Dalla UNI 19650 a WebIM: la collaborazione al centro del panorama BIM

Uno dei cardini della metodologia BIM, la collaborazione interdisciplinare fra tutti i soggetti coinvolti nel processo edilizio, è al centro di due importanti novità del panorama normativo e disciplinare della materia. Dopo l’annunciata approvazione dallo scorso 14 marzo è infatti operativa la norma UNI EN ISO 19650-1:2019 BIM intitolata “Organizzazione e digitalizzazione delle informazioni relative all’edilizia e alle opere di ingegneria civile, incluso il Building Information Modelling (BIM) – Gestione informativa mediante il Building Information Modeling”, applicabile agli edifici, alle opere di ingegneria civile e infrastrutturale e commesse di tutte le dimensioni e a tutti i livelli di complessità.

La norma ISO 19650 è stata sviluppata sulla base del collaudato standard britannico BS 1192 e delle specifiche pubbliche PAS 1192-2, ed estende tali specifiche a livello internazionale ponendo le basi per una collaborazione più efficace su progetti di respiro internazionale e consentendo a progettisti e committenti di poter contare su una gestione delle informazioni più chiara e più efficiente. In particolare la norma include un pacchetto di raccomandazioni inerenti la gestione delle informazioni per quanto riguarda lo lo scambio, la registrazione, l’aggiornamento e l’organizzazione per tutti gli attori, definendo gli aspetti relativi ai processi aziendali nel settore delle costruzioni a sostegno della gestione e della produzione di informazioni durante il ciclo di vita dei cespiti immobili quando si utilizza il Building Information Modeling (BIM).

Sempre in tema di collaborazione è ufficiale il finanziamento da parte del MIUR, come parte dei programmi di ricerca di rilevante interesse nazionale, di WebIM, progetto che ha come obiettivo lo sviluppo di una piattaforma di collaborazione digitale nelle costruzioni che renda più fruibile e gestibile  l’intero processo edilizio, dalla fase di progettazione fino alla gestione e manutenzione di quanto realizzato. Il coordinamento del progetto, che avrà una durata di tre anni, è stato affidato a Berardo Naticchia dell’Università Politecnica delle Marche, ateneo coinvolto nel programma WebIM insieme ai politecnici di Milano e Torino e alle università di Brescia, Firenze e Roma La Sapienza. In una nota diffusa in questi giorni Naticchia sottolinea come WebIM abbia l’obiettivo di “realizzare e mettere a disposizione una piattaforma open in grado di interconnettere digitalmente i flussi informativi di tutti i soggetti che intervengono nella gestione di un intervento con particolare attenzione a quelli di interesse pubblico”, non limitata al semplice scambio di file ma volta a un’ottimizzazione dei flussi informativi attraverso il nuovo standard building smart ifcOWL. Particolare importanza, nello sviluppo del progetto, avrà la sua applicazione ad alcuni casi pilota “individuati tra gli interventi della ricostruzione post-sisma nel Centro Italia”, ricorda Naticchia; “lo scopo è appunto dimostrare la possibilità di interconnettere e automatizzare scambi di dati tra processi non solo tecnici ma anche gestionali, come ad esempio quelli di controllo di qualità e di contabilizzazione propri della direzione lavori, di attività connesse alla gestione della sicurezza, di accertamento della conformità dell’opera proprie delle attività di collaudo e di successiva gestione del ciclo di vita dell’opera, realizzando una collaborazione digitale tra istituzioni, professionisti e Pmi senza moltiplicare ma riducendo gli oneri operativi e strumentali.”

Giornalista professionista della redazione di BIMportale, specializzato nel settore delle costruzioni, si occupa dai primi anni ’90 di tecnologie applicate alla progettazione e al cantiere. Ha all’attivo numerose pubblicazioni e collaborazioni con le principali testate di settore relative a tecniche costruttive, progettazione 3D, organizzazione e gestione dei processi di cantiere.