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HBIM per Palazzo Mandelli a Venezia

Palazzo Mandelli è un edificio storico di grande rilevanza, situato nel Sestriere di Cannare­gio, nel centro di Venezia, affacciato sul Canal Grande e con ingresso principale da Campo San Marcuola. L’edificio è vincolato con declaratorie del Ministero della Pubblica Istruzione del 1912 e del 1952. Il complesso è costituito da più corpi di fabbrica costruiti in epoche diverse, con sovrappo­sizioni strutturali complesse. Le porzioni più antiche risalgono al X secolo, mentre le ulti­me modifiche sono ottocentesche.
Costruito durante il XVIII secolo e ristrutturato nel secolo successivo, fu dimora di Andrea Memmo, eletto procuratore di San Marco nel 1775. L’edificio ha ospitato nell’ultimo secolo l’Ufficio Distrettuale delle Imposte dirette, la Direzione Regionale delle Entrate e la Corte dei Conti.

Palazzo Mandelli a Venezia: modello digitale BIM realizzato con il software Autodesk Revit.

Nel corso del tempo ha ospitato figure di rilievo come Andrea Memmo, procuratore di San Marco nel 1775, e più recentemente uffici pubblici come l’Ufficio Distrettuale delle Imposte dirette, la Direzione Regionale delle Entrate e la Corte dei Conti.
Il progetto di restauro e riqualificazione nasce con un obiettivo chiaro: restituire stabilità, efficienza e funzionalità a un palazzo storico che, prima dell’intervento, mostrava dissesti, fessurazioni e segnali evidenti di cedimenti fondazionali. L’intero complesso, articolato su cinque piani fuori terra e un sottotetto, è stato oggetto di un intervento integrato che ha combinato adeguamento sismico, efficientamento energetico, recupero funzionale e restauro conservativo, con la finalità di ospitare due Amministrazioni dello Stato.

La sfida del miglioramento sismico in un edificio vincolato

L’analisi della vulnerabilità sismica ha rappresentato una delle fasi più delicate del progetto. Per comprendere a fondo la struttura, è stato necessario condurre un lavoro di ricerca d’archivio, rilievi geometrici e indagini strutturali di dettaglio, aggiornando la documentazione esistente e ricostruendo la storia costruttiva del palazzo. La conoscenza delle discontinuità strutturali, dei dissesti e dei nodi critici ha permesso di pianificare interventi mirati e rispettosi del carattere storico dell’edificio.
Lo studio è stato condotto secondo le Linee Guida per i beni culturali e le NTC18, adottando i fattori di confidenza propri degli edifici vincolati. L’approccio ha analizzato sia i meccanismi locali fuori piano, attraverso analisi cinematiche lineari, sia il comportamento globale del fabbricato mediante un modello a telaio equivalente per analisi statiche non lineari. Il quadro fessurativo ha permesso di identificare i macroelementi costruttivi più vulnerabili, mentre le analisi globali hanno evidenziato le zone che richiedevano interventi di consolidamento.

Modello BIM delle strutture e dettaglio delle coperture.

Il miglioramento sismico ha portato a un incremento significativo dell’indice di sicurezza, passato dal 38% al 67%. Questo risultato è stato ottenuto attraverso un insieme coordinato di azioni: l’inserimento di piani semi-rigidi in legno all’estradosso dei solai, l’ammorsamento delle murature ortogonali, l’installazione di catene in acciaio di piano, il rinforzo delle fondazioni con micropali e vasche antimarea, il consolidamento della copertura e delle murature. Ogni intervento è stato progettato per garantire stabilità globale, evitando criticità locali e rispettando la natura storica del palazzo.

