Nuova piscina a Lavis

La nuova piscina del comune di Lavis, in provincia di Trento, sarà una struttura moderna e andrà a sostituire quella esistente: il vecchio impianto natatorio infatti, non rispondendo più ai canoni di sicurezza e di efficienza, sarà demolito e lascerà spazio alla nuova costruzione. La R.T.P che si è aggiudicata la gara indetta dal Comune di Lavis per la riqualificazione è composta da Ars Engineering con sede a Rovereto, mandataria e responsabile della progettazione architettonica e strutturale, e da T.e.s.i. Engineering con sede a Trento responsabile della parte impiantisca.

Con il vecchio impianto chiuso da più di due anni, l’esigenza dell’amministrazione comunale era quella di accorciare il più possibile i tempi per la riqualificazione e la riapertura della piscina al pubblico. Nonostante non fosse esplicitamente richiesto nel bando di gara, per rispondere in modo puntuale alle esigenze progettuali, i professionisti hanno deciso di gestire la commessa utilizzando il BIM.

La genesi del progetto in BIM e le difficoltà iniziali

Nel settembre 2018 il Comune di Lavis ha pubblicato un bando di “manifestazione di interesse per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva dei lavori di riqualificazione piscina comunale”; nel bando si specificava che la progettazione doveva essere fatta con metodologia BIM.

Il Comune di Lavis, però, poche settimane dopo il primo bando, ne ha ripubblicato uno nuovo che faceva riferimento alla progettazione tradizionale, eliminando ogni requisito legato al BIM.media item

Qualche mese dopo, nel febbraio 2019, in occasione di un convegno promosso da l’Ordine degli Architetti di Trento, intitolato “Il BIM: una sfida per i progettisti e le pubbliche amministrazioni”, si tornò a parlare del bando. “Il Segretario comunale di Lavis, Mariano Carlini, invitato a raccontare la vicenda, aveva riconosciuto le difficoltà dell’amministrazione comunale, non ancora pronta a gestire un bando in BIM senza essere attrezzata sia dal punto di vista tecnologico sia in termini di risorse umane e competenze. Comprendevano i vantaggi della metodologia, motivo per cui avevano promulgato un primo bando con riferimenti espliciti al BIM, ma si erano resi conto che mancava non solo la cultura necessaria, ma soprattutto la struttura organizzativa, hardware e software per gestire un progetto BIM seguendo i dettami del DM. 560/2017. Partire con un progetto BIM senza prerequisiti avrebbe esposto il Comune a contenziosi con i professionisti” spiega l’Architetto Giuseppe Cavaleri, che aveva organizzato e moderato il convegno. Giuseppe Cavaleri è titolare delle studio di Architettura A.d.a e socio fondatore di BIM-G, società che si occupa di servizi e consulenza per l’implementazione del BIM.media item

La R.T.P. che si è aggiudicata la gara, tuttavia, essendo a conoscenza della vicenda, ha deciso di sposare in toto il processo BIM. “Forte della mia decennale esperienza in ambito BIM ed il mio impegno nella sensibilizzazione sul tema, la mandataria Ars Engineering mi ha coinvolto per concorrere a seguire tutte le fasi del processo” racconta Giuseppe Cavaleri che in qualità di consulente BIM e Coordinatore, ha seguito il progetto fin dall’inizio.

Il progetto BIM
I progettisti della R.T.P. una volta stabilita la volontà di lavorare in BIM, hanno svolto un primo incontro mettendo a verbale gli obiettivi della progettazione, i livelli, le fasi, i tempi, i compiti di ognuno. Tutto questo è stato trascritto in un BEP (Bim Execution Plan), nel quale sono state fissate le regole comuni e i contenuti informativi a cui tutti potevano accedere. “Il BEP è stato suddiviso in due sezioni, una gestionale e l’altra tecnica; quest’ultima è stata fondamentale per il coordinamento del naming dei file, dei livelli e degli oggetti basato su codici e campi, in modo da creare un linguaggio comune.

Proseguendo in ordine temporale si è testato l’apparato tecnologico, in prima battuta con il server di rete e in un secondo momento con un servizio cloud (Dropbox) creando al suo interno un ambiente di condivisione dei dati (CDE) scomposto in fasi di lavoro. Dopo aver predisposto l’infrastruttura tecnologica e le linee guida da adottare, si è preparato il file URS (Unique Reference System), privo di qualsiasi oggetto tridimensionale e costituito da elementi spaziali e dal sistema di coordinate da condividere. In questo modo, og

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ni file che veniva generato per il progetto, acquisiva dal URS il sistema di riferimento e i vari elementi spaziali. Si è deciso di lavorare con due file centrali, uno per l’architettonico e l’altro per gli impianti, linkati tra di loro e aggiornati giornalmente.

