Parallel Digital, il BIM dal concept al cantiere

Parallel Digital è una società specializzata in BIM management e nell’uso del digitale nel processo delle costruzioni. BIMportale ha intervistato i suoi fondatori, Alessandro Cambi, Francesco Marinelli e Paolo Mezzalama. 

Potete tracciare un breve profilo dell’impresa?
Parallel Digital è una controllata della nostra società di progettazione It’s, con sedi a Roma, Ginevra e Parigi che si rivolge al mercato globale. I principali servizi che forniamo ai clienti sono coordinamento del progetto e gestione del progetto BIM, dalla fase del concept a quella di cantiere. La società coordina una squadra di 30 persone.

Come avete approcciato il tema BIM e come lo avete implementato nella vostra realtà?
La società lavora da sempre in ambiente BIM, con un’esperienza pluriennale alle spalle già consolidata: lavoriamo in ambiente BIM già dal 2010. Attraverso il BIM, Parallel Digital punta all’innovazione nel settore delle costruzioni e ad innescare dei cambiamenti nella gestione del ciclo di vita di un edificio e delle infrastrutture in generale. L’immediata conseguenza di questi cambiamenti è la rimessa in discussione della logica che regola i rapporti fra le diverse discipline e le imprese. La metodologia BIM impone un lavoro di gruppo che si traduce in nuove sinergie, nuove forme di collaborazione e nuovi profili professionali. Da sempre abbiamo spinto il progresso normativo della metodologia BIM, quindi non possiamo che guardare con grande interesse alla sua evoluzione, tenendo in considerazione gli scenari si stanno delineando.

Come siete strutturati?
La struttura della società si compone di tre dipartimenti: il primo, gestionale, si occupa di BIM Management; il secondo, che lavora sinergicamente con il primo, si occupa di BIM Coordination e quindi di gestione delle singole risorse dedicate ad una specifica commessa; il terzo, operativo, composto da figure di BIM Specialist e BIM Modeler e risulta essere più cangiante in funzione delle necessità di una commessa o per dare un contributo alla ricerca continua interna alla società.
Parallel Digital è capace di gestire sia le commesse di BIM Management, che hanno quindi già alla base una regolamentazione della gestione informativa, sia quelle progettuali, dove abbiamo un’impostazione consolidata per lo svolgimento in completa autonomia della commessa e in particolare l’impostazione degli aspetti legati al BIM.
In quest’ultimo caso, la società fa tesoro di tutte le esperienze pregresse e delle conoscenze derivanti dallo svolgimento di commesse sia nazionali che internazionali, andando a definire e tenendo aggiornati gli Standard e le Linee Guida interne con il fine ultimo di ottenere un flusso di lavoro ottimizzato. Ogni commessa costituisce una base di ricerca e di evoluzione.

Quali vantaggi ritenete possa apportare il BIM alla gestione di commessa e alla qualità in generale del vostro lavoro?
Nelle commesse dove ci focalizziamo esclusivamente sulla componente di BIM Consulting, riusciamo a ottenere grande precisione e controllo nella correttezza qualitativa del modello e del progetto in modo trasversale a tutte le competenze coinvolte. Possiamo portare alcuni esempi.
Il progetto per la nuova sede di Confcooper è stato occasione di ricerca e sperimentazione per la valorizzazione e il restauro del patrimonio con un approccio BIM, che ha interessato tutte le fasi, dal processo progettuale, alla produzione degli elementi di cantiere, alla futura gestione dell’edificio : attraverso il modello popolato di dati è stato possibile seguire la vita dell’edificio durante la sua attività e in particolare rispetto ai consumi ed usi dello spazio.
O ancora, la realizzazione di HUB, nostra sede a Roma, il cui progetto è stato utilizzato come case study sia per la gestione del processo, full BIM, che per l’uso della prefabbricazione, e premiato nel 2017 con il BIM Digital Award, con riduzione dei tempi di realizzazione a 6 mesi garantendo il controllo della qualità tecnica ed energetica dell’edificio.

Come cambia il rapporto con stazioni appaltanti e committenza? Lo scambio di dati e la collaborazione è una realtà o ci sono delle criticità ancora da superare?
Affinché il BIM possa efficacemente strutturare i progetti del mondo delle costruzioni, è fondamentale che le Stazioni Appaltanti così come i privati abbiano al loro interno dimestichezza con le logiche del processo edilizio digitalizzato. Allo stato attuale c’è ancora molto da fare, ma aumentano costantemente le aziende e gli Enti che si sono attrezzate in questo senso, ed è sempre più frequente incontrare committenti volenterosi di integrare nel loro modo di lavorare la metodologia BIM. L’uso sempre più diffuso di CDE e piattaforme cloud BIM-oriented al momento rappresentano il piano tecnico di incontro più fecondo per interagire con la committenza, trovando coincidenza con le logiche di funzionamento dei Document Management System di uso consolidato per la gestione delle commesse.

Quali progetti significativi avete già realizzato in BIM?
Attualmente stiamo sviluppando il processo Full BIM del campus universitario Leonard de Vinci a Nanterre (Parigi), progetto sviluppato proprio dallo studio It’s. L’obiettivo è quello di sfruttare il modello sia per la fase di cantiere prevista a partire dal 2021 che per il facility management. Recentemente abbiamo chiuso il coordinamento progettuale tra le varie discipline dell’edificio Spark 2 per Landlease a Milano. Nel 2016 e 2017 abbiamo gestito, in quanto BIM Managers chiamati dallo studio One Works, tutta la progettazione architettonica delle stazioni della metropolitana della linea Red Line North di Doha in Qatar. Molto lavoro di BIM Management lo svolgiamo in Svizzera con una società dedicata.

Qual è secondo voi lo scenario della digitalizzazione delle costruzioni? Quali prospettive, quali sviluppi?
Siamo convinti che il digitale ci offra l’opportunità di leggere in modo nuovo lo spazio, come un organismo di capirne i comportamenti, di valutarne alcuni aspetti, come i consumi, la densità umana o i flussi di movimento reali, offrendoci la possibilità di modificare e intervenire in tempo reale, a tutte le scale di grandezza, dalla stanza alla città.
La città, lo spazio, hanno necessità di strumenti nuovi di intervento, rapidi, e il digitale può offrire questa velocità di interazione. Il digitale può essere alla base di nuove forme di resilienza di cui la città e i nostri modi di vivere hanno un bisogno oramai indiscutibile.

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, lavora da molti anni nell’editoria B2B per la stampa tecnica e specializzata. Ha scritto a lungo di tecnologia, business e innovazione. Oggi orienta la sua professione nel campo delle tecnologie applicate alla progettazione architettonica e all’imprenditoria delle costruzioni.