Archimede: possiamo ritenerci dei SUPERUSERS del BIM

La società di ingegneria Archimede di Genova, nata oltre cinquant’anni fa, svolge attività di progettazione e manutenzione integrata, consulenza tecnica, specialistica, direzione lavori, collaudi statici, collaudi tecnico amministrativi, progettazione della sicurezza dei cantieri. Dal 2012 ha deciso di implementare il BIM come ci racconta l’Ing. Elisa Spallarossa, BIM Manager della società.

Qual è stata la motivazione principale nella scelta di implementare la metodologia BIM?
Abbiamo iniziato ad adottare la metodologia BIM dal 2012, iniziando dall’implementazione di una consulenza di manutenzione programmata per un grande ospedale. Tale sistema prevedeva l’acquisizione di modelli IFC, a quel punto abbiamo capito quale fosse l’importanza dell’interoperabilità nell’ambito dell’intera filiera di progettazione, Direzione Lavori, manutenzione e gestione.

Come vi siete strutturati per operare il cambiamento?
Partendo dal formato IFC, abbiamo cominciato a studiare, valutare e approfondire diversi strumenti di progettazione BIM. In tale contesto abbiamo valutato anche quale impatto avesse lo sviluppo di tale metodologia all’interno del nostro core business, ossia della progettazione, svolgendo due casi “pilota” per due committenze pubbliche ed in due ambiti differenti. La prima progettazione strutturale in BIM è stata per una committenza pubblica genovese, per la quale, tra il 2014 e il 2015, abbiamo sviluppato la modellazione BIM degli interventi di rinforzo di un teatro, che aveva subito danni nell’alluvione del 2014. La progettazione non era stata richiesta con metodologia BIM, ma la scelta della società Archimede di applicare tale metodologia è stata determinante per dare avvio alla sistematica adozione della metodologia BIM nello sviluppo della progettazione. Ci sentivamo un po’ come Cristoforo Colombo: certi che ci fosse un nuovo mondo (digitale) a disposizione di chi avesse avuto il coraggio di salpare.
Poi è arrivato il caso Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per la Lombardia-Liguria, che ci ha espressamente richiesto la metodologia BIM per lo svolgimento del supporto all’attività di Direzione Lavori del Laboratorio del carcere di Bollate. In tal caso la Committenza richiedeva specificamente l’applicazione della metodologia BIM in ambito di “planning 4D”, legando il modello al cronoprogramma, non solo per supportare la Direzione Lavori durante la fase realizzativa, ma anche al fine di evidenziare eventuali incongruenze ed interferenze disciplinari sia a livello di progettazione, sia a livello esecutivo.

Quali vantaggi riscontrate quotidianamente nella progettazione in BIM?
I vantaggi sono senz’altro molteplici, uno tra essi è quello di dominare e crescere in una metodologia che ci ha permesso di rimanere competitivi sul mercato, anche in momenti difficili per il settore delle costruzioni. Oltre alle attività di progettazione e DL, abbiamo anche potuto affiancare imprese nella predisposizione di bandi di gara internazionali, che richiedevano lo sviluppo di BEP (Bim Execution Plan) e nella creazione di modelli BIM volti all’identificazioni delle interferenze e incongruenze progettuali, prima della loro cantierizzazione, con i conseguenti risparmi economici e temporali.

Quali sono state le maggiori difficoltà che avete affrontato?
L’implementazione della metodologia BIM ha richiesto da parte di Archimede investimenti economici, temporali e di formazione/aggiornamento professionali, spesso non sufficientemente apprezzati e riconosciuti da parte delle Committenze, per insufficiente informazione sulle potenzialità dei metodi e strumenti di digitalizzazione. Siamo tuttavia fiduciosi che tale problematica sarà risolta con il graduale sviluppo di metodi e strumenti di digitalizzazione, secondo le fasi attuative previste dal DM 560/2017.

Può raccontarci di alcuni progetti recenti che sono esemplari del vostro percorso nell’implementazione del BIM?
Oltre alle applicazioni tradizionali nell’ambito del settore dell’ingegneria civile, come è ben noto, la metodologia si sta affermando anche nel settore infrastrutturale. Negli anni passati abbiamo acquisito esperienza non solo nell’ambito della progettazione, ma anche nello sviluppo di sistemi di manutenzione programmata su reti infrastrutturali. In tale contesto, l’opportunità da cogliere nella digitalizzazione sta sia nel continuo affinamento dell’adozione di metodologie innovative, sia nella valorizzazione delle competenze ed esperienze multidisciplinari. Per esempio assieme alla In2it, stiamo sviluppando una Metodologia per la gestione dinamica delle infrastrutture, supportata da una piattaforma IoT sviluppata autonomamente. La nostra piattaforma servirà come supporto a gestori, tecnici ed amministrazioni, secondo lo spirito del nuovo libro di Deutsch dal titolo “SUPERUSERS”, che illustra chiaramente le nuove frontiere della nostra professione: una fusione armonica ed integrata tra chi progetta da anni (e noi di Archimede lo facciamo con una tradizione di 50 anni) e chi conosce le tecnologie di filiera (come in2it, l’unica ad averlo nel suo claim sin dalla nascita). Come SUPERUSERS siamo riusciti in breve tempo a sperimentare una soluzione che è: allineata a metodologie applicative unificate e specificate in modo oggettivo; basata su algoritmi di provata efficacia, aggiornabili e personalizzabili da chiunque in brevissimo tempo; allineata alle esigenze e requisiti del neonato Archivio Informatico Nazionale delle Opere Pubbliche (AINOP).

 

 

 

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e realtà da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.