Lo stato di fatto è stato modellato nella fase di rilievo per mezzo di una nuvola di punti georeferenziata. Le fasi di progettazione architettonica, strutturale e impiantistica sono state realizzate in contemporanea e con cadenza settimanale si eseguivano la verifica di coordinamento del modello e le riunioni dei team di progettazione. Infine, una volta risolti tutti i nodi progettuali, si è passati alla fase di impaginazione ed estrapolazione dei dati informativi e di quantità, necessari per ottenere l’autorizzazione” racconta l’Arch. Cavaleri.

Il BIM tra valore aggiunto e criticitàmedia item
La scelta di lavorare in BIM ha portato alcuni vantaggi: “È indubbio che questo processo porta enormi vantaggi alla committenza, che si ritrova, prima di iniziare i lavori, il gemello digitale del manufatto nel quale sono già stati affrontati e risolti tutti i nodi costruttivi del progetto. Il modello digitale acquisisce man mano tutte le informazioni che si implementano in ogni fase del processo informativo; risiedono in un unico data base, facilmente interrogabile da tutti gli attori del processo edilizio, che in tal modo è sempre aggiornato e coerente” spiega Cavaleri.

Le criticità, sono state principalmente legate alle tempistiche della fase progettuale: “L’adozione della metodologia BIM presuppone che il gruppo di professionisti coinvolti nel processo edilizio lavori in maniera interoperabile all’interno di un modello virtuale entro cui vengono co progettati anche i metodi e gli standard, che per loro natura, sono differenti da un processo tradizionale; questo presuppone che le risorse umane abbiano una consapevolezza tecnica e tecnologica specifica e vi è la necessità di avere figure specializzate che ottimizzino gli strumenti e i processi. Tutto ciò dilata i tempi nella fase progettuale, che a volte non collimano con quelli imposti da un contratto di tipo tradizionale: il BIM nasce per risolvere i problemi complessi dentro il modello digitale, dunque intercetta i problemi e virtuosamente non permette di rinviarne la risoluzione durante l’esecuzione dei lavori. Nel caso specifico della piscina di Lavis, siamo riusciti a risolvere tante problematiche nella fase autorizzativa” racconta Cavaleri.

I software BIM utilizzati e la virtual reality
Per realizzare il modello BIM della nuova piscina comunale di Lavis il team di progettazione ha utilizzato i software della galassia Autodesk, soprattutto Revit per gli aspetti architettonici, di impianti e strutture, ma anche Autodesk ReCap, BIM 360 Design e Navisworks per le clash detection.media item

Usando solo file nativi e non avendo problemi di compatibilità non abbiamo avuto nessuna perdita di dati o problemi di adattabilità con le geometrie” commenta l’architetto Cavaleri.

Dopo aver completato la progettazione, il modello è stato esportato in formato adatto per essere utilizzato su Unity (famoso software per la sviluppo dei video giochi e altri contenuti interattivi) per creare un file da potere visualizzare con il visore Oculs Quest, in una esperienza immersiva tramite la realtà virtuale. “Avevo già lavorato insieme all’architetto Danilo Dalla Brida nella realizzazione di esperienze virtuali con visori stand alone, ma solo su piccola scala, come appartamenti e bar, con pochi oggetti e texture. Poiché la piscina è un progetto complesso, il risultato su un visore stand alone, con Oculus Quest, non era scontato ma alla fine grazie anche all’esperienza di Dalla Brida siamo riusciti a produrre un’esperienza immersiva, permettendo all’amministrazione di visitare il progetto in scala 1:1 e di muoversi all’interno del modello che simula la realtà, intuendone la percezione dello spazio” conclude il coordinatore.

Il progetto in breve
Lavori di riqualificazione della piscina comunale di Lavis
Tipologia: edilizia sportiva
Luogo: Lavis (TN)
Committente: Comune di Lavis
Progettazione architettonica e strutturale: Ars Engineering di Rovereto, Ing. Gianpaolo Bonani
Progettazione impiantistica: T.e.s.i Engineering Srl di Trento, Ing. Lorenzo Strauss
RUP: Dott. Mariano Carlini
Anno: 2020/in corso

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, lavora da molti anni nell’editoria B2B per la stampa tecnica e specializzata. Ha scritto a lungo di tecnologia, business e innovazione. Oggi orienta la sua professione nel campo delle tecnologie applicate alla progettazione architettonica e all’imprenditoria delle costruzioni.