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Pier Francesco Scandura: efficienza energetica e innovazione negli ospedali

Pier Francesco Scandura, Energy Manager con un’esperienza pluriennale nella gestione energetica di dieci ospedali in Italia, racconta il suo percorso professionale e le sfide legate all’ottimizzazione dei consumi in ambito sanitario. Dalla gestione degli impianti alla digitalizzazione dei processi, il suo lavoro si concentra su soluzioni innovative per migliorare le prestazioni energetiche senza compromettere la qualità dei servizi ospedalieri.

Il suo ruolo di Energy Manager negli ospedali: come è iniziato il suo percorso?
Ho sempre avuto un forte interesse per l’ottimizzazione dei sistemi complessi. Dopo la laurea in ingegneria per l’Ambiente e il Territorio, ho iniziato a lavorare nel settore dell’energia, concentrandomi sulle strategie per ridurre gli sprechi e migliorare l’efficienza operativa degli edifici. Entrare nel mondo ospedaliero è stata una sfida affascinante: qui, ogni decisione ha un impatto diretto sul benessere di pazienti e operatori. Ho dovuto affinare le mie competenze, imparando a gestire impianti con esigenze molto specifiche, dall’illuminazione alla climatizzazione, fino ai macchinari elettromedicali, che rappresentano una delle voci di consumo più rilevanti.

Quali sono le principali sfide nel rendere un ospedale più efficiente dal punto di vista energetico?
Gli ospedali sono strutture altamente energivore e, spesso, composte da edifici di epoche diverse, con impianti eterogenei e tecnologie più o meno obsolete. Il primo passo è sempre l’analisi dettagliata dei consumi, per individuare le aree con il maggiore potenziale di ottimizzazione. Lavoriamo su più livelli: dalla riqualificazione degli impianti termici ed elettrici all’introduzione di sistemi di monitoraggio intelligenti, fino alla gestione più efficiente delle apparecchiature mediche. L’obiettivo è ridurre gli sprechi senza compromettere la continuità e l’affidabilità dei servizi.

Quali tecnologie ritiene più efficaci per migliorare la gestione energetica ospedaliera?
La cogenerazione è una delle soluzioni più interessanti: permette di produrre energia elettrica e termica simultaneamente, aumentando l’efficienza e riducendo i costi. Il fotovoltaico, se ben integrato, è un’altra risorsa importante. Ma la vera svolta sta nei sistemi di gestione avanzata: oggi possiamo monitorare in tempo reale il funzionamento di impianti e macchinari, ottimizzando i consumi in base alla reale necessità. L’uso di algoritmi di intelligenza artificiale consente di prevedere i picchi di domanda e regolare di conseguenza il funzionamento degli impianti, migliorando ulteriormente le performance.

Parlava dell’impatto dei macchinari elettromedicali sui consumi: come si può intervenire su questo fronte?
Le apparecchiature diagnostiche e terapeutiche, come TAC e risonanze magnetiche, hanno un consumo elevato, ma spesso vengono gestite in modo non ottimale. Per questo lavoriamo su più aspetti: innanzitutto, scegliere dispositivi ad alta efficienza energetica, poi implementare strategie di accensione e spegnimento intelligente, riducendo i tempi di standby inutili. Inoltre, grazie ai sistemi di monitoraggio, possiamo raccogliere dati sui consumi e identificare eventuali anomalie, programmando interventi di manutenzione predittiva per evitare sprechi e guasti imprevisti.

Il digitale sta cambiando il modo di gestire l’energia negli ospedali. Qual è il ruolo del BIM in questo processo?
Il BIM è una risorsa fondamentale. Creare un modello digitale dell’ospedale consente di simulare e ottimizzare i flussi energetici, individuare criticità e pianificare interventi con maggiore precisione. Ma il vero potenziale emerge quando il BIM viene integrato con sistemi di gestione smart: possiamo monitorare in tempo reale i consumi, prevedere guasti e ottimizzare l’uso degli impianti in base alle reali esigenze della struttura. Questo approccio non solo migliora l’efficienza, ma aiuta anche a ridurre l’impatto ambientale e i costi di gestione.

Quali sono i prossimi passi per ospedali più sostenibili?
Oltre all’adozione di tecnologie avanzate, è fondamentale un cambio di mentalità. La formazione del personale sanitario su un uso più consapevole delle risorse è un elemento chiave. Inoltre, grazie all’analisi dei dati e alla manutenzione predittiva, possiamo ridurre gli sprechi in modo proattivo, invece di intervenire solo in caso di emergenza. Guardando al futuro, l’obiettivo è quello di creare ospedali sempre più autonomi dal punto di vista energetico, combinando rinnovabili, intelligenza artificiale e sistemi di gestione avanzata. La sostenibilità, in ambito sanitario, non è solo una questione ambientale: è una scelta strategica che permette di migliorare i servizi e ridurre i costi operativi.

Laureata in Giurisprudenza, già docente di comunicazione politica istituzionale e sociologia della comunicazione. Da diversi anni dirige alcune testate giornalistiche rivolte a professionisti su sostenibilità ambientale ed efficienza energetica. Iscritta all’albo dell’ordine dei giornalisti di Sicilia dal 2009 con un passato da cronista televisiva. Specializzata in Digital Pr e Uffici stampa, collabora con diversi periodici e agenzie di comunicazione.


 


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