bimO: la startup nata insieme al BIM

Flessibilità, condivisione, interoperabilità, velocità e trasparenza. Sono le parole chiave adottate da bimO, la società “nativa” del BIM forte di un’esperienza quasi ventennale nel campo della progettazione integrata. Un percorso che parte dal lontano 2001, l’anno di fondazione dello studio RS2 Architetti, per poi evolversi nella startup del dipartimento di ricerca e sviluppo sulla metodologia BIM. Oggi bimO offre servizi di consulenza e progettazione, e sviluppa progetti di open innovation per affrontare con successo la digitalizzazione del settore. Tutto questo è stato possibile anche grazie alla capacità di guardare avanti e implementare la metodologia BIM all’interno dei processi operativi come ci racconta il general manager di bimO, Franco Rebecchi.

Quando avete deciso di implementare la tecnologia BIM e come avete affrontato il cambiamento?
Ci definiamo “BIM nativi” pertanto per noi è stato relativamente facile adeguare il nostro organigramma composto da professionisti esperti che utilizzano strumenti BIM al nuovo corso dettato dalle normative. Dal 2006 in poi abbiamo definito un work flow di processo più preciso per mettere a terra la nostra esperienza e garantire un servizio adeguato agli standard normativi e alle richieste del mercato.

Come organizzate oggi il lavoro all’interno dello studio?
Il lavoro all’interno dello studio è organizzato in modo flessibile creando team individuati in base alle professionalità e alle richieste di ogni singola commessa. Viene ogni volta individuato il percorso di lavoro che si andrà a svolgere e di conseguenza viene suddiviso tra le varie figure professionali che collaborano tra loro. Generalmente un Team Manager si occupa del coordinamento globale mentre, se il lavoro richiede un’attività complessa di modellazione, viene individuato un BIM Manager che definisce con chiarezza i ruoli e coordina le attività di tutti i partecipanti. Un’altra professionalità fondamentale è quella che si occupa del controllo dei modelli attraverso i software di model checking. Grazie all’attività di clash detection si riescono a individuare e a risolvere tutte le problematiche, comunicandole alle figure interessate.
Per quanto riguarda la modellazione, utilizziamo programmi di authoring che permettono la condivisione dei modelli sempre in tempo reale.

Quali vantaggi riscontrate quotidianamente nell’uso della tecnologia BIM?
Data la nostra esperienza di lungo corso, riteniamo che un professionista formato abbia un grande vantaggio nella gestione complessiva della commessa. La tipologia del nostro lavoro, che presuppone continue modifiche e verifiche, ha tratto un grande beneficio dalla progettazione integrata in fatto di produttività e tempistiche. Altri aspetti fondamentali del processo BIM sono senz’altro l’interoperabilità e la collaborazione tra le varie figure che garantiscono un’attività di project management completa e performante.

Quali sono state le maggiori difficoltà che avete affrontato?
In generale riscontriamo una certa resistenza al cambiamento da parte degli stakeholder della filiera delle Costruzioni. Credo che le maggiori difficoltà in questo cambio di paradigma non siano solo nell’adeguamento degli strumenti, formazione ed investimenti, ma più in generale nella percezione dei vantaggi da parte del cliente finale.

Alcuni dei vostri progetti in cui la tecnologia BIM si è dimostrata determinante?
Abbiamo recentemente consegnato il modello BIM per il Data Center Meteo Europeo ECMWF realizzato dallo studio Gmp di Amburgo, nell’Ex Manifattura & Tabacchi di Bologna, importante opera di Pier Luigi Nervi. L’attività richiesta era la digitalizzazione “CAD to BIM” del progetto, avente come scopo la verifica della clash detection e la gestione futura del Facility Management del fabbricato. Ciò ha comportato la creazione in soli due mesi di 5 modelli, 50 sistemi tecnologici e 62.000 oggetti.

Cosa pensa dello sviluppo del BIM in Italia?
L’Italia, dopo la Brexit del Regno Unito (anche se ancora in discussione), si trova oggi ad avere la normativa europea più avanzata sul BIM: la UNI 11337. Il BIM rappresenta certamente una grande opportunità per gli studi professionali e le imprese che possono cavalcare questo cambiamento in atto, ottenere grandi vantaggi ed essere più competitive. Come ci dicono i dati OICE, questa rivoluzione è già partita sia per gli obblighi normativi, sia per le richieste dei privati, e penso pertanto che sia ormai una innovazione imprescindibile.

 

Laureato in Architettura al Politecnico di Torino nel 2011, giornalista della redazione di BIMportale, lavora come freelance presso il quotidiano torinese CronacaQui e il Giornale dell’Architettura. Si è formato nello studio dell’architetto Ricardo Bofill a Barcellona partecipando alla realizzazione di progetti internazionali. Si è occupato di progettazione esecutiva, pianificazione urbana, comunicazione grafica ed editoriale e della realizzazione di comunicati stampa presso lo studio Rolla di Torino e ha lavorato come designer, project manager e tecnico commerciale.