Calzoni Architetti: implementare il BIM

Calzoni Architetti è uno studio attivo a Milano da oltre 30 anni, e ha sviluppato progetti per varie tipologie di nuove architetture – residenze, uffici, spazi commerciali e per l’intrattenimento, architettura del paesaggio – oltre che progetti di conservazione di edifici storici. Dal 2014 ha iniziato a utilizzare la metodologia BIM nelle diverse fasi di sviluppo dell’attività di progetto, intraprendendo un percorso di radicale trasformazione delle dinamiche operative. Una “rivoluzione” nell’approccio al progetto che porta però sostanziali benefici, come ci racconta la titolare dello studio, l’architetto Sonia Calzoni.

Qual è stata la motivazione principale nella scelta dell’utilizzo del BIM e come vi siete strutturati per operare il cambiamento?
Ormai tre anni fa, grazie anche alle specifiche richieste di un nostro committente, abbiamo deciso di approcciare la metodologia BIM e ci siamo resi conto fin da subito che non sarebbe bastato formare il personale interno allo studio, ma avremmo dovuto inserire anche delle figure professionali più giovani interessate a questo mondo e conoscitori dei nuovi software di progettazione 3D. Quindi si è aggiunto a noi l’ingegner Edoardo Mezzadra, che ci ha aiutato a sviluppare i nostri progetti utilizzando Revit. Ci sono voluti un po’ di mesi per acquisire il nuovo metodo di lavoro, abbandonando completamente la mentalità del CAD bidimensionale basata su linee e poligoni. Numerosi sono i vantaggi, dalla riduzione dei tempi di realizzazione dei “modelli” alla possibilità di verificare in ogni momento il progetto. L’utilizzo del BIM permette poi di collaborare meglio con gli altri professionisti, verificando così il corretto allineamento dei progetti specifici. Adesso lavoriamo esclusivamente creando modelli tridimensionali anche quando non è richiesto un uso specifico del BIM.

Secondo voi i giovani che escono oggi dall’università hanno già ricevuto una formazione in questo senso?
Si sta sicuramente muovendo qualcosa all’interno delle Università, ma devo dire che  quando abbiamo iniziato questo percorso per noi è stato molto difficile trovare giovani che avessero avuto una infarinatura di base nel percorso di studi e fossero in grado, spinti soprattutto da una loro passione per l’argomento, di sperimentare e mettersi in gioco utilizzando Revit e la nuova metodologia. Il nostro approccio, mirato a individuare  questa figura professionale che facesse da ponte tra i nostri metodi tradizionali rodati nel tempo e le nuove tecnologie è però risultato vincente. Vorrei anche sottolineare che non si può fare l’errore di credere che basti un bravo esperto di software: ci vuole un progettista per capire esattamente come muoversi nella costruzione di una commessa.

Quali sono state le maggiori difficoltà che avete affrontato?
La difficoltà maggiore è stata quella di cambiare drasticamente il nostro metodo di lavoro e comprendere che il modello deve essere pensato fin dall’inizio con un importante grado di approfondimento per poter seguire senza errori le diverse fasi. Tutte le informazioni inserite devono essere precise e puntuali, altrimenti andando avanti nella lavorazione è più difficile riuscire a scoprire nella vastità di numeri che riporta il modello quelli discordanti.

Secondo qualcuno implementare questa metodologia porta ad una progettazione sempre più assistita che limita la creatività. Lei cosa ne pensa?
Noi siamo un piccolo studio di qualità, e non credo che questo strumento ci abbia cambiato nel modo di affrontare e procedere con il nostro lavoro. Ci ha semplicemente supportato. Sicuramente esiste una fase iniziale in cui sembra che il programma di progettazione tridimensionale ti limiti, soprattutto per quanto riguarda la rappresentazione grafica, ma bisogna utilizzarlo e approfondire le possibilità di questo strumento per rendersi conto che offre in realtà molte più possibilità dell’approccio tradizionale.

Può raccontarci di alcuni progetti recenti che sono esemplari del vostro percorso nell’implementazione del BIM?
Il primo progetto cui abbiamo lavorato con il nuovo approccio è adesso in fase di cantiere, ed è un intervento residenziale in via Montecatini, tra via Solari e via Cola di Rienzo a Milano, che si estende su una superficie di 4500 metri quadrati di slp ed è composto da due blocchi di edifici esterni e due interni a patio nel giardino. Una fase molto complicata è stata la trasposizione dell’esecutivo da un modello bidimensionale a uno a tre dimensioni. Un progetto per noi di grande importanza è quello del complesso residenziale di via Silva, su una superficie di 1200 metri quadrati, costituito da tre blocchi. Il lotto comprende due edifici di 5/6 piani lungo via Silva e via Flavio Gioia e un edificio più alto di 19 piani, che si affaccia sulla città e sul parco di Citylife. Un’altra sfida che abbiamo affrontato in questo processo è stata la riqualificazione di un edificio esistente in via Vittoria Colonna, sempre a Milano; devo dire che questo progetto è risultato un po’ complesso, soprattutto nel momento in cui si è trattato di confrontarsi nella realtà con la demolizione e ricostruzione di parti di edificio.

 

 

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Calzoni Architetti è uno studio attivo a Milano da oltre 30 anni, e ha sviluppato progetti per varie tipologie di nuove architetture - residenze, uffici, spazi commerciali e per l'intrattenimento, architettura del paesaggio - oltre che progetti di conservazione di edifici storici. Dal 2014 ha iniziato a utilizzare la metodologia BIM nelle diverse fasi di sviluppo dell'attività di progetto, intraprendendo un percorso di radicale trasformazione delle dinamiche operative.
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Giornalista della redazione di BIMportale, professionista della comunicazione e del marketing per il settore AEC – Architetture Engineering & Construction. Ha lavorato per molti anni nell’editoria B2B dirigendo una delle principali testate specializzate per l’industria delle costruzioni, per la quale è stato autore di numerosi articoli, inchieste e speciali. Durante questa lunga esperienza editoriale ha avuto modo di vivere e monitorare direttamente l’evoluzione del settore e la sua continua trasformazione, lavorando a stretto contatto con i principali protagonisti del mercato: imprese edili, progettisti, committenti, produttori. Su tali premesse nel 2007 ha fondato l’agenzia di comunicazione e marketing Sillabario, che si occupa delle attività di comunicazione e ufficio stampa di importanti marchi industriali del settore delle costruzioni.