Alperia Group: l’energia del futuro è smart e BIM-oriented

Alperia Group è un provider di servizi energetici che ha intrapreso un percorso di transizione digitale che comprende l’adozione e l’implementazione del BIM, affiancata in questo da Harpaceas attraverso i servizi forniti dal team della Divisione Implementazione BIM e Digitalizzazione. Ne parliamo con il Geom. Thomas Salzburger di Alperia Group.

Qual è il profilo e la strategia di sviluppo di Alperia Group?
Siamo il principale provider di servizi energetici dell’Alto Adige e una delle realtà più importanti in Italia per la produzione di energia da fonte rinnovabile. Vogliamo modellare l’energia del futuro contribuendo

Thomas Salzburger

attivamente a creare un modello di smart region all’avanguardia, contribuendo alla crescita energetica. Il settore dell’energia è in rapido mutamento, ma abbiamo alle spalle decenni di esperienza nel settore energetico e disponiamo delle competenze e del know-how necessari per affrontare le sfide sia di oggi che del domani. Noi diamo impulso al cambiamento, grazie allo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche nel settore energetico attraverso le nostre attività di ricerca e sviluppo. Oggi sappiamo che le fonti energetiche tradizionali in un prossimo futuro si esauriranno e che il loro utilizzo ha un forte impatto ambientale. Al contrario, è in aumento l’uso di fonti energetiche rinnovabili e di nuovi sistemi per un uso più efficiente dell’energia.

Quali sono state le motivazioni che vi hanno portato ad intraprendere un percorso di transizione digitale che comprende adozione e implementazione del BIM?
Abbiamo la responsabilità di aggiornare e ottimizzare i nostri impianti idroelettrici storici per renderli più efficienti e sicuri, di ampliare e gestire la rete di distribuzione e del teleriscaldamento. Per questo motivo, riteniamo che le opportunità offerte dalla metodologia BIM possano aiutare e sostenere nel perseguimento dei nostri obiettivi. Alperia nella funzione Engineering & Consulting si è fatta promotrice per l’implementazione della metodologia BIM nel nostro gruppo grazie al forte supporto del reparto Digital & Technology.

 Per raggiungere questo obiettivi avete selezionato dei partner, in particolare per la  consulenza BIM? Quali fattori e criteri di scelta avete adottato?
Iniziare un cammino verso l’implementazione della metodologia BIM non è cosa semplice, prima di arrivare alla scelta di un partner di consulenza abbiamo partecipato a diversi webinar, letto pubblicazioni e

Centrale di recupero energetico di Tel (BZ) – vista assonometrica

frequentato percorsi introduttivi e formativi dove è stato possibile conoscere Harpaceas. Da queste prime abbiamo capito che il BIM non comporta semplicemente l’implementazione di strumenti e software, ma il tema era molto più ampio ed esteso perché verteva su un discorso normativo e organizzativo di una certa complessità. Abbiamo iniziato a valutare come approcciarci al BIM vagliando alcune proposte di possibili partner. Alla fine, la scelta è ricaduta su Harpaceas in quanto si è ritenuto che potesse supportarci soprattutto sull’aspetto più complesso della metodologia BIM. In particolare, gli aspetti normativi, procedurali e organizzativi che sono il cuore di questa metodologia.

Quali sono state le attività per arrivare alla standardizzazione dei processi digitali di progettazione e coordinamento informativo?
Possiamo descrivere il percorso che abbiamo intrapreso suddividendolo in tre macrofasi. La prima è stata quella di analizzare processi, sistemi informativi e livello di maturità digitale allo stato attuale. Durante la seconda fase si è entrati nel vivo per l’evoluzione procedurale e metodologica delle attività in tema di digitalizzazione ed è stata ulteriormente suddivisa in tre sotto attività: 1) Riordino/redazione di documenti/procedure attuati (procedure interne e procedure di collaborazione con esterni – Interoperabilità); 2) Determinazione di processi e procedure volte alla collaborazione con imprese; 3) Progetto pilota applicato alla progettazione di una centrale di recupero energetico al fine di simulare i nuovi processi di progettazione, svolta internamente dalle unità specialistiche delle discipline civile ed elettromeccanica a partire dalla realizzazione del progetto di fattibilità tecnico-economica e finalizzato alla emissione di un modello finale a livello di progetto esecutivo comprensivo delle informazioni

