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Chiara Minucchi, Mpartner: workflow strutturato grazie al BIM

Chiara Minucchi ha studiato Ingegneria Edile-Architettura a Brescia e si è laureata nel 2018. Durante il percorso universitario ha incontrato il professor Angelo Ciribini, che è poi diventato il suo relatore di tesi. Per la tesi si è trasferita in Germania, nell’Università di Bochum, focalizzandosi su processi snelli di collaborazione, utilizzando come caso studio un progetto fornito da Mpartner. In seguito alla laurea è iniziata la sua carriera all’interno della Società milanese.

Come definirebbe la sua figura professionale?
Sono BIM Manager
. Ho iniziato dalle basi, facendo attività da BIM Specialist affiancando il BIM Manager presente nella società e, con il tempo, ho approfondito la formazione fino a ottenere la certificazione di BIM Manager nel 2022. Da allora, ma anche da qualche anno prima, questa è diventata la mia attività principale: mi occupo della gestione degli standard aziendali e di tutto ciò che riguarda il BIM, sia a livello di commessa dialogando e interfacciandomi direttamente con collaboratori dedicati, sia in collaborazione con il gruppo IT per lo sviluppo di plug-in interni e standard qualitativi che possano migliorare il flusso di lavoro. L’obiettivo della Società, e quindi anche della mia figura professionale, è quello di uniformare i processi, in modo che ogni progettista possa gestire le commesse in modo fluido. Personalmente, amo mantenere l’attenzione anche sui progetti lavorando a fianco dei BIM Coordinator, occupandomi anche degli aspetti più operativi, perché ritengo che da questi possano nascere i maggiori spunti per lo sviluppo e l’implementazione

Quali vantaggi porta il BIM nel vostro lavoro quotidiano?
Abbiamo costruito un workflow strutturato e questo è il primissimo vantaggio che il BIM ci ha offerto, non solo come strumenti di “modellazione” ma come filosofia. il nostro obiettivo è rendere il BIM uno strumento realmente utilizzabile in base alle esigenze della committenza e non solo in base ad un uso interno. Il BIM, per come puntiamo ad utilizzarlo nella società ci permette di declinare scelte e standard in modo diverso per ogni progetto. Ci capita spesso la necessità di adeguarci alle richieste dei clienti e il flusso di lavoro, per come è stato impostato, ci permette di raggiungere i desiderata della committenza in fase di esportazione dei dati: questo è un grande vantaggio.
Sono una “nativa BIM” e in questi otto anni ho visto come il BIM possa cambiare la prospettiva progettuale, anche se non è sempre facile comprendere la necessità di anticipare certe scelte. L’implementazione richiede tempo, soprattutto per far comprendere i vantaggi reali: anticipare materiali, stratigrafie e decisioni progettuali permette una maggiore fluidità sia nella progettazione sia nella gestione dei costi. Abbiamo anche un reparto controllo costi molto avanzato dal punto di vista BIM: Un gran numero di commesse vengono affrontate estraendo le quantità e le informazioni direttamente dai modelli e questo ci rende più efficienti e realmente collegati tra diversi dipartimenti.

La committenza comprende il valore del BIM?
Far comprendere il valore del BIM nelle fasi iniziali è complesso: i tempi si dilatano all’inizio, ma si riducono sensibilmente nelle fasi di progettazione, se viene impostato un lavoro strutturato sin da subito. Non tutte le committenze sono, al momento, in grado di riconoscerne il reale beneficio. Un grande supporto per far comprendere il valore del BIM alla committenza ci è sicuramente stato fornito dallo sviluppo interno di un portale che, già in fase commerciale, permette di estrarre costi e analisi preliminari, velocizzando la stima e rendendo più chiaro il processo. Molto dipende anche dal momento in cui entriamo nel progetto: se siamo coinvolti dall’inizio, tutto è più semplice. Serve sempre una fase iniziale di allineamento su necessità e tempistiche.

