Sebastiano Favaro si è laureato in Ingegneria Edile-Architettura all’Università di Padova nel 2017. Dopo la laurea ha iniziato la professione e, un paio d’anni dopo, ha deciso di frequenta re il Master del Politecnico di Milano “BIM: metodi, modelli e applicazioni” per specializzarsi nel BIM e cambiare la sua prospettiva professionale. L’obiettivo era quello di avvicinarsi al mercato milanese e a un settore più in linea con l’evoluzione dell’architettura. Attraverso il tirocinio del Master è entrato in contatto con LAND dove oggi ricopre il ruolo di BIM Manager.
Per quale motivo ha deciso di approcciare il BIM?
Alla fine dell’università mi sono reso conto che, per essere competitivi nel mercato del lavoro, fosse necessario essere aggiornati su metodologie che stavano entrando nel vivo della professione quotidiana. Ho capito che durante il mio percorso universitario non mi ero formato in modo sufficientemente preciso e focalizzato su questi temi. Per questo ho deciso di intraprendere il Master, che mi ha permesso di cambiare le mie prospettive lavorative.
Quali sono i vantaggi che il BIM porta alla sua professione?
I vantaggi sono quelli classici, soprattutto un maggiore coordinamento dei progetti, che nel landscape è fondamentale. Con i temi delle trasformazioni urbane e della resilienza delle città, il ruolo del landscape sta assumendo un’importanza crescente. Il Landscape rappresenta il nuovo focus del progetto e si trova a coordinare molte discipline, e il BIM permette di ottenere progetti più accurati e di maggior valore.
Un altro aspetto importante è la possibilità di integrare processi innovativi. In LAND, già dal 2020, abbiamo declinato il BIM nell’acronimo “LIM – Landscape Information Modelling®”, per sottolineare che non riguarda solo l’edificio, ma la progettazione nel suo complesso.
La natura è una risorsa, e tramite il LIM Landscape Information Modelling®possiamo renderla misurabile. Tra i servizi che LAND offre ai clienti c’è proprio l’accompagnamento nella rendicontazione dei benefici che i progetti di landscape portano, anche in vista delle certificazioni ambientali e degli ESG aziendali. Sempre di più stiamo spingendo verso la progettazione di spazi nature positive, analizzando KPI legati alla mitigazione del cambiamento climatico: assorbimento degli inquinanti, qualità dell’aria, allergenicità delle specie, impermeabilità delle superfici, valore ecologico delle aree verdi urbane.
Attraverso il BIM applicato all’architettura del paesaggio riusciamo a far comprendere ai clienti il valore reale di un progetto di landscape.
Come vede lo sviluppo del BIM nel nostro Paese?
Abbiamo la fortuna di lavorare a tutte le scale e con diverse tipologie di progetto, sia per stazioni appaltanti pubbliche sia private. Per noi il BIM riguarda ormai la quasi totalità dei progetti: sono diventate eccezioni quelli che non lo prevedono.
Lo stato del BIM in Italia è buono: è diffuso e, nelle realtà medio-grandi, è ormai una prassi quotidiana con standard definiti e processi consolidati. Le realtà più piccole invece fanno più fatica, e ci sono settori che non sono ancora attrezzati.
Un aspetto ancora altalenante riguarda le stazioni appaltanti pubbliche: c’è molta variabilità nella sensibilità e nella capacità di accompagnare i progettisti nel processo BIM. Capita ancora di incontrare difficoltà di linguaggio, perché non sempre sono pienamente dentro al processo. Anche questo, però, sta cambiando rapidamente.
C’è qualche progetto che è stato particolarmente importante per il suo percorso?
Ne posso citare due: uno all’inizio e uno più recente.
Il primo è “Al Urubah Park” a Riyadh, uno dei primi progetti BIM in LAND, in cui sono stato coinvolto come BIM Coordinator. È un grande parco di 75 ettari nel centro della città, parte del programma Green Riyadh, un importante investimento del Regno per aumentare gli spazi verdi. È attualmente in costruzione. Per LAND e per la tipologia di progetto è stato un passaggio fondamentale: verranno piantati più di 10.000 alberi e la sfida è
stata sia tecnica sia metodologica. Il parco è una grande nature-based solution: funge da bacino di laminazione delle acque piovane, con un sistema di bacini e colline progettati per raccogliere e gestire l’acqua. Sarà uno dei primi parchi digitally driven, dotato di sensori che, tramite app o monitor, forniranno dati in tempo reale: un esempio di come tecnologia e natura possano migliorare l’esperienza dei cittadini.
Il secondo progetto riguarda le sfide attuali: da poche settimane abbiamo avviato il progetto di riqualificazione urbana dei quartieri Aurora e Barriera di Milano a Torino.
È interessante perché, per la prima volta, il BIM viene applicato alla riqualificazione di due quartieri complessi. La sfida è restituire spazi verdi alla cittadinanza, sottraendoli alla viabilità e migliorandone l’uso e l’estetica. Il Comune è molto attento alle tematiche BIM e c’è una forte partecipazione dei cittadini. C’è la volontà di integrare e massimizzare il 7D, quindi la sostenibilità non solo ambientale ma anche sociale, tracciando il processo partecipativo attraverso strumenti digitali BIM e GIS. Sarà un approccio nuovo e molto interessante per comprenderne tutte le potenzialità. 
State portando avanti qualche studio sull’applicazione dell’Intelligenza Artificiale?
In LAND c’è un gruppo “LAND Research Lab” dedicato alla ricerca e allo sviluppo di nuove tecnologie. L’intelligenza artificiale è ormai parte del processo di progettazione ed è fondamentale comprenderne e sfruttarne appieno le possibilità.
Stiamo integrando l’intelligenza artificiale nei processi e sperimentandone le potenzialità, con l’obiettivo di creare una piattaforma dedicata che metta insieme i nostri servizi. Sarà presentata a breve.
È stata presentata in occasione dell’ultima Milano Design Week la piattaforma Ecoverse – Design with Nature. Si tratta di una nuova Nature Intelligence Platform basata sull’intelligenza artificiale che contribuirà a innovare e valorizzare il settore della progettazione urbana sia in Italia sia all’estero. Vista la capacità di integrare intelligenza artificiale, analisi ambientale e progettazione del paesaggio, l’obiettivo di supportare innovatori e designer nel progettare le città del futuro in armonia con la Natura viene reso possibile trasformando dati complessi in strumenti operativi e decisionali: questa l’energia motrice da cui origina l’idea iniziale.












