Lombardini22: progettazione integrata adatta alle aspettative dei clienti

Lombardini22 nasce nel 2007 e già nei primi anni si evidenzia come una struttura con una forte vocazione all’innovazione sia nei contenuti che nei mezzi. Dalle prime integrazione dei processi parametrici e computazionali, sono passati negli anni a format di gestione più definiti, fino a stabilire dei processi standard funzionali alle diverse tipologie di progetti. Come racconta l’Arch. Paolo Citelli, BIM Manager di Lombardini22.

Qual è stata la motivazione principale nella scelta di implementare la metodologia BIM?
L’innovazione nelle aziende non può più occupare un posto marginale come poteva essere nel ‘900: questa deve fare parte del core della strategia di gestione, deve saper essere inclusiva verso le persone che a loro volta devono percepirla come un modo di sostenere il loro lavoro e di accrescerne il valore.
Tutto questo chiaramente non riguarda “solo” il BIM, ma riguarda tutti i processi, oggi in profonda trasformazione: qui in Lombardini22, per esempio, siamo ormai alla seconda versione di un’applicazione web, sviluppata internamente dal nostro Team R&D, che facilita la comunicazione tra i vari dipartimenti e le strutture di servizio che da noi sono interne.
La comunicazione funziona a “cipolla”: non si tratta solo di condividere il dettaglio di una questione, ma anche di sapersi fermare a livello più alto, dove necessario.

Come vi siete strutturati per operare il cambiamento sia a livello di personale sia tecnologico?
Principalmente dando la possibilità a persone con competenze specifiche di “dire la loro” sui processi in atto, su cosa si poteva e si può migliorare.
Un grande alleato di questo cambiamento è stato l’approccio di progettazione integrata tipico di Lombardini22, che trova nel BIM una nuova veste di collaborazione, ben al di là dei clichè riguardanti la Clash Detection. Tornando alle competenze, anche queste si sono fortemente evolute, “ampliando la forbice” in un modo tale che difficilmente possano coesistere tutte nel bagaglio di un singolo professionista; innovazione ed esperienza di progetto possono quindi coesistere solo nella collaborazione tra le persone che desiderano partecipare a uno “scambio”, condividere quello che sanno con grande apertura mentale. A proposito di questi temi, mi piace ripensare ad alcuni articoli, anche celebri, che negli anni scorsi ponevano una semplice ma ampia domanda: “Should architects learn to code?” (“Gli architetti devono imparare a scrivere di codice”?) In Lombardini22 questo ormai avviene a vari livelli, dal VPL al codice.

Quali vantaggi riscontrate quotidianamente nella progettazione in BIM?
Sicuramente un processo controllato consente di raggiungere degli standard di efficienza superiori ai metodi tradizionali.
Efficienza non va confusa necessariamente con velocità: si tratta comunque di metodologie che non incentivano la sintesi, ma accrescono la capacità di analisi e di ottimizzazione delle procedure ripetitive, come ad esempio Quantity Take Off e la dimostrazione grafica e analitica delle aree. E’ quindi necessario mantenere un buon equilibrio tra i due opposti, sapendo scegliere, a seconda della casistica, il giusto grado di approfondimento.

Quali sono state le maggiori difficoltà che avete dovuto affrontare?
Penso che la maggior difficoltà relativa all’innovazione sia il tempo necessario ad attuarla, che naturalmente incide sui costi e sull’immediatezza dei risultati.
Inevitabilmente poi, vi è una sorta di inerzia dei processi “tradizionali”: serve quindi un “attrazione” forte per consentire un cambio, unita a una certa gradualità di intervento; è chiaro che non è l’uso virtuoso di un software a creare un processo BIM, ma è un inizio e come tale va considerato prezioso.

Può raccontarci di alcuni progetti recenti che sono esemplari del vostro percorso nell’implementazione del BIM?
I progetti seguiti con queste metodologie sono ormai numerosi, penso abbia senso citare quelli più significativi in termini di avanzamento gestionale e tecnologico, oggetto di progettazione integrata e dei vari servizi offerti da Lombardini22. Molti altri sono in progress, come realizzazione o progettazione, e non possono essere citati.
L’intervento FBF14 di via Fatebenefratelli 14, consiste nella valorizzazione di un edificio residenziale anni ‘40 con un grande potenziale urbano e volumetrico, vincitore del premio BSA 2017 grazie all’utilizzo di avanzate tecniche e software di simulazione per la stima e l’ottimizzazione delle performance energetiche e di comfort dell’edificio, oltre che di completa progettazione integrata su un edificio esistente, che come tale presenta alcune peculiari complessità.
Il Nuovo Campus di Sew Eurodrive a Solaro (MI), ad opera di DEGW, brand del Gruppo Lombardini22 e leader nella consulenza strategica sui modi di lavorare e sull’interazione fra spazio fisico e performance aziendali, ha riguardato la ristrutturazione di un corpo uffici in linea esistente e l’aggiunta di un nuovo corpo a pianta rettangolare collegato all’esistente, il tutto riunito in una nuova immagine di facciata, studiata con metodologie di Computational Design, composta da un sinuoso susseguirsi di briset-soleil verticali che, prendendo ispirazione dal mondo SEW, traduce in elementi architettonici l’idea di movimento caratteristica dell’identità SEW e di ripetizione insita nella conformazione degli ingranaggi dei motori prodotti dall’azienda.
Il progetto per Gallerie Commerciali Italia – Auchan di Taranto, composto di due parti: il restyling del centro commerciale esistente – un edificio di 30.000 mq – e un ampliamento strutturale di circa 10.000 mq. All’esterno si è intervenuto valorizzando e uniformando i tre punti d’ingresso, all’interno le gallerie longitudinali sono state caratterizzate da archi incrociati, con brise-soleil orizzontali che alleggeriscono il carico solare. Oggetto di una progettazione integrata di grande dettaglio nelle varie discipline, questo progetto ha anche consentito la sperimentazione dell’utilizzo di dashboard interattive utili a valutare vari scenari energetici per l’edificio.
Il centro logistico di Zalando a Nogarole Rocca (VR), a cui abbiamo contribuito con soli servizi BIM per il General Contractor per la fase costruttiva e il cantiere, vero esempio di BIMtoField: il modello è stato aggiornato fino all’AsBuilt.
Molti altri progetti sono in corso, contraddistinti da un forte contenuto tecnologico anche grazie alle richieste di alcuni clienti che vedono in particolare Revit come fondamentale interscambio tra le discipline. Un team ormai numeroso sta garantendo una progettazione integrata rapida ed adeguata alle aspettative dei clienti.

Cosa ne pensa dello sviluppo del BIM in Italia?
Si è parlato molto di BIM negli ultimi anni, con la comprensibile difficoltà di rivolgersi a un pubblico ampio, composto da chi già ci aveva avuto a che fare, e da chi scopriva per la prima volta questo tema. Questo ha inevitabilmente generato una semplificazione e un’idea, piuttosto diffusa, che sia tutto già “risolto”: dall’interoperabilità all’uso nella Gestione degli edifici, dal concetto di “standard” all’aspetto normativo, dall’ “obbligatorietà” alle certificazioni. In realtà, gli aspetti la cui risoluzione resta a carico delle organizzazioni sono ancora molti, che vengono risolti predisponendo dei “ponti” tra i vari applicativi per delineare un processo unitario, per il cui raggiungimento ci vuole ancora molta “umana” determinazione.

 

 

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e realtà da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.