L’articolo fa parte degli atti presentati al convegno “BIM (K)now! | BIM KALEIDOSCOPE: SHIFTING VISIONS”, tenuto il 28 novembre 2025 presso l’Aula Magna di Fontanella Borghese della Sapienza Università di Roma, organizzato dal Prof. Vittorio Andrea Sellaro Università degli Studi di Pavia).
Autore: Matteo Giani, Direttore BIM Management e Ricerca & Sviluppo Starching
Starching è una società di architettura e ingegneria specializzata in progettazione integrata che sviluppa e concretizza idee, rendendo possibili visioni e ambizioni, con sedi a Milano e Roma. Con oltre venti anni di esperienza in servizi di consulenza, coordinamento e supervisione di progetti d’eccellenza, si distingue per le alte performance certificate. Collaborano con Starching più di 160 tra architetti, ingegneri, urbanisti e figure specializzate in strategie di innovazione sostenibile in ambito ambientale, sociale ed economico.
Metodo consolidato e innovazione degli strumenti utilizzati consentono di gestire competenze diverse per sviluppare progetti di alta complessità e grandi dimensioni, per garantire ai clienti risultati coerenti con le aspettative, e di qualità in ogni aspetto. Starching è membro di Confindustria Assoimmobiliare, Assolombarda e GRI.
Per Starching la metodologia BIM rappresenta un’evoluzione fondamentale nella progettazione architettonica e nelle costruzioni. Tra le prime società certificate in ambito BIM e con oltre dieci anni di esperienza, oggi utilizza il BIM in tutte le fasi del processo edilizio: Progettazione, Direzione Lavori e Project Management. L’azienda ha sviluppato una governance interna, workflow specifici per i diversi usi del BIM e ha adottato vari software specializzati (Revit, Navisworks, Solibri, Recap, Infraworks, Civil 3D). Ha inoltre implementato un Common Data Environment (ACC) per la gestione centralizzata dei documenti e della comunicazione in cloud, consentendo collaborazione tra diverse sedi e cantieri.
Starching investe nella continua innovazione con un team di Ricerca e Sviluppo BIM, che si occupa di ottimizzare strumenti, standard e processi. Inoltre, si dedica all’implementazione e alla creazione di plug-in e automazioni volte a facilitare il lavoro in ogni fase della progettazione. Per migliorare le skill delle diverse figure è stata creata una BIM Academy interna che si dedica alla formazione continua, unendo progettazione e strumenti digitali verso obiettivi di sostenibilità, qualità e performance edilizia.

L’intervento al BIM (K)now! “BIM Kaleidoscope: Shifting Visions”, organizzato dal Prof. Vittorio Andrea Sellaro presso la Sapienza di Roma, dal titolo: “Dal modello al cantiere: la gestione integrata di progettazione e Direzione Lavori con la metodologia BIM” ha voluto sottolineare la valenza e l’importanza del “BIM” in ogni aspetto della filiera delle costruzioni. La scelta dell’argomento è caduta sulla fase dove il progetto si concretizza e diventa costruzione per evidenziare l’importanza della metodologia BIM. Nel mondo contemporaneo il BIM non può più essere considerato un mero strumento di supporto alla progettazione; al contrario, si configura sempre più come una metodologia trasversale, capace di accompagnare l’opera lungo tutto il suo ciclo di vita, dal concept iniziale fino alla realizzazione e alla gestione del costruito. È proprio nella fase di costruzione, e nel dialogo continuo tra progettazione e Direzione Lavori, che il BIM rivela oggi il suo potenziale più significativo: non solo come mezzo di coordinamento, ma come infrastruttura informativa in grado di governare processi complessi, decisioni operative e flussi autorizzativi. In questo contesto, il BIM Management assume una funzione strategica, ponendosi come elemento di connessione tra attori, competenze e strumenti. Il CDE (Common Data Environment), permettendo la condivisione e la gestione di modelli, documenti, processi approvativi (sia di elaborati e modelli, quanto di materiali), diventa così lo strumento imprescindibile nella gestione dei processi BIM. Se da un lato tutti gli attori coinvolti (che si moltiplicano rispetto alla fase di progettazione) lavorano per produrre modelli in grado di anticipare quanto sarà realizzato, dall’altro devono collaborare alla produzione di tutta la documentazione che accompagnerà il fabbricato nel suo ciclo di vita.
Lo speech ha affrontato la tematica sia dal punto di vista di chi si occupa di progettazione costruttiva in affiancamento al General Contractor, quanto da quello della Direzione Lavori.

