Geoweb: il BIM per creare valore

Nel Facility Management la digitalizzazione di immobili e impianti non basta: per creare valore è necessario analizzare i processi, tradurre i dati in valore aggiunto e adottare una soluzione tecnologica ad hoc.
Gruppo Filippetti nasce ad Ancona nel 1974 come concessionaria di sistemi informatici; la sua offerta si è presto evoluta verso la system integration applicata al mondo industriale e alla digital transformation, verso il mondo IoT (Internet of Things) e verso un uso smart delle tecnologie digitali, anche in ambito building & constructions. All’interno del Gruppo Filippetti ci sono diverse aziende: quella che sviluppa tecnologia BIM si chiama Geoweb Italia srl; c’è anche una società di ingegneria – Evolvea srl – che utilizza la metodologia BIM per i suoi progetti. Ci illustra questa realtà Roberto Bagagli, Business Leader per le soluzioni BIM del Gruppo Filippetti.

Ci può descrivere Geoweb?
Geoweb Italia Srl fa parte del Gruppo Filippetti dal 2014. È l’azienda proprietaria di Geoweb, una piattaforma per la gestione di territori, infrastrutture e patrimoni. La piattaforma Geoweb è stata creata da DBCAD Solution (gruppo ESC), società di cui io sono stato il fondatore, oltre 25 anni fa, specializzata in tecnologie CAD, GIS e BIM e nella progettazione e realizzazione di sistemi informativi territoriali e patrimoniali. Da DBCAD Solution è nato lo spin-off Geoweb dal quale, cinque anni fa,è sorta l’azienda in cui il Gruppo Filippetti è subentrato come proprietario al 51%. Oggi Geoweb Italia Srl può contare sulle competenze di circa 40 persone, tra collaboratori e dipendenti.

Come avete approcciato il tema BIM?
Geoweb Italia sviluppa sul BIM tecnologie per i propri clienti e soluzioni per il mondo facilityda più di 20 anni, mi ricordo ancora il nostro primo sistema lanciato in quest’ottica: era il 2001, si chiamava già Geoweb ed era basato su tecnologia Autodesk e su Revit, creato per la gestione immobiliare a partire dai dati. Allora non si parlava di BIM, ma di parametrico 3D; non c’erano le definizioni e le normative di oggi, ma le tecnologie erano già orientate verso questa linea. Poi è arrivata la standardizzazione BIM che ha semplificato i processi e ha allargato il
mercato, sono nati gli standard che hanno abilitato la diffusione a cui stiamo assistendo.
Oggi lo sviluppo di Geoweb è orientato all’implementazione e all’uso dei modelli BIM in tutto il ciclo di vita di un immobile o di un’opera. I modelli BIM possono essere infatti caricati e verificati sia in fase di progettazione che in corso d’opera per poter poi essere utilizzati nella fase di gestione. Con Geoweb è possibile creare applicazioni tecnico-gestionali, basate su standard e protocolli ‘aperti’, completamente personalizzabili.

Come avete organizzato il vostro organico?
Siamo esperti nell’analizzare i processi di business dei nostri clienti e nel digitalizzare la gestione del patrimonio edilizio. Questo ci porta alla necessità di avere all’interno del nostro staff persone che abbiano competenze sia informatiche sia di processo, esperienza oltre che competenza tecnologica. Le figure professionali che abbiamo al nostro interno sono consulenti e analisti di processo.Per quanto riguarda ilmondo informatico,il nostro team è composto da sviluppatori con una profonda conoscenza di tutti i prodotti BIM. Nell’azienda di ingegneria Evolvea di Gruppo Filippetti ci sono anche persone certificate, che hanno seguito corsi e master universitari, qualcuno è anche dottore diricerca sul tema BIM.
Tutto il nostro staff è attento non solo allo sviluppo e all’utilizzo in sé dei programmi BIM, ma all’innovazione più in generale.

Qual è secondo lei il livello di adozione del BIM in Italia? Lo scambio di dati e la collaborazione sono una realtà o ci sono delle criticità ancora da superare?
Credo che le maggiori criticità siano legate al fatto che chi produce il dato non sempre riesce a trarne realmente valore. L’interesse del mercato è alto, ma il potenziale valore che il BIM può generare non sempre è espresso pienamente.
Il mercato ha tante facce,stiamo assistendo a una crescita delle competenze e a un aggiornamento professionale a livello ingegneristico in ottica digitale. Il mercato dei servizi, della formazione e dei software si alimenta molto da questi canali. Ma i veri stakeholder del BIM sono coloro che riescono a trarre valore dal dato digitale, quindi i proprietari di immobili e di impianti che dal progetto digitale riescono a ottenere dei benefici reali sui costi operativi di gestione del patrimonio. Noi puntiamo quasi esclusivamente a quest’ultimo segmento di mercato.

Quali sono i benefici che i grandi proprietari di asset immobiliari e di impianti possono trarre dal BIM?
I benefici possono essere diversi e la nostra consulenza è proprio finalizzata a capire il punto di ritorno dell’investimento del cliente. Non sempre è così facile tradurre in effetti concreti quella che di fatto è una definizione concettuale del ritorno, ci sono modelli di business che non hanno ritorni diretti e sono quindi più difficili da misurare, tutto è legato a un valore intrinseco del patrimonio immobiliare o strumentale. Se il patrimonio produce una rendita alta, allora c’è interesse nella digitalizzazione. Viceversa, non basta avere un modello BIM per ottenere benefici, non ha senso digitalizzare un patrimonio che non produce reddito. Solo tramite una consulenza e un’analisi dei processi dei clienti, capiamo di volta in volta se ci saranno effettivamente benefici, di quale entità saranno, siamo in grado di indicare la strada di ritorno dell’investimento.

Quali attività significative state gestendo in BIM?
Siamo impegnati accanto a grandi clienti e grandi proprietari immobiliari che operano sia nel mondo finanziario sia nel mondo degli impianti, li accompagniamo nei processi di digitalizzazione. Ciò che ci contraddistingue è l’esperienza nel capire quali siano esattamente i vantaggi di ritorno e la capacità di indirizzare gli investimenti.

La committenza privata è sensibile alla novità BIM?
Ci interfacciamo con una committenza privata e con il settore delle utilities, ovvero realtà private ma partecipate dal pubblico che gestiscono servizi pubblici. In entrambi i casi, la sensibilità è alta: il mercato chiede espressamente di integrare la metodologia BIM nei progetti e tutti hanno la percezione che la digitalizzazione possa essere utile e portare benefici.

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, lavora da molti anni nell’editoria B2B per la stampa tecnica e specializzata. Ha scritto a lungo di tecnologia, business e innovazione. Oggi orienta la sua professione nel campo delle tecnologie applicate alla progettazione architettonica e all’imprenditoria delle costruzioni.