Angelo Rota: tema “legal” del momento sono i contratti per l’esecuzione di prestazioni BIM

L’Avvocato Angelo Rota, svolge la propria attività nei settori degli appalti pubblici e privati, delle infrastrutture strategiche e dello sviluppo immobiliare. Con la diffusione della digitalizzazione del settore delle costruzioni, ha esteso la propria attività anche agli aspetti giuridici – amministrativi e contrattuali – derivanti dall’utilizzo della metodologia BIM. È tra gli autori dei volumi “BIM per professionisti e stazioni appaltanti” (Grafill, 2018) e “Il Contratto BIM” (Maggioli, 2019). Interviene come relatore a convegni, workshop e lezioni frontali per imprese, pubbliche amministrazioni e professionisti. Dopo l’esperienza in un primario studio ed in una law firm nazionali, ha fondato AR’Legally, studio legale che nel 2018 ha ricevuto la menzione speciale come “Boutique di Eccellenza dell’Anno Edilizia e Urbanistica” nell’ambito dei “Le Fonti Legal Awards”.

Come si è avvicinato alla metodologia BIM?
Il BIM è stato portato, per la prima volta, sulla mia scrivania dal responsabile della realizzazione di una importante opera infrastrutturale. Eravamo nel 2014 e c’era l’intenzione di introdurlo già allora. Poi non se ne è fatto nulla; i tempi non erano ancora maturi.  Alcuni anni dopo il BIM è ritornato.  Di fatto, un incontro che non poteva essere evitato tra il mio lavoro di consulenza nei settori “appalti” e “real estate” e la scossa tecnologica e metodologica che li sta attraversando.

Da quanto tempo si occupa di BIM?
Ormai sono alcuni anni. All’inizio sono stato coinvolto in un lavoro di adeguamento alla metodologia BIM della documentazione di gara e dei relativi contratti. Probabilmente uno dei primi lavori in questo senso in Italia. L’impatto è stato quasi brutale, poichè è stato necessario acquisire velocemente le nozioni di base per riuscire a parlare la stessa lingua dei tecnici BIM. Proprio come di chi si trova ad imparare una nuova lingua e una nuova cultura. Ma poi, da lì, è stato un piacere continuare ad occuparsene: altre occasioni di lavoro, incontri, lezioni, articoli di approfondimento e due libri. Uno specifico per Professionisti e Stazioni Appaltanti, ed uno sul Contratto BIM.

 Quali sono le problematiche maggiori che si riscontrano a livello legislativo nell’applicazione della metodologia BIM?
Non credo che le problematiche siano a livello legislativo. In Italia le norme di Legge sul BIM sono poche e sostanzialmente costituiscono una regolamentazione di principi.  Ed è giusto così: in una materia innanzitutto tecnica e per sua natura in evoluzione, una Legge che scenda nel dettaglio si troverebbe a rincorrere l’avanzamento di tecnologie, strumenti e metodi, rimanendo però – fisiologicamente – sempre in ritardo.

Quali sono le maggiori richieste dei suoi clienti in ambito LegalBIM?
Il tema del momento sono i contratti per l’esecuzione di prestazioni BIM. La società tecnologica che si crea tra gli attori della collaborazione BIM necessita di essere regolata correttamente. Non è una novità: in fondo stiamo sempre in applicazione del principio latino ubi societas ibi ius; ogni società e ogni rapporto hanno bisogno di una propria disciplina. Gli operatori chiedono di rivedere i tradizionali contratti di appalto per adeguarli alle nuove esigenze che la modellazione, la digitalizzazione, l’approccio collaborativo BIM impongono. Vanno definite le regole per la consegna, le verifiche, le approvazioni, la proprietà di modelli e delle librerie e le facoltà di utilizzo, la messa a disposizione di strumenti hardware e software, gli ambiti di responsabilità, etc…

 Quali sono le maggiori domande che le rivolgono in sede di corsi di formazione?
I corsi sono il modo più diretto per incontrare in un unico momento i pensieri e le esigenze di tanti operatori BIM. Ciò che emerge è che il BIM sta obbligando i tecnici a fare un salto culturale e ad acquisire competenze giuridiche per poter gestire al meglio contratti e processi BIM. Chi svolge un ruolo di Manager in una commessa tradizionale, è facilitato nell’avvicinamento al Legal BIM perché già parte da una conoscenza del diritto degli appalti e delle sue prassi applicative; altri partono quasi da zero. Le domande riflettono questa situazione: tra i nuovi BIM Manager e BIM Coordinator c’è chi è in grado di affrontare subito i risvolti legali del BIM e chi, invece, ha la necessità di arrivarci per step, attraverso l’apprendimento delle basi di diritto delle costruzioni.

Secondo la sua esperienza come si stanno preparando le stazioni appaltanti all’introduzione del BIM per decreto?
Con il cosiddetto “Decreto BIM” è stato imposto alle stazioni appaltanti di adottare, secondo certe scadenze, la metodologia BIM. E’ come se ci obbligassero ad imparare a guidare un aereo, perché a breve non potremo più utilizzare le automobili. Alcune stazioni appaltanti hanno avuto tempi di reazione immediati, “sono avanti” e hanno maturato una significativa e brillante esperienza in materia; altre si stanno attrezzando; altre ancora non si sono proprio poste il problema e vedono l’introduzione del BIM come un evento ancora lontano. L’approccio più propositivo – e più riuscito – vede nella multidisciplinarietà il suo punto di forza: la parte tecnica, la parte amministrativa, la parte giuridica creano una positiva sinergia di competenze, che costituisce la base per collocare correttamente il BIM dentro un sistema che non vive solo di software e hardware, ma anche e soprattutto di processi, procedure, alleanze, provvedimenti, competenze e responsabilità.

Quali sono secondo lei le prospettive future del BIM in Italia?
In questi casi si dice sempre che è una grande occasione di modernizzazione del settore delle costruzioni. E probabilmente sarà così. C’è un grande movimento intorno al BIM; una energia positiva e innovativa. In particolare, mi piace vedere che i più giovani vedono nel BIM un modo per specializzarsi e per entrare in spazi del mercato del lavoro che sono ancora liberi, ed alcuni ci riescono. Ciò detto, le prospettive del BIM non possono essere slegate dalle più ampie sorti del settore delle costruzioni, che chiede ormai da tempo investimenti, regole certe, procedure amministrative chiare e rigorose nei tempi. Altrimenti è come mettere una pepita dentro uno stagno.

 

 

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e realtà da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.