Fabio De Astis, F&M Ingegneria: guardare sempre in chiave OPEN

Da sempre appassionato e curioso di IT ed innovazione digitale, già nel corso della carriera universitaria l’Arch. Fabio De Astis ha avuto modo di sperimentare ed utilizzare tecnologie e strumenti di modellazione parametrica avanzata e visualizzazione, a supporto della progettazione. Dal 2018 ricopre il ruolo di BIM Manager di F&M Ingegneria S.p.A. e si occupa delle attività di gestione, coordinamento e sviluppo BIM di progetti civili ed infrastrutturali.

Quali sono stati i sui primi approcci con il BIM?
Fin dall’università ho cominciato a sviluppare una conoscenza dei software “BIM oriented”, come Revit ed Archicad. Nel 2013 sono entrato a far parte del Distretto tecnologico per le Costruzioni in Campania, STRESS, dove mi sono occupato di ricerca, sperimentazione e sviluppo all’interno di progetti di ricerca nazionali ed europei, attinenti ai temi del recupero e della riqualificazione del costruito esistente, del rilievo, del monitoraggio, della diagnostica e dell’efficientamento energetico, in chiave BIM. Temi e tecnologie (GIS-BIM, ScanToBim, H-BIM, ecc), fortemente integrate, utilizzate ed applicate su dimostratori reali, in sinergia con centri di ricerca, società specializzate ed università. L’applicazione e le sperimentazioni su queste tematiche mi ha permesso nel 2017 di vincere il primo premio per la categoria “Interventi di restauro e valorizzazione del patrimonio” del Digital&BIM Award. Parallelamente all’attività di ricerca e sperimentazione, sono state diverse le occasioni in cui mi è stato possibile lavorare come consulente, per attività di formazione e training on the job, per l’implementazione e il supporto a Società di ingegneria e Architettura, alla realizzazione di progetti infrastrutturali, civili e di riqualificazione del patrimonio. Dal 2018 ricopro il ruolo di BIM Manager di F&M Ingegneria S.p.A., e mi occupo delle attività di gestione, coordinamento e sviluppo BIM di progetti civili ed infrastrutturali.

Quali sono le caratteristiche principali della sua figura professionale?
Descrivere le caratteristiche di un BIM Manager può dipendere in maniera significativa dalla realtà in cui questo sarà chiamato ad operare. Le opportunità di management, in termini di responsabilità, indirizzo e risorse che gli saranno assegnate, faranno la differenza. Potremmo essere “Manager” di noi stessi in contesti piccoli e medi, dove individuare schemi ed organigrammi rigidi può non avere tanto senso, ed al contrario riconosciuti come leader indiscussi e trascinatori in grandi contesti, dove spesso la figura del BIM Manager sposa anche con questioni di carattere economico-gestionale della società. In tutti questi casi ritengo che le competenze ed esperienze di carattere tecnico, strumentale e di processo che definirei “Hard Skills”, siano assolutamente fondamentali per comprendere appieno e toccare con mano questa rivoluzione, da accompagnare al contempo con abilità e competenze trasversali o “Soft Skills”, che non possono mancare per creare intorno al proprio team, coinvolgimento, proattività, gestione dei conflitti, e attitudine al miglioramento.

Come opera quotidianamente con quali strumenti e con quali obiettivi?
Tra le attività quotidiane sono gli strumenti di controllo e gestione del progetto in BIM quelli che rivestono particolare importanza. Parte del tempo è rivolta all’assesment di gara o di commessa, per l’individuazione degl obiettivi, delle risorse, e degli strumenti necessari alla predisposizione della documentazione di supporto (oGI, pGI, BEP, MPDT, ecc.), fino all’implementazione delle procedure interne. Non mancano di certo attività di controllo e modellazione all’interno del software di authoring Auotdesk Revit, Infraworks, Civil 3D, e di sviluppo di soluzioni con Dynamo per la gestione di problematiche inerenti la modellazione, e la collezione dei dati nei modelli. Così come lo studio e la ricerca delle migliori configurazioni di interscambio, in ottica Open BIM-IFC ottimizzate per lo scambio di informazioni tra piattaforme. Operazioni di controllo delle interferenze (Naviswork e Solibri), 4D/5D (Ms Project o STR Vision CPM), gestione del CDE per l’aggiornamento e la verifica degli elaborati progetto (BIM 360 doc). Fino a giungere a strumenti di controllo dei dati provenienti da nuvole di punti 3D come Cloud Compare, Mesh Lab, SCENE LT, Recap Pro, e di visualizzazione avanzata per la VR come Enscape, Unreal Engine/Twinmotion, 3DSmax/Vray/Corona.