Il ruolo del BIM: tecnologia al servizio della conservazione

La complessità del progetto ha reso indispensabile l’adozione della metodologia BIM, che ha permesso di gestire in modo integrato le informazioni, coordinare le discipline e monitorare ogni fase del processo. Attraverso Autodesk Revit sono stati sviluppati modelli tridimensionali parametrici e relazionali con livelli di dettaglio progressivamente crescenti, capaci di virtualizzare l’intero edificio e gli interventi previsti.
Il modello BIM ha funzionato come un vero database tecnico, utile per la progettazione, il coordinamento e la verifica delle interferenze. La Clash Detection ha consentito di individuare e risolvere in anticipo le incompatibilità tra impianti, strutture e architettura, riducendo il rischio di errori in cantiere e ottimizzando tempi e costi. Il BIM è stato utilizzato per simulare il rinforzo dei solai lignei con travetti GL28h, pioli a taglio e pannelli irrigidenti; per modellare il consolidamento delle fondazioni con micropali e vasche antimarea; per rappresentare le modifiche alla copertura con travi GL24, puntelli e bilancini in acciaio; per coordinare l’inserimento di tiranti metallici e catene di piano, garantendo un comportamento scatolare dell’edificio. L’integrazione tra modellazione e analisi strutturali ha permesso di raggiungere il livello di conoscenza LC2.

Realizzazione di script di Dynamo.

Il BIM ha inoltre facilitato la produzione di elaborati grafici e tavole esecutive direttamente dal modello, riducendo incongruenze e migliorando la qualità complessiva del progetto. La possibilità di simulare scenari alternativi ha consentito di valutare l’impatto strutturale e architettonico delle scelte prima della loro attuazione, rendendo il processo decisionale più consapevole ed efficace.

Impatto economico e sostenibilità

L’approccio digitale ha avuto un impatto diretto sulla gestione economica del progetto. La risoluzione anticipata delle interferenze, il coordinamento interdisciplinare e la riduzione delle modifiche in corso d’opera hanno permesso di contenere i costi complessivi e di garantire un elevato standard qualitativo. La pianificazione è risultata più

Dettaglio con vista sul montacarichi.

efficiente, con minori imprevisti e maggiore controllo delle risorse.
La sostenibilità è stata perseguita attraverso scelte mirate: l’uso di materiali compatibili con il contesto storico e durevoli nel tempo, il consolidamento strutturale non invasivo, l’ottimizzazione delle prestazioni energetiche e la protezione dall’acqua alta mediante vasche antimarea. Il modello BIM ha supportato decisioni consapevoli in termini di materiali, durabilità e manutenzione, e continuerà a essere utilizzato anche nella fase di gestione dell’edificio. In ottica di Facility Management, sarà possibile associare al modello digitale cicli di manutenzione, schede tecniche e scadenze normative, trasformando il BIM in uno strumento operativo anche nel post-intervento.

 Un restauro che guarda al futuro

Il progetto di Palazzo Mandelli dimostra come la conservazione del patrimonio storico possa dialogare con le tecnologie più avanzate, trasformando un edificio complesso e fragile in una struttura sicura, efficiente e pronta a ospitare nuove funzioni pubbliche. La combinazione tra conoscenza storica, analisi strutturale, innovazione digitale e sostenibilità ha permesso di restituire a Venezia un palazzo che non solo conserva la sua identità, ma si prepara a vivere una nuova stagione.

 

Il progetto in breve

Tipologia: riqualificazione edilizia
Committenza:
Agenzia del Demanio – Agenzia Regionale Veneto
Progettazione definitiva, esecutiva, CSE, CSP e Direzione Lavori in RTP: DeBiasioProgetti srl, Arteco srl, Seingim Global Service srl, Caffini Engineering srl, W.E.I’N. Venice srl, Studio di Architettura Motterle +Ma Srl, ing. Arch. Antonio Spigai; arch. Elena de Bona; ing. Carlo Gallina, Lithos srl-restauro e conservazione Malvesio Diego&C. snc, Contec Ingegneria
Impresa di costruzioni: Sacaim

(Progetto presentato ai BIM & Digital Awards 2025)

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e nuove iniziative da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.


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