La ricerca condotta da Caterina Mazzitelli nasce nell’ambito del Master “Project Management in Construction Works with BIM” del Politecnico di Milano, con l’obiettivo di sperimentare l’applicazione integrata della metodologia Building Information Modeling ai processi di conoscenza, conservazione e valorizzazione del patrimonio architettonico storico. Il caso studio della Concattedrale di Gerace (RC), edificio normanno di eccezionale valore storico-artistico, ha consentito di sviluppare un modello digitale parametrico (HBIM) capace di rappresentare, analizzare e gestire il bene in modo informato e interoperabile.
La ricerca si inserisce nel dibattito scientifico sulla digitalizzazione dei beni culturali, evidenziando come l’approccio BIM, opportunamente adattato, possa costituire un efficace strumento di supporto alla progettazione, manutenzione e gestione sostenibile del costruito storico.
Originalità
Il lavoro esplora l’applicazione della metodologia HBIM (Historical Building Information Modeling) al restauro e alla valorizzazione della Basilica Minore Concattedrale di Gerace (RC), uno dei più importanti edifici
normanni della Calabria. L’approccio integra tecniche di rilievo avanzate e modellazione digitale per costruire un modello informativo dell’edificio capace di unire geometria, materiali, degrado e dati storici. La ricerca propone una visione innovativa del BIM come strumento di conoscenza e tutela del patrimonio culturale, superando la dimensione progettuale tradizionale per abbracciare la gestione consapevole e continua del bene. L’elaborato evidenzia l’importanza di librerie parametriche specifiche per il restauro, sperimentando processi di interoperabilità tra software e strumenti di simulazione integrata (4D, 5D, 6D), raramente trattati in modo sistemico nelle applicazioni su edifici storici. L’originalità del lavoro risiede nella capacità di coniugare un impianto metodologico rigoroso con una forte attenzione alla trasposizione operativa, traducendo la ricerca accademica in prassi replicabile per altri contesti di restauro.
Rigore metodologico
La metodologia sviluppata si fonda sull’interazione tra rilievo digitale, modellazione informativa e analisi multidimensionale. La prima fase ha previsto il rilievo geometrico con laser scanner e fotogrammetria, da cui è stata generata una nuvola di punti ad alta densità, base per la modellazione parametrica in Autodesk Revit. Sono state create famiglie caricabili personalizzate per elementi storici complessi – portali, cornici, capitelli – definendo vincoli semantici e relazioni gerarchiche coerenti con la prassi costruttiva. Il modello 3D è stato poi esportato in formato IFC, garantendo la piena interoperabilità con altre piattaforme. In BEXEL Manager è stata condotta un’analisi 4D e 5D, strutturata secondo una WBS dedicata alle fasi di restauro.
Parallelamente, il modello è stato utilizzato in DIALux per le simulazioni illuminotecniche, con definizione dei flussi luminosi in base alla morfologia e al valore percettivo delle superfici architettoniche. L’intero processo è stato documentato e verificato attraverso controlli di consistenza, dimostrando un elevato rigore scientifico e una chiara replicabilità metodologica per altri contesti di restauro.
Impatto
L’impatto della ricerca si colloca su più livelli: culturale, operativo e gestionale. Dal punto di vista culturale, la digitalizzazione HBIM della Concattedrale di Gerace contribuisce a preservare la memoria costruttiva di un bene di rilevanza nazionale, offrendo uno strumento di conoscenza permanente a disposizione di enti, professionisti e studiosi.
Dal punto di vista operativo, il modello digitale consente la programmazione mirata di interventi di manutenzione, la stima accurata dei costi e la simulazione delle fasi di lavoro, favorendo una gestione più sostenibile ed economica del patrimonio. Sotto il profilo tecnologico, il progetto rappresenta un ponte tra ricerca accademica e pratica professionale, aprendo la strada a nuovi modelli di interoperabilità e gestione integrata dei dati nel settore del restauro. La tesi si configura come un contributo innovativo all’evoluzione del BIM in chiave storica, promuovendo un uso consapevole del digitale per la tutela e la valorizzazione del patrimonio architettonico.
(La ricerca di Tesi di Caterina Mazzitelli è stata presentata nella categoria “Ricerca Universitaria” ai BIM&Digital Awarsds 2025)












