L’Arch. Saverio Pellegrino, dopo alcune prime esperienze in studi di progettazione e imprese di costruzione, ha frequentato il Master Pesenti in BIM Management del Politecnico di Milano e, dopo la tesi, ha iniziato la sua carriera nella consulenza. Attualmente è Senior Project Manager della divisione BIM & Digitalisation Consulting Services Department della società Harpaceas.
Come nasce la sua conoscenza del BIM e il suo approccio alla progettazione digitale?
Già nei primissimi anni di lavoro, quando in qualità di architetto lavoravo in realtà molto diverse da quella attuale, ho iniziato ad approcciare in maniera sporadica, a questa nuova metodologia. Illo tempore in Italia la conoscenza del BIM era agli arbori. Ho lavorato per un Consorzio di imprese di restauro architettonico e archeologico (Consorzio Ganosis – San Leucio del Sannio) e mi occupavo di direzione tecnica in cantiere ma anche di
predisposizione di gare d’appalto e in questo contesto si cominciava a parlare della richiesta del BIM. Spinto quindi dalla curiosità e dal desiderio di approfondire la mia conoscenza nel 2019 ho deciso di frequentare il Master Presenti in BIM Management del Politecnico di Milano. Subito dopo la tesi, ho iniziato uno stage curriculare in Harpaceas e poi sono diventato consulente crescendo all’interno dell’azienda. Oggi sono senior project manager nell’ambito della consulenza e mi occupo anche di attività di docenza nell’ambito del BIM Management.
Come mai ha scelto il mondo della consulenza?
Io nasco come progettista e mai avrei pensato che potesse piacermi così tanto la consulenza, ma mi ha attratto soprattutto l’idea di accompagnare il cliente a scoprire come migliorare il proprio metodo di lavoro e l’infrastruttura tecnologica a supporto dello stesso. Harpaceas è un’azienda con una grande esperienza sulla metodologia di gestione informativa (BIM) e rappresenta un punto di riferimento fondamentale per chi approccia o lavora su queste tematiche. L’opportunità di collaborazione con questa società mi ha permesso quindi di migliorare ulteriormente in questo ambito e crescere professionalmente.
Dal punto di vista della sua attività di cosa si occupa esattamente?
Sono un Project manager per progettualità di consulenza di diverso tipo, che hanno come fattor comune la metodologia di gestione informativa nei sistemi di gestione aziendali. Nello specifico, la ratio di tali progetti è affiancare diversi clienti quali stazioni appaltanti, studi di ingegneria, imprese di costruzione, nell’implementare il metodo BIM, in modo che possano ottimizzare e digitalizzare i loro processi, gestendo tutte le fasi di una commessa con un sistema integrato ed interoperabile. Inoltre, seguiamo le società di ingegneria che vogliono raggiungere la certificazione per il sistema di gestione BIM (SGBIM), nelle diverse fasi che vanno dall’analisi dello stato di fatto dell’organizzazione, fino al supporto in fase di audit per il rilascio del certificato. Nel nostro lavoro solitamente includiamo anche un progetto pilota che i nostri clienti gestiscono con il nostro supporto ed è teso a testare l’efficienza e l’efficacia degli standard e permettere ad ogni cliente di poter essere poi completamente autonomo nell’utilizzo di metodi e strumenti digitalizzati.
Ha anche ottenuto certificazione come CDE Manager?
Sì, sono stato uno dei primi in Italia e questo mi ha permesso di poter essere un punto di riferimento anche per i tavoli normativi sul tema dell’ACDat (Ambiente di Condivisione Dati). L’esperienza acquisita in questi sei anni mi permette di essere anche formatore in questo ambito e svolgere la funzione di docenza in molti corsi di formazione organizzati da Harpaceas.
Lei è in Harpaceas da 6 anni e ha quindi uno sguardo privilegiato sul settore. Qual è quindi, secondo lei, la situazione dello sviluppo della gestione informativa digitale nel nostro Paese?
Ritengo che nel panorama del settore delle costruzioni italiano, il settore capofila nell’adozione del BIM è quello della progettazione. Infatti, è facile trovare oggi, società di ingegneria che lavorano con i metodi e strumenti di gestione informativa digitale; tuttavia, il contesto è ancora fortemente disomogeneo. Sono soprattutto i grandi studi di ingegneria e architettura ad aver compreso il valore della metodologia di gestione informativa (BIM) e aver investito tempo e risorse nell’implementazione di questo nuovo metodo di lavoro. Le realtà più piccole, secondo me, faticano ancora molto, in quanto implementare un sistema di gestione informativa ha un costo importante sia per l’effort del personale coinvolto sia economico. Se pensiamo alle imprese il discorso è ancora più complicato e spesso anche per la realizzazione di modelli as-built, continuano ad affidarsi a società di progettazione esterne. Dando uno sguardo invece alle pubbliche amministrazioni, durante questi 6 anni ho visto qualche ente che si è mosso per tempo e che oggi è più avanti nello sviluppo della gestione informativa, mentre altri purtroppo non si pongono nemmeno il problema degli obblighi normativi. L’approccio più diffuso della metodologia, con metodi e strumenti digitali, sembra essere più orientato verso le nuove costruzioni e meno per la gestione digitalizzata del patrimonio immobiliare, anche se è noto a tutti che nel contesto italiano si costruisce poco e la maggior parte degli interventi riguardano la manutenzione e riqualificazione.
Cosa ne pensa della normativa?
Credo che l’impianto delle legislazioni da un lato sia molto avanti rispetto agli altri Paesi europei, ma, purtroppo, c’è sempre un più o meno ampio margine di interpretabilità che non consente un’adozione uniforme dei metodi di gestione informativa digitale. In più, siamo sempre molto lenti negli aggiornamenti normativi, infatti siamo ancora legati ad una normativa tecnica volontaria redatta nel 2017 non ancora aggiornata con gli standard internazionali forniti dalle norme ISO 19650 che nel mentre a loro volta vengono rivisti e modificati.
Che cosa ne pensa dell’applicazione dell’Intelligenza artificiale al settore delle costruzioni?
È un tema sicuramente molto caldo in questo momento. Vedo che alcune amministrazioni pubbliche si stanno mobilitando per l’integrazione dell’AI nella gestione degli interventi di manutenzione in modo da poter fare analisi predittive al fine di ridurre il rischio d’interventi d’urgenza e ridurre i costi di gestione. Anche all’interno di Harpaceas stiamo sviluppando soluzioni consulenziali e tecnologiche che si basano sull’applicazione di algoritmi dell’AI. Credo che sia assolutamente importante essere all’avanguardia anche in questo campo. L’intelligenza artificiale, implementata gradualmente potrebbe apportare una significativa riduzione dei costi di gestione degli asset e aumentare la qualità del lavoro all’interno del settore delle costruzioni. La panoramica dei vantaggi derivanti dall’applicazione dell’AI e sistemi IOT è sicuramente vasta ed è in forte evoluzione anche grazie all’ avanzamento delle applicazioni dovuto al progresso tecnologico. Con Harpaceas stiamo assistendo, specialmente in alcuni progetti, come vengono utilizzate queste applicazioni e i relativi benefit che si ripercuotono su molti aspetti della gestione degli asset.











