura e allo sport, residenze temporanee, laboratori, uffici e zone museali. Dalla piazza d’ingresso si sviluppa un percorso continuo che ruota attorno a una grande corte pubblica, cuore distributivo che mette in relazione giardini terapeutici all’aperto, aree sportive, spazi per l’innovazione tecnologica e ambienti dedicati alla raccolta fondi. Sono presenti inoltre un centro sportivo per attività
individuali e di squadra e numerosi percorsi formativi pensati per differenti tipologie di disabilità – fisiche, sensoriali, psichiche, intellettive e multiple – con l’obiettivo di accompagnare ogni persona verso una quotidianità ritrovata.
Il Rehabilitation Center progettato da Stefano Boeri Architetti sviluppa concetti pionieristici di inclusione sociale e coesione, in relazione al tema della disabilità, sia motoria che cognitiva. Il complesso, adiacente a un parco urbano e direttamente connesso con il sistema di mobilità leggera della metropoli, si configura nella sua interezza come una collina ecologica rivolta verso il paesaggio naturale. Un luogo di guarigione e inclusione immerso nel verde, la cui accessibilità ai servizi e il comfort degli spazi sono le chiavi per un progetto che sfida le convenzioni e apre una nuova prospettiva sulla riabilitazione, andando oltre il tradizionale concetto di luogo adibito alla mera lungodegenza dei pazienti e diventando un vero e proprio spazio di interazione e benessere a stretto contatto con la natura.
Il progetto in breve
Località: Shenzhen, Cina
Committente: Engineering Design Management Center of Bureau of Public Works of Shenzhen Municipality
Progetto architettonico: Stefano Boeri Architetti
Partner: Stefano boeri, Yibo Xu
Project director: Pietro Chiodi


















