Anna Osello, Politecnico di Torino: la formazione BIM passa dalle Università anche per i professionisti

Il Politecnico di Torino è fra gli atenei italiani che per primi si sono posti alla guida della “rivoluzione BIM”, non solo in largo anticipo sui tempi ma anche con un approccio didattico moderno, sensibile non solo alle esigenze formative degli studenti ma anche a quelle del mondo professionale. Un tema, quello della formazione, che l’entrata in piena operatività del Decreto 560/2017 ha posto in maniera ancor più impellente sotto i riflettori per l’intera filiera, dai professionisti alla Pubblica Amministrazione passando per grandi imprese e stazioni appaltanti. Di questo e altro abbiamo parlato con Anna Osello, Professore Ordinario presso il Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica del Politecnico di Torino e animatrice di un’intensa attività didattica e di ricerca in ambito BIM presso l’ateneo.

Il vostro ateneo  è senza dubbio fra i primi e più importanti incubatori del Building Information Modeling nel nostro paese grazie a un’intensa attività didattica e di ricerca che ha preso avvio ormai più di dieci anni or sono: come si sta evolvendo il vostro lavoro in questi ambiti?
Per quanto riguarda in particolare le attività di ricerca stiamo proseguendo le esperienze già in corso con numerosi partner di rilievo sia in ambito nazionale – basti pensare, ad esempio, a Anas e Italferr – che a livello internazionale, un lavoro che nel tempo ha dato i suoi frutti e che oggi diventa ancor più importante e significativo con l’avvio del processo normativo che ha sancito l’obbligatorietà del BIM nell’ambito degli appalti pubblici. Venendo invece alla didattica, su un piano generale si è verificata una forte crescita di interesse nei confronti della disciplina BIM, non solo nell’ambito dei percorsi didattici più “naturali” come i corsi di laurea in architettura e ingegneri civile ma anche proveniente da altre discipline e insegnamenti, chiaro riflesso anche delle crescenti opportunità professionali offerte dal mercato del lavoro in ambito BIM. Il nostro Dipartimento è in sostanza divenuto una sorta di “collettore formativo” di riferimento per l’intero ateneo: da esperienza pionieristica il Building Information Modeling è diventato oggi – e sarà sempre più in futuro – una realtà destinata a trasformare profondamente processi e pratiche. Di questo c’è chiara percezione non solo nell’ambito universitario ma anche e per certi versi soprattutto in quello professionale, come testimoniano le sempre più numerose richieste di supporti didattici e formativi espresse da professionisti e pubbliche amministrazioni.

Come state rispondendo a queste esigenze emergenti?
Come Politecnico di Torino abbiamo messo a punto due diverse offerte formative, una indirizzata principalmente a pubbliche amministrazioni, enti e associazioni di categoria, e una rivolta più specificamente ai professionisti. La prima, strutturata in 20 ore teoriche e 20 ore di laboratorio in gruppi ristretti di 2/3 e focalizzata su temi specifici in funzione dell’ambito professionale in cui lavorano gli iscritti, ha sostanzialmente lo scopo di dotare i partecipanti di una serie di nozioni di base circa la metodologia BIM, il suo approccio e i suoi strumenti; una sorta di “primo contatto”, che oltre alle nozioni teoriche permette agli iscritti di iniziare a conoscere gli strumenti di authoring e la loro logica, e che abbiamo già sperimentato con buoni esiti in alcune esperienze formative specifiche come quella condotta lo scorso anno in collaborazione con la Regione Piemonte.
La seconda, molto più professionalizzante, è costituita da un Master di II Livello espressamente indirizzato ai professionisti che già operano da tempo nel mondo del lavoro ma necessitano di un aggiornamento professionale specificamente focalizzato sul Building Information Modeling. Parliamo quindi di figure con solide competenze e spesso una lunga esperienza in funzioni delicate – RUP, Direttori Lavori… -, che grazie alla partecipazione al Master possono essere collocate all’interno di una visione e un approccio BIM – oriented e messe a frutto in maniera estremamente efficace. Per rendere questa formula ancor più funzionale abbiamo inoltre deciso di focalizzare ogni edizione del Master su uno specifico ambito progettuale, come ad esempio l’InfraBIM nell’edizione 2018/2019, e adottare un’articolazione didattica in quattro moduli, rispettivamente Project Management, Progettazione, Gestione e Manutenzione, Strumenti e Metodi, quest’ultimo trasversale ai tre precedenti. Parte integrante del Master è anche un Project Work, un lavoro di gruppo, che ad ogni edizione viene focalizzato su uno specifico ambito progettuale. In questa edizione il tema prescelto è stato quello delle infrastrutture lineari, e in particolare su un caso studio di Italferr; a seconda della specializzazione di provenienza i partecipanti si sono dedicati agli aspetti di facility management o a quelli più prettamente progettuali, condividendo in ogni caso un percorso formativo completo sia per visione metodologica che per utilizzo degli strumenti. Poiché inoltre il Master si rivolge principalmente a chi è già inserito nel mondo del lavoro ma è al tempo stesso piuttosto impegnativo in termini di tempo e risorse abbiamo studiato una serie di modalità di erogazione tali da consentire ai partecipanti di conciliare attività professionale e frequenza.

