Bruna Chaves Benazzi, Lombardini22: Il BIM fondamentale per la condivisione delle conoscenze

L’Ing. Bruna Chaves Benazzi ha studiato Ingegneria Civile in Brasile presso la UEL e ha cominciato presto il suo percorso lavorativo quando ancora non si parlava di BIM e processi digitalizzati. Nel 2017 ha deciso di seguire un master in Italia e ha iniziato la sua collaborazione nell’area di Quantity Surveyor BIM presso Lombardini22 che continua ancora oggi.

Quale è stato il suo percorso professionale che l’ha portata al BIM?
Ho studiato Ingegneria Civile in Brasile (UEL) e da quando ho iniziato l’università (a 18 anni) ho cominciato il mio percorso lavorativo. Il primo lavoro è stato in un’impresa nell’area di gestione di manutenzioni di edifici appena consegnati ai clienti. Sapevo già da allora che per risolvere i problemi era necessaria una gestione integrata. Ho maturato circa 9 anni di esperienza prima di trasferirmi in Italia, durante i quali mi sono occupata di Assistenza Tecnica, Sistema di Gestione della Qualità, Controllo di Costi e Direzione Lavori.
Nell’ultimo cantiere che ho seguito in Brasile, che ho gestito dalla realizzazione delle fondazioni fino alla consegna, ho percepito maggiormente la necessità di coordinare le diverse discipline che fanno parte di una opera edile, dal progetto architettonico, allo strutturale, e al coordinamento degli impianti, e gestendo il capitolato, il preventivo complessivo e il contratto con il committente, per poter pianificare e gestire le risorse di manodopera e materiali. Lavorando alla “vecchia maniera”, ogni volta mi rendevo conto e mi convincevo sempre di più che quel lavoro non doveva essere eseguito solo in fase di cantiere, ma doveva essere risolto a monte, in fase di progettazione.
In Brasile, in quel periodo (2014-2017), si parlava molto di BIM, ma non essendo ancora obbligatorio, la progettazione BIM era considerata solo come un costo extra e non come uno strumento capace di permettere l’ottimizzazione dei progetti, e di conseguenza l’ottenimento del risparmio di tempo/costi, l’aumento della qualità progettuale e la soddisfazione sia degli utenti finali sia dei clienti. Così ho capito che dovevo entrare il prima possibile nel mondo BIM, perché intuivo che prima o poi sarebbe diventato una necessità.
Sono arrivata in Italia alla fine del 2017, ho ottenuto il riconoscimento della cittadinanza italiana, ho conseguito il Master in BIM presso l’Università La Sapienza, e ho iniziato la mia collaborazione nell’area di Quantity Surveyor BIM presso Lombardini22 che continua ancora oggi.

Quali sono le principali caratteristiche della sua figura professionale?
Attualmente mi occupo del supporto in ambito di gestione del progetto, della creazione e del controllo di strumenti che permettano lo sviluppo dei lavori in modo più efficiente, la formazione del team Quantity Surveyor BIM e del supporto tecnico progettuale. Poiché i tempi per la progettazione diventano ogni giorno più stretti, è necessario creare strumenti di lavorazione trasversale, per il controllo e il miglioramento continuo.

Come si lavora in BIM all’interno della sua azienda?
In Lombardini22 lavoriamo in sinergia. Lavorare nell’ottica del BIM vuol dire che l’informazione è fondamentale. Poiché un progetto è composto da diverse discipline, partecipiamo alle riunioni di coordinamento con i diversi team di supporto all’interno dello Studio e con i consulenti esterni, così ognuno di noi collabora seguendo le indicazioni e le richieste progettuali e utilizzando tutta l’esperienza maturata grazie ai progetti sui quali si è lavorato precedentemente. Verifichiamo le informazioni all’interno del modello e facciamo la computazione parametrica attraverso TeamSystem Construction Project Management.

Può raccontarci qualche progetto su cui sta lavorando?
Lavoriamo su diverse tipologie di progetto, come uffici, data center, centri commerciali, residenziale, hotel, ecc. Uno dei progetti più interessanti ai quali ho collaborato fino ad oggi si trova a Milano, in Porta Vigentina, 9, e, nello specifico, ho partecipato a tutte le fasi progettuali, dal budget al fit-out, dalle riunioni di coordinamento, alla verifica/supporto di stratigrafie e del modello 3D. A partire da questo progetto abbiamo iniziato lo sviluppo di WBS parametriche per il modello 5D, che attualmente miglioriamo ad ogni progetto. Un progetto di particolare interesse che ho seguito è stato di un Data Center a Milano, in cui, attraverso molteplici sopralluoghi, ho potuto rilevare delle problematiche in sito e successivamente risolverle mediante soluzioni progettuali che rispettassero una specifica normativa, e gestendo l’informazione attraverso il modello BIM. Un altro progetto di più recente realizzazione, che è stato una vera sfida, è quello di un hotel cinque stelle plus in Italia, in cui c’erano molte informazioni da coordinare: 16 modelli IFC per il solo progetto architettonico, gestione delle stratigrafie con il coordinamento delle diverse discipline, la gestione del computo con 6 livelli di WBS e contemporaneamente la formazione e il supporto agli impiantisti per la computazione BIM.
Per concludere, ogni progetto è per me una sfida dove c’è sempre tanto da trasmettere e da imparare.

Quali sono secondo lei le prospettive future del BIM in Italia?
Secondo me il BIM avanza in modo positivo in Italia, vedo i professionisti interessati a capire e migliorare la gestione in modo generale. Oggi esiste una forte richiesta di mercato e una crescente necessità di eseguire i progetti in tempistiche ristrette, con alto livello informativo, oltre alle richieste di legge. La maggiore sfida, secondo me, è legata al ponte tra Esperienza x Tecnologia. Il modello 3D non elimina una previa verifica delle indicazioni progettuali, e le stratigrafie cambiano da un progetto all’altro (anche se esiste un template); per questo vedo fondamentale lo scambio di informazioni e la condivisione di conoscenze.

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e nuove iniziative da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.