CEAS: BIM e multidisciplinarità per l’ingegneria del futuro

Etica, formazione, visione e innovazione sono i pilastri su cui poggia la storia di CEAS, società di ingegneria presente sul territorio milanese da 40 anni. L’azienda è stata fondata nel novembre del 1980, nata dall’esperienza maturata nello “Studio Finzi Nova Castellani”, che ebbe l’intuizione di dar vita a un proprio centro di analisi strutturali. L’acronimo CEAS sta infatti per “Centro di Analisi Strutturale”. Negli anni da studio di ingegneria CEAS è diventata un’azienda multidisciplinare, ha adottato sempre più un approccio chiavi in mano per la committenza, la matrice tecnica – sempre fondamentale – è stata affiancata da competenze trasversali e manageriali, come spiegano Patrizia Polenghi (Presidente CdA e direttore strategie e sviluppo CEAS), Bruno Finzi (direttore amministrativo CEAS) e Mauro Savoldelli (direttore generale CEAS) (da sinistra a destra foto sotto).

Potete tracciare un breve profilo di CEAS?
Dal 1980, anno di fondazione della società, il team di CEAS ha rafforzato la propria esperienza professionale grazie allo sviluppo di competenze specialistiche: la storia ci informa che ai professionisti del calcolo strutturale, sono stati affiancati esperti dei differenti ambiti dell’ing egneria, con l’obiettivo di creare una squadra che garantisca l’adozione di un approccio multidisciplinare al settore.
Oggi integrazione delle competenze, multidisciplinarietà, tutela dell’interesse comune sono i driver di una strategia che vede CEAS in campo con una squadra di 41 persone – 75% ingegneri, 17% architetti e personale di staff – in operazioni che vanno dalla progettazione al collaudo, dalla consulenza alla direzione lavori. La gamma di servizi offerta da CEAS è ampia e peculiare, in grado di rispondere e soddisfare attese ed esigenze di committenti pubblici e privati.

Quali sono oggi le tipologie di progetti che realizzate?
CEAS conta oltre 1.100 progetti realizzati nel terzo millennio. Tra le tipologie di destinazione d’uso dei progetti realizzati tra il 2017 e il 2019, l’84% è rappresentato dall’edilizia e l’urbanistica, seguite dalle infrastrutture di trasporto (9%) e dall’industriale (7%). La progettazione invece, è certamente l’asset principale dell’azienda con un income che si attesta al 60% rispetto al valore della produzione complessiva, che ha avuto un incremento pari al 136% tra il 2017 e il 2020, con un valore che nel 2020 si è attestato a 2.28 milioni di euro. Il fatturato globale dell’azienda invece, ha avuto un incremento totale pari al 28% negli ultimi 7 anni.
Negli ultimi anni abbiamo contribuito alla realizzazione di progetti autorevoli come Fondazione Prada, Eataly Milano e Green Pea Torino, Torre Intesa Sanpaolo, quartiere Porta Nuova Garibaldi e molti altri.

Quando avete approcciato il tema BIM e per quale motivo?
La presenza di committenti diversificati tra cui investitori, società immobiliari, privati (78%), società di ingegneria pura (8,9%), general contractor (7,2%), pubblica amministrazione (6,3%) ha incentivato l’ampliamento dell’offerta dei servizi. Infatti, dal 2016, oltre ai tradizionali servizi di ingegneria (strutturale, edile, geotecnica, sicurezza) e di project management, CEAS offre ai propri clienti anche la progettazione BIM (Building Information Modeling): metodo che consente la gestione digitalizzata e integrata di tutte le caratteristiche geometriche e informative della costruzione, ottimizzando costi e tempi di realizzazione dell’opera.
Un approccio che assicura qualità, efficienza e perfetta integrazione dell’opera nello spazio e nel tempo: creare un’opera in perfetta sintonia con l’ambiente circostante, oltre che nel rispetto di elevati standard di qualità e sicurezza, è per le risorse di CEAS una priorità e, allo stesso tempo, rappresenta garanzia di una visione futuristica dell’ingegneria, in perfetta armonia con la rapida trasformazione del settore.

Quali vantaggi riscontrate quotidianamente nella progettazione in BIM?
Abbiamo sempre creduto nella qualità del nostro output, ogni progetto è un pezzo unico, una sfida sempre nuova e diversa. Inoltre negli ultimi due decenni il settore delle costruzioni è cambiato, la filiera è in evoluzione. Se negli anni ’80 e ’90 gli investimenti immobiliari erano ingenti, oggi “ogni euro” deve essere giustificato alla committenza e ogni progetto deve avere una visione a lungo termine, che tenga conto di tutto il ciclo di vita dell’asset. Il BIM ci consente di rispondere a queste nuove esigenze del mercato, in continua evoluzione. Ci permette di ragionare insieme al committente, che in qualsiasi fase può interrogare il modello BIM e ricavare le informazioni necessarie, oltre che simulare scenari di trasformazione d’uso. Ci consente di giustificare  e documentare ogni scelta progettuale, di cogliere la visione del progetto in ogni sua fase, di anticipare scelte e valutarne con attenzione i possibili rischi.
L’integrazione  e l’interazione con gli altri team di progetto e, più in generale, con tutti gli stakeholder, è più facile e più rapida. Le informazioni sono “accessibili” da tutti.

Qual è secondo voi lo scenario BIM in Italia, quali prospettive?
L’ingegneria e l’architettura in Italia devono “crescere”, non tanto nella specificità delle due professioni, quanto nella gestione dei processi che ad esse sottendono. Bisogna fare in modo che le due discipline siano strettamente complementari; che i due opposti, l’uno creativo, artistico, emozionale e l’altro pragmatico, scientifico e razionale, diventino un unicum in cui è il “progetto” ad essere il vero protagonista.
Il BIM può fare da catalizzatore, accelerando la comunicazione e rendendo sempre “accessibile” il progetto, in condivisione con tutti i portatori di interesse. Ecco che allora la collaborazione, pilastro fondante del BIM, diventa anche stimolo per progetti migliori e garanzia di crescita delle società di ingegneria e di architettura, capaci insieme di grandi sfide ai mercati internazionali. Crediamo che il BIM sia il futuro, soprattutto per velocizzare l’ottenimento dei permessi e le fasi burocratiche di ogni opera, e per dialogare con le amministrazioni pubbliche.

 

 

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, lavora da molti anni nell’editoria B2B per la stampa tecnica e specializzata. Ha scritto a lungo di tecnologia, business e innovazione. Oggi orienta la sua professione nel campo delle tecnologie applicate alla progettazione architettonica e all’imprenditoria delle costruzioni.