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INGINN: il BIM è fondamentale per la gestione dei costi di costruzione

INGINN è una società specializzata in contract management e servizi di ingegneria per il settore delle costruzioni. Nasce con l’obiettivo di portare innovazione nei processi progettuali e costruttivi, integrando competenze trasversali maturate in anni di esperienza nel settore in Italia e all’estero. La società collabora con professionisti di discipline diverse — architettura, infrastrutture, impianti, industrial — e considera il BIM la base metodologica su cui costruire ogni processo come ci hanno raccontato i fondatori l’Ing. Giuseppe Pagliarulo e l’Ing. Fausto Favia,

Di cosa si occupa principalmente INGINN?
INGINN propone un nuovo approccio al contract management, fondato sull’uso di strumenti digitali avanzati e su competenze tecniche multidisciplinari. Accompagniamo il cliente lungo l’intero ciclo del progetto: sviluppo dell’idea, gestione dei rapporti con la PA, pratiche edilizie, , direzione lavori e supporto operativo in cantiere. Il BIM è il cuore del nostro metodo: ne sfruttiamo tutte le potenzialità per garantire qualità, controllo dei costi, coordinamento progettuale e sostenibilità dei processi.
INGINN è stata fondata nel febbraio 2022, ma la collaborazione tra i soci è molto precedente. L’ ing. Pagliarulo ha conseguito nel 2018 il Master “Fratelli Pesenti” in BIM Management al Politecnico di Milano, mentre nel 2019 l’ing. Favia ha pubblicato un articolo sul giornale internazionale Automation in Construction dal titolo “BIM-based assessment metrics for the functional flexibility of building designs”; successivamente entrambi hanno lavorato per una grandei società di ingegneria, maturando esperienze in Italia e all’estero.
Tra le prime attività significative c’è stata la gestione del cantiere della linea rossa della metropolitana di Doha (Qatar Rail), dove il team si è occupato della modellazione e della consegna dei modelli as-built per le parti architettoniche e civili delle stazioni metropolitane e delle linee. Nel 2018 sono stati consulenti per Metropolitana Milanese nel progetto pilota di prolungamento della linea M5 verso Monza, supportando il passaggio dal CAD al BIM. La decisione di lavorare stabilmente insieme nasce, quattro anni fa, dall’opportunità di seguire la modellazione costruttiva dell’intervento Chorus Life a Bergamo, consegnato a fine 2024. Per conto dell’impresa, INGINN ha curato la modellazione del costruttivo di tutti gli impianti meccanici, elettrici e speciali dell’arena, della piastra tecnologica e delle aree esterne, seguendone il cantiere. Sono stati due anni intensi, caratterizzati da una presenza costante in cantiere e da un’opera complessa sia dal punto di vista geometrico sia economico. Questa esperienza ha rappresentato la vera svolta per INGINN, aprendo nuove opportunità e permettendo alla società coglierne altre nel territorio d’origine, in Puglia.

Chi sono le vostre principali tipologie di clienti?
Le nostre principali tipologie di clienti sono le imprese di costruzioni, che seguiamo sia nelle fasi pre e post contract, sia per commesse private sia pubbliche. Il nostro obiettivo è rispondere a tutte le esigenze dell’impresa: dalla consulenza per la documentazione di gara, alla gestione informativa, fino alla validazione dei modelli. Le imprese ci chiedono spesso un’analisi dei modelli posti a base contrattuale, sia dal punto di vista qualitativo sia quantitativo, oltre all’implementazione delle strategie operative nella fase di commessa. Uno dei nostri compiti principali è assisterle nella gestione economica del cantiere, verificando la coerenza tra modelli e computi, su cui si fonda l’intera commessa. Abbiamo seguito un’importante impresa del Sud, impegnata nella realizzazione di un Polo Museale: grazie alla nostra consulenza preliminare sono riusciti a ottenere da parte della stazione appaltante il riconoscimento di riserve pari al 2% sull’importo della commessa, di oltre 100 milioni . In fase post contract ci occupiamo del coordinamento costruttivo su tutte le discipline: architettonica, strutturale e impiantistica. Gestiamo i subappaltatori, svolgiamo attività di BIM Management e, per i clienti privati, anche di cost controlling, verificando che costi e flussi di cassa siano coerenti con quanto pianificato.