Nell’intervento di “Gioia 20” (realizzazione di due Torri ad uso uffici in via Melchiorre Gioia 20, Milano) Starching affianca il General Contractor ICM nella progettazione costruttiva architettonica e nel coordinamento interdisciplinare. In questo caso il processo, che parte dai modelli ed elaborati della fase precedente, deve tenere conto, non solo di tutti i fornitori coinvolti nella costruzione dal GC, ma anche dalle scelte dei prodotti e della relativa messa in opera. Per questo motivo il processo di coordinamento non è solo attività di “clash detection” o “code checking”, ma si deve occupare anche di fare confluire nei modelli tutte le informazioni derivanti dalle scelte progettuali e le deve verificare con opportuni consulenti che avvallano la progettazione; il tutto deve essere verificato con quanto prodotto dalle diverse discipline. Questa attività porterà alla sottomissione di SAM (Schede di Approvazione Materiale) e SAE (Schede di Approvazione Elaborato) nei confronti della DL generale, delle DL specialistiche e della DA. Solo all’ottenimento delle opportune approvazioni il GC potrà procedere alla realizzazione. Il CDE diventa strumento fondamentale per lo scambio tra gli attori, per la verifica dei dataset richiesti e per la gestione dei modelli informativi sino alla fine della costruzione. L’ultima parte consiste nella predisposizione dei modelli “As-Built” per la condivisione finale con il Committente. Anche in questa fase il CDE consente la raccolta di tutta la documentazione finale (certificazioni, collaudi, schede tecniche di prodotto, schede di manutenzione, dati di facility, etc.) e il loro corretto abbinamento agli elementi contenuti nei modelli informativi.


Nel progetto denominato “Waterfront Genova”, oltre al BIM Management e a una parte di progettazione esecutiva, Starching si è occupata della Direzione Lavori. Anche negli incarichi di DL Starching mette al centro la metodologia BIM. Partendo dall’approvazione del BEP (BIM Execution Plan) o PGI (Piano di Gestione Informativa), viene immediatamente avviato il dialogo con il GC, i progettisti incaricati, la Committenza e ogni attore coinvolto. Questa attività consente di definire e creare i workflow necessari allo svolgimento delle attività previste (approvazione SAM e SAE, verifica dei modelli, creazione di Snag List, gestione delle “non conformità”, etc.). L’introduzione del CDE e la possibilità di visualizzazione e interrogazione dei modelli nelle attività della DL ha consentito di velocizzare i flussi di approvazione coinvolgendo sistemicamente le diverse figure con processi automatizzati. Inoltre, i modelli condivisi consentono di essere valutati nell’insieme con elaborati e documenti fino all’emissione finale.
La gestione integrata nel CDE della funzione di “Versioning”, ovvero la possibilità di vedere e confrontare tutte le versioni di ogni documento caricato, permette una continua valutazione di ogni scelta progettuale ricostruendone le motivazioni.

Uscendo dai singoli progetti, si può affermare che, se correttamente implementata e governata, la metodologia BIM rappresenta oggi uno strumento imprescindibile per affrontare la complessità della fase di costruzione e della Direzione Lavori: il suo valore non risiede unicamente nella qualità geometrica dei modelli, ma nella struttura informativa che essi veicolano e nella capacità di sostenere processi decisionali consapevoli, tracciabili e condivisi.
Per arrivare ad un corretto utilizzo della metodologia BIM nella fase di costruzione e di DL è evidente la necessità di operare con strumenti e flussi consolidati che consentano un veloce adeguamento alle diverse esigenze dello specifico progetto.
Lo strumento di base per un ottimale uso dei modelli in ogni workflow è la creazione di una WBS solida e declinata in tutti i suoi aspetti (Spaziale, Funzionale e Tecnologico). La WBS è lo strumento tramite il quale sarà possibile destrutturare ogni modello sino al singolo elemento per poi poterli riaggregare per ogni uso previsto dal pGI di progetto (4D, 5D, 6D, 7D).
Essendo questa la fase finale del progetto, è di fondamentale importanza la capacità di adeguamento a quanto già previsto e utilizzato per le fasi precedenti; se il progetto è sviluppato con metodologia BIM sin dalle prime fasi, ci dovremo confrontare con una WBS già presente ma che dovrà essere completata e/o integrata.
Anche in ambito CDE si dovrà operare con modalità consolidate e con un’opportuna determinazione di strumenti e flussi.
Ad oggi molte tra le più diffuse piattaforme consentono la gestione di molte attività tra le quali:
- Model Versioning;
- Visualizzazione aggregazione e interrogazione di modelli e documenti;
- Gestione e tracciabilità di verbali e di e-mail;
- Creazione di Issue per segnalazione problematiche;
- Creazione RFI;
- Coordinamento modelli informativi;
- Creazione di Approval Workflow;
- Estrazione di QTO dai modelli;
- Code checking e verifica parametri;
- Visualizzazione e gestione cronoprogrammi;
- Gestione Snag list e non conformità;
- Personalizzazione parametri;
In questo quadro, il CDE si afferma come vero e proprio abilitatore della collaborazione tra i diversi attori della filiera, superando il concetto tradizionale di Repository o archivio documentale per diventare un ambiente dinamico di gestione dei flussi, delle approvazioni e delle responsabilità. La definizione di workflow chiari, proporzionati alle esigenze del progetto e coerenti con le fasi precedenti, si configura come elemento chiave per evitare derive di sovra‑gestione informativa e garantire efficienza operativa.
È evidente come oggi la sfida non sia più esclusivamente l’adozione degli strumenti digitali, quanto la capacità di integrarli in un metodo solido e condiviso, in grado di accompagnare l’opera dalle prime fasi del progetto al cantiere e oltre.












