Mace usa l’AI in Grosvenor Square per la sicurezza Covid-19 in cantiere

I lavori erano già in corso in Grosvenor Square n. 1, il progetto di punta dello sviluppatore immobiliare Lodha nel cuore del quartiere Mayfair di Londra, quando l’arrivo della pandemia, il lockdown e le nuove restrizioni di distanziamento sociale si sono aggiunte alle normali sfide di un cantiere di costruzione.

La pandemia Covid-19 ha complicato l’azione di bilanciamento, facendo rallentare (o fermare) i lavori all’inizio del lockdown e introducendo nuove norme per garantire la salute e la sicurezza di tutto il personale in loco, tra cui il distanziamento di almeno un metro tra i lavoratori.

Al numero 1 di Grosvenor Square l’appaltatore principale Mace ha utilizzato la tecnologia per adattarsi alla “nuova normalità”, aiutato dalla piattaforma di gestione della produttività degli edifici di Disperse. Il team ha apportato modifiche ai processi per riuscire a tornare a un alto tasso di produttività in cantiere.

Prima della pandemia, la tecnologia di Disperse era già in uso presso Grosvenor Square n. 1 dal 2018. Il sistema fungeva da piattaforma per la gestione della produttività.

Disperse utilizza la fotografia a 360° del cantiere, scattata settimanalmente, per creare un gemello digitale a più livelli del progetto di costruzione. Ciò consente ai team di visualizzare ogni parte del progetto con una risoluzione di buona qualità e utilizza l’intelligenza artificiale proprietaria per elaborare le immagini e automatizzare la segnalazione dei progressi e la segnalazione dei problemi.

Nei primi giorni dalla ripresa dei lavori, questo ha aiutato il team a rimanere sempre allineato, anche tra gruppi di lavoro che accedevano al cantiere scaglionati.

La tecnologia Disperse è servita anche per garantire il distanziamento sociale. Venivano eseguite scansioni bisettimanali del cantiere durante le ore di punta che fornivano un rapporto preciso, utilizzato per scoprire i punti critici e progettare il nuovo layout del sito che tenesse conto dei cambiamenti necessari, come il traffico unidirezionale.

“Calcoliamo di aver recuperato da otto a dieci settimane che altrimenti sarebbero andate completamente perse”, afferma Liam Florey, direttore del progetto presso Lodha, “e siamo riusciti a farlo in un modo che ha tenuto le persone al sicuro prendendo decisioni più intelligenti, guidati dalla tecnologia”.

Entro sei settimane dalla ripresa dei lavori, il sito di Grosvenor Square era tornato a circa il 70% della capacità con 400 persone presenti e fino ad oggi non ha registrato focolai.

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Lavoro nel settore della comunicazione b2b da alcuni anni sia per testate giornalistiche che agenzie di comunicazione. Focus della mia attività è il confronto quotidiano con le nuove modalità di gestione ed elaborazione delle informazioni, le nuove tecnologie digitali, le trasformazioni in corso nelle professioni e nell’industria.