Il Monastero di Polirone fu fondato nel 1007 da Tedaldo di Canossa, nonno della celebre contessa Matilde, sull’isola che si trovava tra il Po e il fiume Lirone, oggi nel Comune di San Benedetto Po (MN). A partire dal Quattrocento l’aggregazione di una piccola comunità con grande fervore religioso, insieme alla congregazione di Santa Giustina di Padova, diede avvio alla ricostruzione di gran parte degli edifici del complesso preesistente, oltre alla basilica abbaziale, in seguito ridisegnata intorno al 1540 da Giulio Romano. Terminata la chiesa, all’inizio della seconda metà del secolo XV, presero avvio i lavori sul monastero. La statua seicentesca che accoglie il visitatore all’ingresso dell’abbazia di Polirone, a San Benedetto Po, sottolinea il profondo legame che unì un complesso benedettino tra i più importanti d’Europa a una delle donne più potenti del Medioevo: Matilde di Canossa, signora di un vasto territorio nell’Italia centrale, che amò tanto questo luogo da eleggerlo a Propria sepoltura.
Il team di progettazione ed esecuzione (si veda l’elenco a fondo articolo) si è occupato di restaurare il Chiostro di San Simeone e l’ex sede della Biblioteca Monastica, operando in un secondo momento sul volume dello Scalone dei Barberini, i cui lavori sono terminati nel dicembre 2014. All’inizio del 2024 si sono conclusi anche i lavori di restauro e miglioramento sismico del chiostro dei Secolari, oggetto di questo articolo.
Il progetto ha ricevuto la speciale menzione di ASSORESTAURO ai BIM&DIGITAL Awards 2025.
In seguito ad un rilievo in loco ed alla stesura di una mappatura cartacea delle lesioni visibili all’interno del chiostro, è stato possibile riportare le annotazioni all’interno del modello BIM, creando delle famiglie ad hoc in grado di estrapolare automaticamente la lunghezza delle fratture dei paramenti murari per un’agevole quantificazione economica degli interventi da eseguire Le indagini premilinari ed il rilievo sono propedeutici alla realizzazione di un modello tridimensionale completo non solo di informazioni geometriche ma anche di dati utili alla progettazione. Le indagini diagnostiche realizzate prevedevano saggi propedeutici di stonacatura dei muri, saggi a pavimento, endoscopie, termografie e indagini resistografiche su capriate, travi e puntoni di copertura.
Il modello dello stato di fatto (antecedente ai lavori) è stato arricchito con le informazioni ottenute dalle indagini (principAlmente dati numerici o descrittivi ed immagini), consentendo al design team di iniziare agevolmente la fase di progettazione.
La necessità di restaurare l’edificio, vincolato dalla Soprintendenza delle Belle Arti, ha portato i progettisti a realizzare delle mappature del materico e del degrado delle superfici esterne ed interne. La rappresentazione grafica è stata curata associando le mappature agli elementi murari presenti all’interno del modello; di fondamentale importanza è stato l’inserimento delle informazioni di progetto, creando appositi parametri per gestire le diverse lavorazioni da eseguire sulle stesse superfici. Per una lettura migliore del modello, le quantità relative alle diverse lavorazioni sono state suddivise ed associate univocamente ad ogni singolo elemento geometrico sul quale viene realizzato l’intervento di restauro.
Il modello impianti è stato realizzato in concomitanza con il modello architettonico, utilizzando un modello federato per valutare le interferenze con le altre discipline edilizie. Nel modello sono stati rappresentati gli impianti meccanici (riscaldamento, idricosanitario ed antincendio) e gli impianti elettrici e speciali (EVAC, videosorveglianza, hot spot wifi, illuminazione ordinaria ed emergenza). Grazie all’utilizzo di software per la valutazione delle interferenze è stato possibile valutare in modo più accurato le assistenze edili necessarie per la realizzazione delle opere impiantistiche
Per creare una struttura solida che serva da fondamenta per la redazione del cronoprogramma valorizzato è necessario associare le categorie di opere da realizzare della WBS al computo metrico estimativo. Per garantire una correlazione univoca tra la componente costo e la componente tempo è necessario definire dei parametri temporali che legano gli elementi del modello alle tariffe inserite nel computo metrico. Il cronoprogramma realizzato attraverso WBS permette di aggiornare le lavorazioni e le tempistiche d’esecuzione delle opere anche durante la fase di cantiere, consentendo un controllo costante dei costi e del rispetto delle scadenze prestabilite.