In che modo viene utilizzata la metodologia BIM all’interno della società?
F&M Ingegneria offre soluzioni complete nell’ambito della progettazione civile ed infrastrutturale in ambito BIM. Questa metodologia è stata adottata ormai da diversi anni e si contano già numerosi progetti complessi multidisciplinari realizzati in BIM. Nell’impiego di tale metodologia gli obiettivi della società sono chiari: raggiungere una maggiore efficienza e qualità della progettazione, attraverso una migliore collaborazione, condivisione e produzione.

Mi può parlare di un suo progetto, di recente realizzazione, progettato con metodologia BIM?
Ci sono diversi progetti completati, ed altri in corso di ultimazione, di cui mi sono occupato recentemente come BIM Manager in F&M Ingegneria che meriterebbero attenzione; per citarne alcuni: il progetto per l’ampliamento Nord del Terminal 1 dell’Aeroporto di Milano Malpensa, la realizzazione del nuovo parcheggio multipiano presso l’Aeroporto Marconi di Bologna, ed il recupero e la riqualificazione del magazzino del sale-darsena a Cervia. Progetti complessi che hanno visto lo sviluppo integrato in BIM delle tre principali discipline di progetto: architettura, struttura ed impianti. Progetti con caratteristiche diverse, che spaziano dalla progettazione ex-novo, al tema dell’ampliamento sull’esistente, al recupero e alla riqualificazione di un bene vincolato. Approcci, procedure e strumenti adattati e settati in funzione degli obiettivi da raggiungere per la progettazione definitiva ed esecutiva delle opere. Come nel caso del progetto per il parcheggio multipiano dell’Aeroporto Marconi di Bologna, per la quale il ricorso a strumenti di simulazione 4D della cantierizzazione ha permesso di valutare l’impatto della fasizzazione e della relativa messa in esercizio in due distinti blocchi dell’opera, così come l’approccio integrato Laser scanner 3D e ricostruzione di modelli fedeli, nel caso dei magazzini del sale-darsena a Cervia, in ottica di gestione e manutenzione dell’opera.
Approcci collaborativi di verifica e monitoraggio, per la realizzazione e produzione dei modelli BIM, tra i diversi team di lavoro, sono stati possibili grazie all’utilizzo di standard e procedure codificate, all’utilizzo di CDE interni dedicati, per la verifica e la raccolta degli avanzamenti di progetto.

Quali sono secondo lei le prospettive future del BIM in Italia?
Gli sforzi che si stanno compiendo in chiave digitalizzazione del settore sono encomiabili ed importantissimi a tutti i livelli; visto il ritardo che questo settore ha accumulato nel tempo rispetto ad altri segmenti industriali, ed in particolar modo in Italia. Sorprendenti anche gli sforzi delle stazioni appaltanti sul riconoscimento negli ultimi anni dell’importanza della digitalizzazione del costruito esistente, anche per opere di importo minore non soggette ad obbligatorietà, sul tema dell’H-BIM, tanto discusso e di complessa attuazione, ma che in Italia trova effettivo campo di applicazione in termini di opportunità, visto l’ingente patrimonio che ci troviamo di fronte da riqualificare e digitalizzare. Seminari, corsi di formazione (di qualità) convegni, giornate studio, gruppi di lavoro tematici, sono sempre più diffusi e fanno il bene del cambiamento e della rivoluzione in atto.
Il tema è però afflitto sicuramente da un fattore “moda”; c’è abbondanza e a volte ridondanza della tematica. Questa rivoluzione deve coinvolgere tutti e il coinvolgimento deve proseguire a tutti i livelli, dai tavoli istituzionali nazionali ed internazionali, dalla ricerca nelle università, nell’ottica di un trasferimento tecnologico vero all’interno della filiera e tra gli attori coinvolti.  Il cambio di paradigma, dovrebbe andare oltre il mero software e strumento, guardare in maniera più decisa all’integrazione tra strumenti e processi, anche in chiave OPEN, riconoscendo al contempo, gli ostacoli e le difficoltà che questo approccio, in particolar modo nell’applicazione sul tema dell’esistente, comporta.

 

 

mm

Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e realtà da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.