Impresa Borio Mangiarotti: orgogliosamente BIM

Il lungo periodo di difficoltà, ancora non completamente concluso, che ha investito tutta la filiera delle costruzioni sta cambiando radicalmente gli scenari, modificando la domanda, sia quella dei consumatori finali che quella dei committenti e questo richiede anche un cambiamento di metodologie lavorative e di rapporti tra i vari attori media itemdella filiera come ci racconta Regina De Albertis Consigliere di Amministrazione Impresa Borio Mangiarotti Spa.

Qual è stato il vostro percorso verso l’implementazione del BIM?
Abbiamo iniziato a parlare di BIM in azienda circa 7 anni fa a seguito di un convegno che avevo seguito in cui si era parlato delle potenzialità di un software per la modellazione tridimensionale e la possibilità di una progettazione coordinata verso una sempre maggiore ottimizzazione dei processi. Questo era possibile grazie alla prevenzione di errori e interferenze in fase progettuale e ad una conseguente gestione più precisa anche della fase di cantiere. Abbiamo quindi pensato di provare con un primo progetto pilota che è stato Vivi Montecatini, Vivere Solari a Milano.

Devo dire che è stato davvero un progetto difficile abbiamo lavorato in parallelo con metodi tradizionali e metodi BIM ma purtroppo eravamo solo noi, come impresa, tra le parti coinvolte in causa, ad utilizzare un software di modellazione tridimensionale parametrica quindi non avevamo alcuna possibilità di media itemscambio di informazioni e dati. Questo primo progetto ci è servito molto per cominciare a testare i vantaggi del BIM.
Il secondo progetto che segna il nostro cammino è stato via Silva, anche in questo caso abbiamo utilizzato il doppio sistema, ma abbiamo cercato di sviluppare in BIM anche la parte di preventivazione. In questo processo abbiamo assunto un BIM Manager, Matteo Giani che ha una conoscenza approfondita della modellazione ma anche del cantiere e di tutta la parte di preventivazione.

Queste esperienze ci hanno portato al progetto che stiamo seguendo ora interamente realizzato in BIM, il progetto SEI Milano. Si tratta di uno sviluppo immobiliare di circa 120 mila m² in zona Bisceglie a Milano realizzato con lo studio Mario Cucinella Architects. Abbiamo un modello condiviso in cloud dove tutti i professionisti lavorano sul modello che si aggiorna in continuazione e in tempo reale. Stiamo facendo la preventivazione ricavando i dati dal modello e il passo ulteriore è quello di portare questa gestione dei lavori anche in cantiere. Il passo finale sarebbe la gestione e la manutenzione dell’edificio.

Qual è stata la difficoltà maggiore che avete riscontrato?
Devo dire che ci siamo resi conto che per implementare il BIM in azienda non basta l’acquisto di un software, bisogna considerarlo come un vero e proprio cambiamento culturale sia per i professionisti esterni che lavorano con te sia per la tua struttura aziendale. Questo è un processo cui tutti devono tendere perché può portare grandi benefici e vantaggi, ma è sicuramente un percorso lumedia itemngo e dispendioso. Noi siamo sicuramente fortunati perché parliamo lato committenza e costruttore, siamo sviluppatori immobiliari, siamo noi a comprare l’area e ad incaricare architetti, strutturisti e impiantisti della realizzazione di un opera. Quindi possiamo imporre il nostro metodo di lavoro avendo la possibilità di coordinare tutte le fasi dalla progettazione alla costruzione, alla vendita al cliente finale. Questo sguardo globale è sicuramente un grosso vantaggio perché siamo in grado di comprendere esattamente quali sono i benefici di un approccio BIM oriented.

Quali sono secondo lei i più grandi vantaggi dell’utilizzo del BIM?
Nell’ambito delle committenze private la consegna di un progetto in BIM è una garanzia su una corretta realizzazione dell’opera in fase di cantiere con un notevole risparmio di tempo e costi. Questo lo possono poi riscontrare ancora maggiormente le amministrazioni pubbliche. Quello che credo sia molto complicato per il pubblico è riuscire a dotarsi delle giuste professionalità per gestire al meglio questo tipo di processo.

Che cosa ne pensa dello sviluppo del BIM in Italia?
In generale il mondo costruzioni ha da sempre e storicamente una resistenza nei confronti del cambiamento e a investire in innovazione, molte realtà non sono nemmeno in grado di utilizzare un supporto informatico. L’implementazione del BIM richiede sicuramente un impegno economico e temporale che però deve essere affrontato. Bisogna cambiare non si può rimanere ancorati ai metodi tradizionali. Il mercato sarà sempre più selettivo, sempre più chiuso e se non si arriva preparati si rischia di essere tagliati fuori.

 

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e realtà da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.