Quali strumenti utilizzate?
Oltre ai classici software di modellazione, controllo e visualizzazione comune a quasi tutte le realtà, abbiamo sviluppato un plug-in interno che dialoga con un database aziendale contenente i nostri standard. Da lì possiamo estrarre informazioni, dati e quantità. Abbiamo anche un gestionale e un applicativo desktop che permettono agli utenti non BIM di interagire con gli standard in uso sui modelli e in commesse BIM, oltre al fatto che ci permette di analizzare i dati e fare stime molto più rapide. Il plug-in autoprodotto ricrea automaticamente stratigrafie in funzione di quanto presente nel database, gestisce famiglie, grafica, elenchi modifiche dei modelli. È un lavoro iniziato anni fa e che continuiamo ad aggiornare, anche in base alle versioni di Revit. Cerchiamo anche di utilizzare plug-in esistenti e renderli coerenti con il nostro workflow.

Che valore attribuisce alla certificazione BIM?
La certificazione, e il continuo aggiornamento che richiede, favorisce un interesse costante verso le novità, soprattutto normative. Due anni fa abbiamo portato anche la società alla certificazione del sistema di Gestione BIM (SGBIM) secondo la UNI PDR 74/2019. Avere una certificazione delle competenze BIM aiuta a mantenersi aggiornati e rappresenta un valore aggiunto anche a livello lavorativo, soprattutto ora che partecipiamo a gare d’appalto dove è divenuta fondamentale.

Ci racconta qualche progetto significativo?
Abbiamo lavorato molto su edifici del settore terziario. Per me la crescita più grande è arrivata dal confronto con consulenti di discipline diverse, grazie anche alle piattaforme di condivisione dati. Un esempio importante è il progetto del nuovo Headquarter A2A a Milano: un intervento molto grande, che abbiamo seguito dalla fase esecutiva fino alla costruzione. Vedere come una scelta iniziale abbia ricadute fino al cantiere è stato formativo, anche dal punto di vista BIM. Il progetto è iniziato nel 2019 e la costruzione è ancora in corso: mi ha accompagnata per anni.
Abbiamo seguito anche molti progetti residenziali, dove la parte significativa riguardava la gestione delle richieste molto diverse da parte della committenza: la sfida è sempre impostare il modello in modo che sia utile, se necessario replicabile e permetta, nel caso degli edifici residenziali, di poterne gestire le personalizzazioni.
Tra gli ultimi lavori, ci sono edifici più complessi dal punto di vista della modellazione, con richieste articolate da parte degli architetti e sicuramente questo è significativo per la mia crescita professionale.
Significative sono state anche le prime esperienze su progetti pubblici dove il BIM è una richiesta normativa. Questo ha portato al confronto con un validatore esterno e alla verifica dell’applicabilità del nostro processo alle reali normative BIM. Ritengo sia stata un’ottima sfida e ben affrontata

C’è una vera collaborazione tra gli attori del processo?
Di per sé non c’è una risposta univoca a questa domanda, dipende dagli attori coinvolti. Quando questi sono studi di progettazione che utilizzano strumenti nativi BIM, la collaborazione è reale e funziona, quando si iniziano a mischiare differenti modalità di lavoro, tradizionale in CAD + BIM in Revit oppure utilizzo di software differenti, dove il dialogo può essere solo in IFC, allora inizia a diventare più complessa la collaborazione. Mi sono resa conto che Lavorare solo tramite IFC può far emergere ancora difficoltà: la produzione di un IFC “perfetto” è complessa e purtroppo c’è ancora perdita di dati.

Come vede lo sviluppo del BIM in Italia?
Ritengo che La pubblica amministrazione non sia ancora pronta ad affrontare il BIM in modo autonomo. Sul fronte privato, invece, siamo abbastanza in linea con le aspettative e il livello di conoscenza è decisamente più alto soprattutto per chi ci si è affacciato quando non era obbligatorio quindi fatto con la sana curiosità di sperimentare una novità
Sicuramente l’obbligatorietà porterà ad una necessaria maggior conoscenza di normative, obblighi e metodologie condivise da parte delle società di progettisti, delle pubbliche amministrazioni e delle committenze.

 

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e nuove iniziative da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.


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