Digitalizzazione e Cloud per le costruzioni

Assimpredil Ance, in collaborazione con Cresme e Università di Brescia, ha promosso un seminario sull’innovazione digitale nel settore delle costruzioni con un particolare focus su Cloud e piattaforme digitali. Il mondo delle costruzioni, se paragonato ad altri settori come quello manifatturiero, risulta essere purtroppo meno produttivo e performante. La scarsa produttività del settore è una delle grandi questioni che negli ultimi anni ne hanno condizionato lo sviluppo e il rapporto con l’innovazione. La digitalizzazione può essere un importante driver di crescita e di competitività.

Il tema della digitalizzazione è stato particolarmente sotto i riflettori in questo periodo di emergenza Covid-19: “Tutto quello che è virtuale ha in realtà un impatto reale e concreto: le aziende che hanno digitalizzato i processi possono già verificarne con mano i benefici nel conto economico. Le piattaforme digitali possono incidere su tutta la filiera, ad esempio facendo incontrare domanda e offerta, ma c’è ancora molto da fare” ha sottolineato Giovanni Deleo, Consigliere delegato BIM di Assimpredil Ance.

Le settimane di lockdown e di emergenza Covid hanno obbligato il settore a guardare i numeri, i trend di mercato e, di conseguenza, a interrogarsi su come stimolare la crescita e la ripartenza. Dopo un 2019 che si era chiuso con ottimismo, a gennaio 2020 il mercato delle costruzioni in Italia era in leggera crescita. L’arrivo del Coronavirus, in febbraio, ha ribaltato la situazione: “Il comparto costruzioni a marzo ha perso tra il 30 e il 50% del fatturato, ad aprile tra l’80 e il 95%. La pandemia ha cambiato l’approccio culturale alla questione della connessione e della digitalizzazione, ha accelerato la trasformazione. Stanno evolvendo i modelli di impresa e la cultura degli imprenditori: stiamo vivendo una fase di cambiamento sistemico importante” ha commentato Lorenzo Bellicini, Direttore Cresme.

In questa fase di trasformazione, il professore Angelo Ciribini dell’Università di Brescia ha invitato a interrogarsi sul ruolo degli imprenditori e sull’identità del comparto, sul riposizionamento degli attori della filiera. Forse le piattaforme digitali saranno i nuovi luoghi di aggregazione; gli ecosistemi digitali abiliteranno nuove reti, nuove forme aggregative. Secondo il professor Ciribini, bisogna approcciare al cambiamento con un pensiero critico. È necessaria, inoltre, una riflessione sul carattere dei cosiddetti “bonus”. “Storicamente, gli incentivi fiscali hanno contribuito alla crescita del mercato ma non hanno mirato ad alzare i livelli qualitativi del costruito, non sono stati accompagnati da politiche e strategie industriali. Anche la nuova detrazione al 110% evidenzia delle criticità: senza ripensare il ruolo di ciascun operatore nelle catene di fornitura, secondo una logica autenticamente industriale, senza immaginare nuovi servizi legati all’evoluzione ambientale, circolare, digitale, sanitaria, sociale in atto, si rischia di finanziare realizzazioni di cespiti antichi nella concezione, senza dar vita realmente al nuovo settore dell’ambiente costruito”.

Un’azienda che della digitalizzazione e degli ecosistemi digitali ha fatto la propria bandiera è TeamSystem. “Un milione e mezzo di nostri clienti lavorano quotidianamente in Cloud, le nostre piattaforme generano circa il 25% delle fatture elettroniche emesse in Italia, il digitale è il nostro business” ha spiegato Stefano Amistà di TeamSystem Construction, entrando nel merito del significato di digitalizzazione. “Digitalizzazione non significa fare col computer ciò che prima si faceva con la carta. Non bisogna più ragionare in termini di documenti, file e cartelle, ma considerare il dato nella sua accezione più ampia. Il Covid-19 ha accelerato la digitalizzazione, ha reso evidente quanto sia importante avere piattaforme che permettano di condividere i dati”.
È necessario disporre di un sistema di collaborazione, un Common Data Enviroment (CDE) in cui i dati vengano condivisi, indicizzati, archiviati. Il cantiere 4.0 impone di cambiare, adottare il BIM e metodologie agili. Un ruolo importante è quello del Cloud: “Il Cloud consente alle aziende di recuperare efficienza ed essere competitive, di non perdere tempo a compilare file Excel, di fare un salto culturale. Consente di avere i dati in sicurezza, senza preoccuparsi di backup e aggiornamenti, nel rispetto della privacy. E dal Cloud si gestisce tutto il ciclo di vita di un’opera, non solo le fasi di progettazione ma anche quelle di preventivazione, costruzione, facility management, contabilità lavori. Inoltre, il Cloud permette alle imprese di affrontare momenti difficili come quelli che abbiamo vissuto nelle settimane di lockdown, e che in parte stiamo ancora vivendo”.

Salvatore Macrì di Autodesk, infine, ha sottolineato come la tecnologia sia ormai matura, il Cloud sia già nelle vite quotidiane di tutti noi, la filiera dei progettisti sia pronta, il BIM sia sempre più diffuso. Nonostante questo, si stima che il 62% dei lavoratori del settore delle costruzioni trasmettano ancora i dati manualmente o tramite fogli di calcolo e che il 30% dei dati relativi a un progetto venga perso prima del completamento dell’opera. Per risolvere questi problemi e abilitare la collaborazione, Autodesk risponde con la piattaforma Autodesk BIM 360 basata sul Cloud di Amazon Web Services. Autodesk BIM 360 integra l’intero flusso di lavoro, dalla progettazione alla costruzione, in un’unica piattaforma collaborativa. I team possono facilmente trasferire le informazioni da una fase all’altra, conservando tutte le informazioni e i dati all’interno di un’unica soluzione, nel rispetto della privacy e regolando i permessi e gli accessi.

 

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Giornalista della redazione di BIMportale, professionista della comunicazione e del marketing per il settore AEC – Architetture Engineering & Construction. Ha lavorato per molti anni nell’editoria B2B dirigendo una delle principali testate specializzate per l’industria delle costruzioni, per la quale è stato autore di numerosi articoli, inchieste e speciali. Durante questa lunga esperienza editoriale ha avuto modo di vivere e monitorare direttamente l’evoluzione del settore e la sua continua trasformazione, lavorando a stretto contatto con i principali protagonisti del mercato: imprese edili, progettisti, committenti, produttori. Su tali premesse nel 2007 ha fondato l’agenzia di comunicazione e marketing Sillabario, che si occupa delle attività di comunicazione e ufficio stampa di importanti marchi industriali del settore delle costruzioni.