I modelli BIM
I modelli delle varie discipline sono stati realizzati con Revit sulla base di una nuvola di punti, segmentata con ReCap Pro ed importata nel software per parti: i file consegnati alla Committenza sono sia in formato .rvt che in formato .ifc (LOD F), insieme ai file presenti nell’ACDat ed ACDoc. Il modello federato è composto da un modello architettonico/strutturale ed un modello impiantistico: per le due discipline sono stati realizzati un modello dello stato di fatto/confronto ed un modello di progetto (LOD D). Per le verifiche strutturali è stato utilizzato, sulla base del modello in formato interoperabile, il software 3muri ed i risultati delle analisi sono staie inseriti nel modello architettonico con un set di dati per indicare gli elementi sismoresistenti più sollecitati durante le simulazioni sismiche allo stato limite ultimo e di esercizio. Il modello di coordinamento in fase di progettazione e poi in fase di esecuzione dei lavori è stato verificato con il software Navisworks, sia in termini di clash detection (hard e soft) che di code checking.
Gli obiettivi dell’utilizzo della metodologia BIM, nonostante non fosse obbligatoria, erano la possibilità di definire un Asset Information Model da consegnare alla Committenza in modo tale che potesse fungere da database per gli interventi di manutenzione futura del bene. Il Comune ora dispone di un Digital Twin di uno dei chiostri del monastero ed in generale di un supporto efficace per gestire la conservazione del bene attraverso un sistema informatizzato. Per l’inserimento dei dati delle manutenzioni future si è predisposto un file tabulato ed un apposito plugin per Revit, facilmente utilizzabile dai tecnici del Comune, sia per interrogare il modello che per registrare in esso nuove informazioni, consultare lo storico degli interventi di manutenzione e verificare i dati degli esecutori dei lavori. Esternamente ai software di modellazione, grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, è stato creato un semplice applicativo per notificare in anticipo di un mese le scadenze delle verifiche prefissate dal team di progettazione nel programma delle manutenzioni.
All’interno dei modelli sono stati creati degli abachi ad hoc con i parametri relativi a tariffe e quantità per i computi metrici, categorie e sub categorie di lavorazioni per estrapolare i dati per la realizzazione del computo metrico estimativo (tariffe prezzari regionali utilizzate), del cronoprogramma di progetto (durata dell’intervento e lavorazioni propedeutiche) e della work breakdown structure (definizione delle priorità degli interventi e distinzione in categorie e sub-categorie di lavorazioni), informazioni e codici con riferimento al piano di manutenzione delle opere al fine di avere una corrispondenza biunivoca tra le relazioni di progetto e gli elementi contenuti nei modelli informativi. Il modello as-built è stato realizzato inserendo dei parametri relativi alle dimensioni rilevate durante l’esecuzione delle opere, alla data di inizio lavori e fine lavori effettiva della singola lavorazione sull’elemento (es. per “soft clash detection” per le fasi di cantiere), alla ditta che lo ha realizzato e all’estrazione delle quantità (“quantity take off”) per la gestione della contabilità di cantiere. Tutte le informazioni rilevanti all’utilizzo futuro dell’immobile sono state esportate all’interno del modello interoperabile mediante dei data set utili e non ridondanti per semplificare la gestione futura del bene.
Il valore del progetto
L’utilizzo della metodologia BIM ha avuto un impatto positivo sulle tempistiche di progettazione nella fase definitiva ed esecutiva: durante la fase preliminare sono state inserite le informazioni grafiche e non registrate dopo il rilievo laser scanner e le indagini diagnostiche. La prima fase è risultata più lenta e complicata anche a causa dell’impossibilità conoscere al 100% lo stato di fatto di un edificio monumentale: durante i lavori infatti si sono trovati dei lacerti di decorazioni pittoriche che hanno portato alla realizzazione di una variante in corso d’opera. L’aspetto organizzativo del cantiere invece è risultato più pratico dato che era possibile vedere quotidianamente gli aggiornamenti del diagramma di gant e del modello architettonico ed impiantistico: in questo modo è stato possibile controllare l’approvvigionamento del cantiere e in alcuni casi ricalendarizzare le consegne senza posticipare la realizzazione di alcune opere.
Per i nuovi materiali utilizzati si sono adottati i più recenti criteri CAM, inseriti all’interno del modello di progetto e poi aggiornato nel modello As Built. L’implementazione del processo BIM per cantieri relativi al chiostro dei Secolari ha consentito di ottimizzare la logistica dei trasporti in cantiere e di migliorare la comunicazione tra progettisti, costruttori e fornitori, raccogliendo tutta la documentazione e le certificazioni in formato digitale.
Team di progetto
Progettazione e Direzione Lavori: Studio Berlucchi srl (capogruppo) – Ing. Nicola Berlucchi, Ing. Nicola Fumagalli
Progettazione impianti: Caratti Engineering srl
Consulenza: Foppoli Moretta e Associati srl
Impresa esecutrice: Marmiroli srl















