Digital Construction: il BIM è un successo!

Grande successo per la seconda edizione di “Digital Construction”, l’evento dedicato all’innovazione digitale dell’ambiente costruito organizzato da TeamSystem Construction nell’ambito dei “Talks 2019”. Sul palco del SuperStudio Più di Milano, il 13 marzo scorso, si sono alternati progettisti e costruttori, professionisti e sviluppatori che operano con successo nell’ambito della metodologia BIM in Italia e all’estero.

Nella prima parte della giornata, nove società di architettura e ingegneria si sono confrontate su temi dell’evoluzione tecnologica, sottolineando i grandi vantaggi del BIM riscontrati nella realizzazione dei loro progetti, in un interessante confronto moderato dal professor Aldo Norsa.

Branko Zrnic di ATIproject ha presentato il nuovo ospedale di Odense in Danimarca, sviluppato con Cmb e Itinera: “390 milioni di investimento, 250mila m2 di superficie e 230 km di tubature. Soltanto con la metodologia BIM si sarebbe potuto realizzare questo progetto che diventerà uno degli ospedali più grandi d’Europa” ha sottolineato il direttore di ATIproject che ha aperto il suo studio nel 2011 insieme al suo socio e oggi conta già 180 dipendenti.

Tre i progetti illustrati da Fabio De Astis di F&M Ingegneria la riqualifica del magazzino del sale a Cervia, il nuovo parcheggio multipiano da 1.200 posti nell’aeroporto di Bologna e la ristrutturazione di un edificio in via Grosio a Milano: “In tutti i casi abbiamo realizzato modelli federati, sfruttando la realtà virtuale per ottenere la massima precisione progettuale”.

Approfondendo l’ambito tecnologico, Camilla Levorato di One Works ha parlato di software, di come Revit abbia dialogato con Dynamo nella realizzazione dei controsoffitti e dei pali di fondazione dell’aeroporto Marco Polo di Venezia: “Grazie al BIM abbiamo potuto raggiungere gli standard richiesti dal cliente e aumentare la qualità del progetto”.

Loris Colombo di General Planning ha svelato il progetto Edge, che prevede la riqualificazione dell’edificio per uffici di 40mila m2 tra via Sturzo e via D’Azeglio a Milano: “Modellare tutte le strutture esistenti controllando le interferenze con Naviswork ci ha permesso di evitare errori”.

Per Daniela Franzosi di Mpartner invece “è stato fondamentale il software STR Vision CPM per gestire al meglio la demolizione e la ricostruzione di “Gioia 22” a Milano”.

Lo stesso software è stato utilizzato con successo da Tekne per la progettazione della nuova sede di Fanuc sempre a Milano, come ha evidenziato Laura Rusconi Clerici: “Grazie al BIM si possono integrare diverse discipline in modo efficiente e dettagliato”.

Paolo Citelli di Lombardini22 si è invece soffermato sul campo della R&D spiegando i vantaggi della nuova Piattaforma Forge di Autodesk: “in grado di mettere a sistema i contenuti BIM tramite web app”. 

Roberta Di Stefano, socio 3Ti Progetti, società presente in 30 paesi, ha invece fatto il punto della situazione del BIM nel panorama italiano, prendendo come esempio l’ampliamento del Palazzo Diamanti a Ferrara: “In Italia c’è ancora molto divario tra noi progettisti che ci siamo attrezzati per lavorare in BIM e le stazioni appaltanti che invece non hanno ancora gli strumenti e le capacità adeguate per affrontare il cambiamento tecnologico”.

Sempre di restauro di edifici storici ha parlato Maria Cristina Fregni di Politecnica che ha predisposto l’intervento di rigenerazione urbana dell’area ex-Amcm a Modena: “Costruire modello digitale in BIM ci è servito per riuscire a dialogare meglio con Soprintendenza, committenza e cittadini”. 

Non solo progettisti: hanno preso la parola anche project manager e costruttori . Marco Baccaro di B&B Progetti ha presentato il progetto economico della Nuova Città dello Sport a Rovello Porro, John Iorio di J&A ha spiegato i vantaggi nella scelta del BIM, mentre Claudio Guido di Studio In.Pro si è soffermato sulle Torri di CityLife, il grande complesso milanese che ha coinvolto nella progettazione archistar di fama internazionale.

Un progetto, quello di CityLife, che ha visto nella sua totale esecuzione un passaggio di testimone dalla tecnologia tradizionale alla progettazione integrata. Se la Torre Allianz di Arata Isozaki, la prima in ordine cronologico e la più lineare, era stata progettata in 3D senza l’uso del BIM, già nella seconda torre, “lo Storto” di Generali disegnata da Zaha Hadid, “si è resa necessaria la tecnologia BIM per la complessità della struttura” ha spiegato l’ingegner Guido  di Studio In.Pro. Si tratta di un percorso che raggiungerà il massimo risultato a fine 2020 nella terza torre PwC firmata da Daniel Libeskind e costruita da Cmb. “Si procede con la realizzazione di un solaio a settimana tenendo il progetto sempre sotto controllo” – ha evidenziato Guido – “grazie al BIM si monitora infatti l’avanzamento temporale 4D e di conseguenza l’avanzamento economico 5D”. Ad approfondire ulteriormente lo sviluppo della torre Libeskind è stato Andrea Vanossi di Cmb: “Abbiamo trasformato in BIM il progetto che ci era stato consegnato in Rhinoceros. Nonostante il passaggio in più da fare, il costo è decisamente inferiore a quello che si dovrebbe affrontare per rimediare a possibili errori di cantiere. Anche perché ormai il capocantiere, grazie al BIM e alla realtà aumentata, può vedere direttamente sul posto come verrà il progetto”.

Ares Frassineti di Impresa Percassi ha invece spiegato l’innovativo uso del BIM nel quartiere Chorus Life a Bergamo in fase di esecuzione: “Il progetto dell’architetto Joseph Di Pasquale, finanziato privatamente dal cavalier Domenico Bosatelli, è stato interamente pensato in BIM con logiche “Iot” (Internet of things), ma soprattutto “Iop” (Interneto of people) per gestire al meglio il rapporto tra persone e oggetti. È infatti necessario capire come stanno le persone per proporre aiuti domotici a seconda dei profili”.

Tommaso Gasparin di Carron ha raccontato le fasi realizzative di un edificio direzionale a Bresso (Milano), sottolineando “i vantaggi del BIM in termini di efficienza e qualità progettuale”. Infine, Andrea Grillenzoni di Garc, si è concentrato sul recupero del materiale di scavo, spiegando le operazioni in atto in seguito al terremoto del 2016 in Centro Italia.

La giornata si è conclusa con un Forum tra BIM Manager di varie società moderato e animato dal professor Angelo Ciribini dell’Università di Brescia.

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Giornalista della redazione di BIMportale, professionista della comunicazione e del marketing per il settore AEC – Architetture Engineering & Construction. Ha lavorato per molti anni nell’editoria B2B dirigendo una delle principali testate specializzate per l’industria delle costruzioni, per la quale è stato autore di numerosi articoli, inchieste e speciali. Durante questa lunga esperienza editoriale ha avuto modo di vivere e monitorare direttamente l’evoluzione del settore e la sua continua trasformazione, lavorando a stretto contatto con i principali protagonisti del mercato: imprese edili, progettisti, committenti, produttori. Su tali premesse nel 2007 ha fondato l’agenzia di comunicazione e marketing Sillabario, che si occupa delle attività di comunicazione e ufficio stampa di importanti marchi industriali del settore delle costruzioni.