In quale modo?
Accanto alla modalità tradizionale, che prevede lezioni in aula il giovedì pomeriggio, il venerdì e il sabato mattina per un totale di 16 ore con cadenza bisettimanale, è possibile seguire le lezioni in videoconferenza, mantenendo la possibilità di interagire con il docente e con la classe, o in differita grazie alla possibilità di effettuare il download delle lezioni. Anche lo stage previsto dal master viene effettuato dalla maggior parte dei partecipanti presso la struttura in cui già operano, pur rimanendo possibile accedere ad altre realtà in modo da creare ulteriori opportunità professionali e ampliare le proprie competenze.
Più in generale, l’intera costruzione del percorso formativo del Master è stata incardinata su alcune scelte metodologiche ben precise, fra cui, oltre a quella di privilegiare ambiti progettuali fortemente specialistici come il già citato caso dell’InfraBIM, contenere il numero dei partecipanti  in modo da poterli seguire adeguatamente nelle diverse fasi di apprendimento e, non ultimo, mantenere una assoluta autonomia didattica.

Rilevate da parte delle aziende sensibilità e disponibilità ad investire in questo livello di formazione per il proprio personale?
Assolutamente si. Molti fra i partecipanti al Master provengono da realtà di eccellenza come Anas, Italferr, Metropolitana Milanese, Icop, società che già da anni hanno deciso di dedicare risorse importanti alla crescita di competenze BIM interne e che hanno visto nella nostra proposta didattica uno strumento per qualificare a un livello ancora più alto il proprio staff e ampliarne ulteriormente le competenze disciplinari. Sono anzi proprio le realtà più qualificate ad essersi per prime rese conto della necessità di una formazione seria, strutturata, altamente professionalizzante. Che, in quanto tale, solo le università sono realmente in grado di offrire.

E per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione?
Con l’entrata in piena operatività del Decreto 560/2017 questo fronte è diventato di forte attualità. Le esigenze formative in questo ambito sono enormi, è evidente, ma devo dire che abbiamo trovato grande disponibilità e motivazione anche all’interno della PA, testimoniata non solo dalla partecipazione alle nostre iniziative formative ma anche dalla crescente richiesta di stage e tesisti in funzione di un possibile inserimento professionale.

Giornalista professionista della redazione di BIMportale, specializzato nel settore delle costruzioni, si occupa dai primi anni ’90 di tecnologie applicate alla progettazione e al cantiere. Ha all’attivo numerose pubblicazioni e collaborazioni con le principali testate di settore relative a tecniche costruttive, progettazione 3D, organizzazione e gestione dei processi di cantiere.