Rapporto BIM OICE: fra luci e ombre

La recente presentazione del Rapporto OICE 2017 sulle gare BIM per opere pubbliche ha offerto una organica analisi delle procedure di gara bandite nel 2017 in cui le stazioni appaltanti hanno richiesto l’utilizzo della metodologia BIM con riferimento ad attività inerenti servizi di ingegneria e architettura (S.I.A.). Analisi il cui interesse non è solo di natura quantitativa, pure interessante, ma soprattutto qualitativa; ed è proprio quest’ultimo aspetto che lascia intravedere sia alcuni elementi incoraggianti – a volte anche oltre le aspettative – sia le potenziali criticità che l’adozione generalizzata di questo approccio si troverà nei prossimi anni ad affrontare. Proviamo ad analizzare gli uni e le altre.

L’analisi quantitativa
Le informazioni prese in considerazione dal Rapporto OICE sono costituite dai dati raccolti dall’Ufficio gare dell’associazione nell’ambito della quotidiana attività di monitoraggio del mercato che mensilmente si concretizza nell’Osservatorio OICE/Informatel. E già a un primo sguardo risulta evidente come negli ultimi due anni l’evoluzione del numero delle procedure che prevedono l’utilizzo delle metodologie BIM abbia registrato una crescita rilevante: se infatti nel 2015 i bandi BIM sono stati 4, nel 2016 sono saliti a 26, per arrivare al culmine del 2017, quando il loro numero è cresciuto fino a 86, con un aumento del 70%. Quello appena trascorso è stato complessivamente un anno particolarmente positivo per l’andamento dei servizi di ingegneria e architettura e per la progettazione in particolare. Una sia pur lenta ripresa, affiancata dalle norme in materia di progettazione contenute nel nuovo Codice Appalti sono gli elementi che hanno esercitato un influsso positivo su questa dinamica, resa evidente dai valori di mercato: i servizi di ingegneria e architettura hanno toccato nel 2017 un valore superiore al miliardo (più precisamente 1.196 milioni di euro), e 856 milioni per i servizi di sola progettazione. In questo contesto anche i bandi BIM per servizi di ingegneria e architettura hanno registrato la citata dinamica in crescita, con una impennata tra ottobre e dicembre 2017 dovuta all’approvazione del DM n. 560/2017.

Importi, committenti e tipologie
Entrando maggiormente nel dettaglio dell’analisi quantitativa è possibile vedere come gli importi dei bandi BIM messi in gara vadano da un minimo di poco superiore ai 50.000 euro fino a sfiorare i 10 milioni di euro. All’interno di questa forbice la distribuzione per classi d’importo risulta essere relativamente omogenea, con un terzo circa delle gare rientranti nella classe fino a 100.000 euro, un altro 30% circa in quella fino ai 221.000 euro, e la restante percentuale (37,3%) al di sopra di questa soglia. Quanto alle stazioni appaltanti ad essere più attivi sono risultati i Comuni, che hanno promosso oltre il 40% delle gare, seguiti dalle Amministrazioni dello Stato con 25 bandi (equivalenti al 29,1%), dai Concessionari ferroviari (3,5%), dalle Province (7,0%), Ospedali USL ASL e Università e ricerca (5,8% ciascuno) e Regioni (1,2%).
A concludere l’analisi quantitativa, un cenno di un certo interesse sulle tipologie di intervento poste in gara; i bandi BIM rilevati nel 2017 sembrano anticipare una tendenza verso cui tutta la progettazione si dovrà indirizzare, ovvero quella  degli interventi di ristrutturazione e risanamento del patrimonio infrastrutturale esistente. Nel dettaglio, i bandi per ristrutturazione sono 47, pari al 54,7% del totale, quelli per nuove realizzazioni sono 36, e sono riferibili al 45,3% del totale.

L’analisi qualitativa
Dal punto di vista qualitativo l’analisi del Rapporto OICE si è imperniata innanzitutto sulla classificazione dei bandi di gara in funzione dei richiami al BIM contenuti negli stessi, definiti rispettivamente come requisito di ammissione alla gara, generica richiesta di BIM, valutazione premiale in sede di offerta. Sul totale delle 86 procedure rilevate nel 2017, sono stati 78, equivalenti al 90,7% del totale dei bandi, i casi in cui le amministrazioni hanno deciso di considerare il BIM come un fattore di valutazione premiale nell’ambito della metodologia offerta dal concorrente nell’offerta tecnica; alcune volte si è fatto riferimento a elementi quali dotazioni informatiche o risorse strumentali (esperti BIM con competenze certificate), mentre solo in pochissimi casi il BIM è stato riferito alla professionalità e adeguatezza dell’offerta (il cosiddetto  “merito tecnico”). In 5 casi, equivalenti al 5,8% del totale dei bandi, il BIM è stato considerato come un requisito di ammissione alla gara; la stazione appaltante ha chiesto al concorrente di dimostrare di avere già lavorato in BIM in passato, in ambito pubblico o privato,  dando conto di una conoscenza o di una pregressa esperienza, e in particolare di disporre nell’organico medio annuo degli ultimi tre anni di almeno uno o più tecnici che abbiano frequentato un corso da BIM Manager. In 3 bandi, il 3,5% di tutte le gare in cui è richiamata la metodologia BIM, vi è invece una generica richiesta di progettazione BIM e dagli atti di gara si ricava soltanto una indicazione al concorrente di sviluppare il progetto in BIM, senza che ciò sia oggetto di ulteriori specifiche, né di apprezzamento in sede di valutazione dell’offerta.

Qualche considerazione finale
In un panorama all’interno del quale il Building Information Modeling sembra iniziare ad acquisire concreta cittadinanza, le risultanze numeriche del Rapporto OICE sollevano alcune osservazioni di vario segno. La prima, corroborata dai numeri, è che l’approccio BIM sta riscuotendo un crescente interesse da parte delle Pubbliche Amministrazioni, anche al di là dell’esistenza del vincolo normativo recentemente formalizzato; un dato senza dubbio positivo, cui tuttavia fa riscontro una -forse inevitabile al momento – spiccata disomogeneità degli atti di gara, con alcune richieste che se analizzate nel dettaglio sembrano essere al limite della legittimità. Da quest’ultima considerazione emerge un dato altrettanto chiaro secondo OICE, vale a dire la necessità di disporre dei capitolati informativi standard, peraltro più volte riecheggiata anche in sede di presentazione del Rapporto, nonché di precise indicazioni sui requisiti a meno di un anno dall’entrata in vigore dell’obbligo. Ultima e altrettanto consequenziale considerazione, l’esigenza di reperire le risorse necessarie alla formazione dei quadri della Pubblica Amministrazione in ambito BIM secondo gli standard del sistema di qualificazione ANAC.

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Rapporto OICE 2017: crescono i bandi BIM
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Rapporto OICE 2017: crescono i bandi BIM
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Lo scorso 14 febbraio è stato presentato a Roma il Report OICE sui bandi BIM indetti nel 2017. 560/2017.
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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, specializzato nel settore delle costruzioni, si occupa dai primi anni ’90 di tecnologie applicate alla progettazione e al cantiere. Ha all’attivo numerose pubblicazioni e collaborazioni con le principali testate di settore relative a tecniche costruttive, progettazione 3D, organizzazione e gestione dei processi di cantiere.