BIM e online collaboration

Presupposto indispensabile per la collaborazione fra i diversi attori del processo edilizio, la comunicazione è un fenomeno che permea profondamente l’intera società contemporanea. Come la diffusione dei social network ha reso pressoché istantaneo lo scambio reciproco di informazioni con modalità multimediali, allo stesso modo l’impiego del BIM rende necessaria la definizione di un “ambiente di lavoro” nel quale condividere dati e modelli, in modo efficace e flessibile.
Questo ambiente è il cloud, ovvero uno spazio virtuale accessibile via web mediante i dispositivi connessi: non solo la workstation ma anche pc, tablet e smartphone che consentono di archiviare e sincronizzare i file (storage), rendendoli disponibili per la visualizzazione e l’elaborazione (computing) ai componenti del team, ovunque si trovino.
Tecnicamente, un cloud è fisicamente situato nei server dei data center utilizzati dai fornitori di servizi internet: l’accesso da parte degli utenti è regolato mediante interfacce utili al riconoscimento delle autorizzazioni e alla navigazione attraverso i contenuti archiviati.
In sintesi, internet come luogo, BIM come linguaggio.
In tema di progettazione collaborativa riportiamo la sintesi di un esperimento in ambito universitario. Fra il 2011 e il 2014, team composti da studenti di architettura, ingegneria e project manager appartenenti alla Ryerson University (Canada), alla Coventry University e alla Loughborough University (Regno Unito) hanno partecipato a una ricerca mirata a valutare effetti e risultati della collaborazione online in tempo reale nel contesto di un processo di progettazione. Nonostante le differenze culturali, formative e di genere e la distanza geografica e temporale (fuso orario), le difficoltà sono state superate attraverso la scelta di modalità di collaborazione condivise e di tecnologie appropriate per la gestione del processo. Gli esiti della ricerca hanno evidenziato come i team abbiano collaborato senza alcun significativo impatto sugli obiettivi finali, con un incremento della motivazione pari al +17% per effetto della maggiore soddisfazione personale rispetto ai sistemi di relazione tradizionali.

Strumenti collaborativi real-time
Oggi, in ambito BIM, le software house mettono a disposizione ambienti cloud dedicati e interfacce integrate ai propri programmi, con l’obiettivo di facilitare i processi collaborativi online in tempo reale. A questa opportunità si affiancano ulteriori tecnologie in grado di coprire la totalità delle possibili interazioni: dalla semplice messaggistica (chat) alle riunioni anche tramite dispositivi mobili (web conference), dalla condivisione di quanto visualizzato sullo schermo (display sharing) all’editing simultaneo dello stesso file (real time editing).
In prospettiva ogni organizzazione (azienda, studio professionale, ecc.) tenderà a dotarsi di un social network interno, mirato alla gestione interattiva delle risorse ed espressamente orientato al business, attraverso il quale velocizzare la trasmissione delle informazioni, programmare i processi e valutare prestazioni e risultati.
La collaborazione in tempo reale è uno dei campi che, già oggi, determinano la competitività dei gruppi di lavoro.

Accesso e condivisione nei CDE
Interoperabilità dei dati per consentire l’accesso da parte di software differenti; sicurezza nell’accesso e nella connessione per assicurare riservatezza; tracciabilità della comunicazione a garanzia della trasparenza del processo: questi sono i capisaldi di un Common Data Environment (CDE), l’area del cloud riservata ai processi BIM.
È in questi ambienti virtuali che dati e modelli, oltre a tutte le informazioni rilevanti per il progetto (ad esempio quelle legate agli aspetti normativi), sono depositati, elaborati e/o revisionati, condivisi e pubblicati, in modo che il flusso delle operazioni risulti sincronizzato secondo regole predefinite. Queste ultime sono un aspetto fondamentale del processo: si tratta infatti dell’insieme delle modalità operative che (ad esempio nel caso del progetto di un edificio) gli attori concordano di rispettare, facendo riferimento anche ai requisiti e agli obiettivi espressi dal committente in sede di conferimento dell’incarico al gruppo di progettazione.

