Il Progettista nell’era del BIM

A volte considerato erroneamente come uno strumento in qualche misura “sprofessionalizzante” e a rischio di appiattimento del ruolo del progettista, il Building Information Modeling rappresenta al contrario un approccio che, per metodologia e filosofia intrinseche, è in grado di svilupparne e valorizzarne al meglio le potenzialità.

L’utilizzo del BIM consente infatti la realizzazione di modelli virtuali che migliorano e ampliano la gestione dei dati, la qualità delle informazioni e diminuiscono la percentuale di errori, permettendo ai progettisti di lavorare secondo un approccio collaborativo, condividendo le scelte tecniche, rilevando e risolvendo eventuali incongruenze ed errori. Tutti i disegni e i documenti – piani, sezioni, prospetti, abachi, ecc. – sono generati automaticamente in modo dettagliato in funzione del livello di dettaglio (LOD – Level of Detail) del modello, e possono quindi essere nuovamente generati in versione aggiornata in modo automatico contestualmente alle modifiche apportate al progetto.

Con i LOD, in particolare, si stabilisce un riferimento che consente agli operatori di specificare e articolare la costruzione di un modello BIM con un alto livello di chiarezza del contenuto e di affidabilità delle informazioni per tutte le diverse fasi del processo di ideazione e realizzazione di un’opera. Le definizioni dei vari livelli di LOD sono contenute nella più recente formulazione del protocollo standard BIM della AIA, “G202-2013, Building Information Modeling Protocol”.

Il grado di sviluppo ottenibile attraverso la redazione di un modello di edificio definito attraverso un approccio di tipo BIM è stato suddiviso in 5 livelli: LOD 100 (Rappresentazione concettuale), LOD 200 (Modelli generici e indicazione quantità), LOD 300/350 (Progettazione esecutiva), LOD 400 (Progettazione costruttiva) e LOD 500 (As built – come realizzato). I modelli BIM possono essere utilizzati anche  per effettuare simulazioni o computi puntuali dei materiali, ad esempio per generare automaticamente abachi dei componenti utilizzati in un progetto, lasciando il progettista libero di concentrarsi sul design. Sono inoltre possibili calcoli avanzati e simulazioni relativi a diversi aspetti del progetto: ad esempio determinare il coefficiente di illuminazione naturale, oppure il fabbisogno energetico, o ancora i flussi d’aria o i livelli di rumorosità. Inoltre, la maggior parte dei software di modellazione BIM sono dotati di un motore di rendering interno, che consente di realizzare immagini 3D o animazioni senza dover ricorrere ad applicativi e collaboratori/incarichi esterni.

 

Giornalista professionista della redazione di BIMportale, specializzato nel settore delle costruzioni, si occupa dai primi anni ’90 di tecnologie applicate alla progettazione e al cantiere. Ha all’attivo numerose pubblicazioni e collaborazioni con le principali testate di settore relative a tecniche costruttive, progettazione 3D, organizzazione e gestione dei processi di cantiere.