Fabrizio Terribile: redigere il BIM Execution Plan

L+ Partners è una società di ingegneria con sede a Milano con esperienza nel campo della Progettazione Integrata e nella Direzione dei Lavori di strutture sanitarie ad alto contenuto tecnologico. Dal 2014 con l’introduzione del BIM L+Partners ha trasformato i suoi processi di produzione creando anche un team di professionisti in grado di gestire tutte le fasi di una commessa come ci racconta il BIM Manager Fabrizio Terribile.

Qual è stato il suo percorso professionale fino a diventare BIM Manager?
Sono entrato in L+Partners Srl nel 2007, con il ruolo di progettista junior e negli anni ho avuto la possibilità di sviluppare le mie capacità e competenze informatiche, ampliando il mio ruolo a responsabile IT e CAD Manager. Dal 2008 l’implementazione di strumenti di modellazione tridimensionale nell’attività di progettazione della società mi ha dato l’opportunità di affacciarmi all’utilizzo di Revit, prima come software di modellazione tridimensionale e successivamente come strumento di progettazione BIM. Nel 2012, in affiancamento a Executive BIM Manager Internazionali coinvolti nei progetti della società, ho avuto la possibilità affinare le mie conoscenze dei processi e degli strumenti di progettazione BIM applicati a progettazioni integrate per strutture complesse.

Quali sono le caratteristiche principali della sua figura professionale?
Principalmente il BIM Manager ha un ruolo di controllo e gestione di tutto quello che, dal punto di vista informativo, compone l’edificio. Si tratta della figura professionale che si occupa di gestire e aggiornare il Modello BIM, garantendo il corretto coordinamento del progetto e la gestione dei relativi ruoli (BIM Coordinator e BIM Specialist). Deve essere in grado inoltre di organizzare e gestire le varie fasi della progettazione e allo stesso tempo applicare le eventuali correzioni che si rendono necessarie a causa di interferenze rilevate, provvedendo alla riassegnazione delle stesse al team di progetto. Tra i compiti del BIM Manager, lo sviluppo del BIM Execution Plan (BXP) è quello più importante. Questo documento detta le regole che devono essere seguite per la gestione dei modelli BIM, dalla semplice nomenclatura dei file alla metodologia di suddivisione dei modelli e alle regole di interscambio interdisciplinare. Il mio lavoro si sviluppa attraverso il software Revit e l’applicativo Dynamo, per la verifica della corretta applicazione delle regole indicate nei BXP di progetto (nomenclature viste, nomenclatura elementi, corretta modellazione, corretta scomposizione dei modelli), per la modellazione e il data input degli elementi e l’estrazione dei dati ai fini della computazione tramite generazione di file IFC.

Mi può parlare di un suo progetto, di recente realizzazione, progettato con metodologia BIM?
Tra le commesse attive svolte con sistemi di Building Information Modelling, l’intervento più importante riguarda la realizzazione della “Nuova Cittadella della Salute di Treviso”. Il progetto prevede la ristrutturazione e l’ampliamento dell’esistente struttura ospedaliera di Treviso al fine di realizzare una struttura sanitaria ad alta tecnologia che sia punto di riferimento provinciale e sovra-regionale per complessivi 998 posti letto. Il team multidisciplinare coinvolto ha adottato fin dalle fasi preliminari processi BIM condivisi e coordinati. All’avvio della progettazione è stato redatto il BIM Execution Plan (BXP) specifico di commessa, nel quale sono stati definiti i ruoli e le responsabilità e referenti BIM di ogni team componente, il BIM Workflow relativo al processo di produzione, revisione e validazione dei modelli nelle diverse fasi di progettazione, definiti i Software utilizzabili, il livello di sviluppo dei modelli (LOD e LOI), le responsabilità dei dati presenti nei modelli (MEA) e la struttura/gerarchia dei Modelli. Tutto questo ha permesso di organizzare il cronoprogramma delle attività di progettazione e dei lavori e di codificare coerentemente modelli e file di output. La scomposizione, attuata per “Edificio-Disciplina-Funzione” ha generato complessivamente circa 70 modelli con un peso medio di 50 Mb e l’estrazione di circa 1500 elaborati grafici per la sola fase di progetto definitivo.

 Quali sono secondo lei le prospettive future del BIM in Italia?
È un dato di fatto che il BIM negli ultimi anni ha registrato una crescita di interesse. Basti pensare che ai primi convegni a cui ho assistito la presenza di operatori del settore era molto bassa. Attualmente sensibilità e partecipazione al tema sono aumentati e si stanno organizzando anche fiere specifiche improntate su questo tema. Per quanto riguarda il settore in cui L+Partners opera, ovvero l’edilizia sanitaria pubblica, teoricamente le prospettive di sviluppo del BIM sono alte anche in virtù dei contenuti del Nuovo Codice degli Appalti, che ne prevede l’obbligatorietà per tutte le opere pubbliche dal 2019. Tuttavia l’adozione efficace del BIM nel settore pubblico è strettamente legato a diversi fattori, non ultima la disponibilità della committenza alla formazione di figure professionali specificamente formate e la definizione di una normativa che regoli in modo univoco gli standard minimi dei processi BIM applicabili.

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e realtà da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.