Modellazione e simulazione: progettare le prestazioni
Nel corso di un progetto BIM, la collaborazione online risulta particolarmente efficace nel caso delle simulazioni eseguite a partire dal modello in sviluppo, con l’obiettivo di verificarne l’effettiva risposta rispetto a requisiti normativi (ad esempio: resistenza alle sollecitazioni sismiche del sistema strutturale) o a requisiti operativi (l’efficienza energetica del sistema edificio-impianti).
La sicurezza antincendio è uno degli aspetti più rilevanti nell’iter autorizzativo degli edifici: i principali fattori di rischio sono riconducibili sia all’ambito tecnico (ad esempio: diffusione del fumo negli ambienti, resistenza statica delle strutture edili sotto l’azione del calore), sia quello umano (comportamento degli occupanti in una situazione di stress da pericolo).
In sede di valutazione del progetto da parte degli organi preposti, gli elaborati attestanti il rispetto delle norme e dei criteri per la corretta progettazione antincendio possono essere affiancati dai risultati di una simulazione CFD (Computational Fluid Dynamics), mirata ad esempio a definire la più probabile durata dell’esodo degli occupanti dall’edificio – parametro fondamentale per valutare l’efficacia dei sistemi adottati per la prevenzione del rischio.
La simulazione iniziale contempla in genere una dotazione standard, conforme alle norme vigenti, ed è seguita da ulteriori simulazioni condotte ipotizzando l’introduzione di ulteriori sistemi di protezione, con l’obiettivo di confrontare i risultati ottenuti sotto il profilo del rapporto costi/benefici, per indirizzare le scelte progettuali in ambito architettonico, strutturale e impiantistico.
Le simulazioni sono normalmente appannaggio di software specialistici, nei quali il modello realizzato con i software BIM viene inserito e adattato al software specifico, attribuendogli proprietà e parametri significativi ai fini della simulazione stessa.
L’aspetto collaborativo di questa operazione è connesso non solo alla definizione dei parametri del modello, al quale possono concorre diversi specialisti, ma è soprattutto legato all’analisi dei risultati della simulazione e allo sviluppo delle alternative utili a migliorarne i risultati, ovvero la risposta attesa dell’edificio reale all’evento studiato.
In pratica, la possibilità di valutare il comportamento dell’edificio in anticipo rispetto alle sue condizioni operative, ordinarie e straordinarie, permette di orientare il processo progettuale verso precisi obiettivi tecnico-prestazionali.
Una simulazione ben condotta può fare la differenza.

Realtà aumentata e realtà virtuale
Come le simulazioni presentano un valore aggiunto di rilievo nel rapporto con gli enti preposti a rilasciare le autorizzazioni, allo stesso modo la rappresentazione virtuale del progetto assume un’importanza notevole nella comunicazione rivolta al committente e alla pubblica opinione.
Se nell’era del CAD la renderizzazione grafica e video ha reso estremamente realistica la rappresentazione del progetto, l’avvento del BIM impone l’associazione fra l’immagine e le informazioni: la comunicazione tende a specializzarsi in rapporto alla tipologia e alle aspettative dei potenziali target (operatori e utenti).
La realtà aumentata (evoluzione della realtà virtuale, a volte abbreviata in VR dall’inglese virtual reality) è un’esperienza che fa già parte del vissuto quotidiano, non solo professionale: è il caso, ad esempio, delle app per smartphone e tablet che arricchiscono la nostra conoscenza in risposta a un’interazione, visualizzando informazioni che si sovrappongono in modo dinamico al mondo reale.
Utilizzare lo smartphone come un visore per la realtà aumentata e virtuale, per esempio, è lo scopo di dispositivi come Google Cardboard e Oculus Rift che, mediante il sistema di posizionamento georeferenziato a bordo del device e la connessione web, permettono all’utilizzatore di osservare l’ambiente circostante o un ambiente virtuale, visualizzando in tempo reale il flusso di informazioni ad essi correlato.
Il potenziale di questa tecnologia applicata al settore delle costruzioni è tanto vasto quanto ancora poco esplorata: disponendo della documentazione as-built di un edificio, per esempio, un operatore della manutenzione potrebbe individuare l’esatta posizione di un particolare componente da verificare, accedere alla relativa scheda tecnica, trasmettere informazioni diagnostiche, ricevere istruzioni sulle attività da svolgere e restituire il rapporto dell’intervento effettuato, ottimizzando i tempi e minimizzando gli errori.
Nella realtà virtuale, invece, il mondo reale è sostituito da un ambiente 3D simulato, percepito direttamente dal soggetto con una modalità “immersiva” estremamente realistica rispetto a qualsiasi rappresentazione grafica e video.

Edilizia 4.0: valorizzare le relazioni
Come per l’industria, la digitalizzazione è la chiave per l’interconnessione della filiera del settore edile e per l’incremento della sua produttività.
Che si consideri il BIM come un catalizzatore per l’innovazione tecnologica mirata ad attuare la collaborazione in tempo reale fra gli attori, oppure che quest’ultima sia vista come lo scenario produttivo e professionale che consentirà la definitiva affermazione del BIM, si tratta comunque di due fenomeni strettamente collegati fra loro che stanno già cambiando il mondo dell’edilizia.
In entrambi i casi l’attenzione deve essere concentrata sulle potenzialità offerte da queste tecnologie, nella valorizzazione delle relazioni fra gli attori del processo costruttivo, e sulle opportunità di evoluzione del business, derivanti dalla loro applicazione.
L’ineluttabile cambiamento introdotto dal BIM non può essere subìto, pena la marginalizzazione dal mercato: meglio imparare a governarlo.

 

 

 

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Giornalista della redazione di BIMportale, professionista della comunicazione e del marketing per il settore AEC – Architetture Engineering & Construction. Ha lavorato per molti anni nell’editoria B2B dirigendo una delle principali testate specializzate per l’industria delle costruzioni, per la quale è stato autore di numerosi articoli, inchieste e speciali. Durante questa lunga esperienza editoriale ha avuto modo di vivere e monitorare direttamente l’evoluzione del settore e la sua continua trasformazione, lavorando a stretto contatto con i principali protagonisti del mercato: imprese edili, progettisti, committenti, produttori. Su tali premesse nel 2007 ha fondato l’agenzia di comunicazione e marketing Sillabario, che si occupa delle attività di comunicazione e ufficio stampa di importanti marchi industriali del settore delle costruzioni.