Centrale di recupero energetico di Tel (BZ) – spaccato assonometrico

minime necessarie alla gestione informativa.
Sostanzialmente, in accordo alle indicazioni della norma UNI EN ISO 19650, siamo partiti con la redazione del PIR (Project Information Requirements) contenente i macro-requisiti informativi di Alperia utili a digitalizzare i nostri progetti. Successivamente abbiamo raccolto e codificato in una grande matrice i requisiti utili per le nostre attività di progettazione per ogni fase coerentemente con il Codice degli Appalti, suddivisi in quattro discipline. Quindi sono stati individuati gli obiettivi e gli usi dei modelli. Infine, nelle Matrix LOD (Level of Development) abbiamo mappato i requisiti informativi in correlazione al PIR strutturandoli per la definizione del PIM (Project Information Model), ovvero come strutturiamo i dati nel formato IFC e quindi come lo richiediamo ai nostri fornitori. Nel nostro caso la struttura del file IFC segue le definizioni di Building smart, tuttavia considerando l’area specialistica in cui operiamo al fine di intercettare eventuali problematiche soprattutto di natura tecnologica, diamo la possibilità al fornitore di utilizzare una struttura dati personalizzata Alperia, sfruttando Pset personalizzati definiti da noi.

Nella fase di implementazione BIM avete avviato un progetto pilota: quali sono i punti di forza emersi in favore del BIM?
Il progetto pilota in cui abbiamo testato alcuni processi, è stato la redazione del progetto definitivo ed esecutivo di una centrale di recupero energetico in località Tel

Centrale di recupero energetico di Tel (BZ) – vista assonometrica ombreggiata

(Comune di Parcines – BZ). Si tratta di una centralina idroelettrica presso l’opera di presa della centrale di Tel che sfrutta il deflusso ecologico delle acque del fiume Adige. La potenza in concessione è di 397,10 kW e una volta realizzata la centralina produrrà 2,8 GWh all’anno. La produzione avverrà tramite una turbina Kaplan ad asse verticale che sfrutta appunto il basso salto. Questo tipo di centrale deve avere la restituzione dell’acqua in prossimità della presa.
La progettazione e quindi la costruzione è stata suddivisa in due lotti: il primo relativo alla produzione e fornitura delle opere elettromeccaniche, mentre il secondo lotto riguarda le opere civili. Il progetto pilota ci ha permesso di sfruttare al meglio il software di BIM authoring per la redazione degli elaborati tecnici e la loro revisione, in concerto con i soggetti coinvolti nella squadra di progettazione. È stato possibile apprezzare il coordinamento nella squadra di progetto che comprendeva sia tecnici interni del reparto di ingegneria sia studi professionali esterni quali: strutturista, geologo/geotecnico e coordinatore della sicurezza.
Durante il progetto pilota siamo stati in grado di testare una procedura per correlare il software di BIM authoring con il software di computo esportando le quantità dal modello attraverso abachi. In generale questa attività ci ha portato un aumento del nostro livello digitale favorendo la modellazione tridimensionale informativa a discapito di una progettazione tradizionale bidimensionale con dati informativi scollegati. Questo comporta una riduzione di tempi, errori e incongruenze, soprattutto apprezzabile nel rapporto tra le squadre di progetto.

Servizi BIM Harpaceas

L’organizzazione e la strutturazione dei dati del modello ci permette di avere una standardizzazione dei modelli che saranno sempre strutturati allo stesso modo indipendentemente dal fornitore. Nel coordinamento e verifica si può essere più efficienti dal momento che le informazioni sono strutturate e quindi facilmente individuabili. È stato pertanto realizzato un manuale di gestione interno condiviso per la funzione Engineering & Consulting comprensivo di procedure e istruzioni operative.

Sulla base del primo progetto di implementazione BIM, quali sono i progetti futuri?
Per quanto riguarda la funzione Engineering & Consulting, stiamo già valutando assieme all’area Digital & Technology l’implementazione delle piattaforme CDE per l’interscambio dei modelli. In seguito, penseremo ad ottimizzare anche i processi di model e code checking, proseguendo al contempo con il programma formativo, l’estensione della metodologia anche alla gestione del cantiere ed infine la divulgazione all’esterno del reparto della metodologia BIM. Al momento anche la funzione General Services di Alperia ha iniziato un percorso analogo mirato alla gestione degli immobili del gruppo.

In sintesi, quali vantaggi pensa possa offrire il BIM ad Alperia Group?
L’implementazione del BIM nelle BU del gruppo ci permetterà di migliorare la digitalizzazione nell’ambito della progettazione, della costruzione e della gestione. La realizzazione di gemelli digitali delle nostre opere consentirà ai gruppi di lavoro maggiore efficienza nell’estrazione dei dati e la sicurezza dell’unicità degli stessi.

 

 

 

 

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Lavoro nel settore della comunicazione b2b da alcuni anni sia per testate giornalistiche che agenzie di comunicazione. Focus della mia attività è il confronto quotidiano con le nuove modalità di gestione ed elaborazione delle informazioni, le nuove tecnologie digitali, le trasformazioni in corso nelle professioni e nell’industria.