In questi anni siete cresciuti molto: avere un approccio digitale vi rende più competitivi?
Siamo nati come realtà BIM native: ogni progetto viene gestito interamente in BIM. Affianchiamo le imprese sia nella gestione dei cantieri sia nella gestione dei costi, perché esiste ancora chi è legato a metodi tradizionali, mentre il BIM consente risultati immediati e verificabili. La nostra crescita è stata possibile grazie ai clienti che hanno creduto in noi. Ci piacerebbe dialogare maggiormente anche con la Pubblica Amministrazione, con cui spesso non si parla la stessa lingua. Se le grandi stazioni appaltanti sono più strutturate, nelle realtà più piccole riscontriamo spesso RUP impreparati. Partecipando a una conferenza con rappresentati della PA abbiamo constatato un forte bisogno di formazione, non solo sugli strumenti software ma soprattutto sulla metodologia. Operando in tutta Italia, rileviamo un gap diffuso nelle piccole stazioni appaltanti, dove il livello di impreparazione è ancora molto alto.

Guardando al mercato privato, qual è la situazione?
Seguiamo un grande gruppo industriale pugliese, attivo nel trading del grano e con una controllata nel settore delle costruzioni. Ci hanno chiesto una consulenza per introdurre la metodologia BIM nella gestione delle loro operazioni immobiliari. L’imprenditore ha una visione molto illuminata e proviene dal mondo della produzione industriale: ha compreso come le logiche dei processi industriali possano essere applicate anche al cantiere. Siamo partiti con un progetto pilota a Bari, sviluppando un Piano di Gestione Informativa, un Capitolato Informativo e la formazione del personale. Stiamo integrando le logiche BIM all’interno della loro struttura. Il nostro contributo è sia teorico sia pratico: l’esperienza maturata sui cantieri ci permette di affrontare l’implementazione con un approccio concreto, conoscendo i problemi reali sia nel coordinamento progettuale sia nella gestione dei costi.

Qual è la difficoltà principale nel far comprendere il valore del BIM?
Spesso veniamo percepiti come un costo difficile da giustificare. Per questo abbiamo creato presentazioni dedicate, per mostrare che il BIM è un investimento con un ritorno concreto. Anche molte stazioni appaltanti lo vivono come un’imposizione normativa, senza comprenderne il potenziale. Oggi è ancora complesso spiegare il valore del BIM, ma la strada è tracciata. La nostra forza è unire la conoscenza degli strumenti alla grande esperienza maturata in cantiere, che ci consente di offrire una consulenza realmente pratica.

Qual è il valore della certificazione BIM per voi?
Crediamo molto nelle certificazioni. Ottenere una certificazione ICMQ significa dimostrare un percorso di esperienza reale. Per noi è importante perché accresce le competenze interne e, allo stesso tempo, rappresenta un requisito premiante nelle gare. Essere certificati è un vantaggio competitivo.

Potete raccontare qualche progetto che ha segnato il vostro percorso?
Uno dei progetti più significativi è la nuova biblioteca civica e il nuovo teatro di Torino, che sorgeranno nell’ex spazio di Torino Esposizioni, progettato originariamente dall’architetto Nervi. Ci occupiamo del coordinamento BIM della parte impiantistica per conto dell’impresa di costruzioni. È un progetto complesso, con molte variabili in corso d’opera, che richiede un coordinamento estremamente preciso. Gestiamo numerose varianti tramite BIM e abbiamo personale presente in cantiere con cadenza regolare per monitorarne l’avanzamento. Il nostro cliente è Cobar Spa, general contractor aggiudicatario della gara.

State sperimentando anche l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale?
Sì. La nostra struttura comprende tre BIM Coordinator che sono anche referenti per le attività di ricerca e sviluppo. Abbiamo concluso un piano di consapevolezza aziendale e stiamo organizzando workshop interni per comprendere cosa sia l’Intelligenza Artificiale e come possa supportarci. Parallelamente stiamo sperimentando l’uso dell’IA in ambito BIM, testando algoritmi specifici con Gemini e Claude Code, soprattutto per la gestione dei costi. Abbiamo anche ospitato un incontro interno con l’ing. Roberto Catalano, che lavora sull’IA per Amazon, per approfondire ulteriormente le potenzialità applicative.

 

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e nuove iniziative da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.


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