Quale sarà il futuro degli uffici?

Il passaggio diffuso al lavoro da remoto ha portato a interrogarsi su quale sarà il futuro degli spazi destinati a ufficio. Come cambierà la domanda, sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo? Quale sarà l’impatto sul mondo della progettazione architettonica e delle costruzioni? Quale sarà il ruolo della digitalizzazione?

A queste domande ha risposto il noto sviluppatore immobiliare Coima pubblicando i risultati della ricerca “The Future of Offices”, un’indagine condotta tra ottobre 2020 e gennaio 2021 con un gruppo di aziende aventi uffici in Italia, e in particolare a Milano. L’indagine ha permesso di raccogliere feedback diretti dalle aziende sulle probabili prospettive a medio termine per il prodotto ufficio, tenendo in considerazione la discontinuità portata dalla pandemia Covid-19.

Emerge che l’aumento del lavoro da remoto non minerebbe strutturalmente la necessità di avere spazi ad uso ufficio.

La rilevanza degli uffici e la loro funzione cambierà nel medio termine, da luoghi di “produzione” a luoghi di “interazione” e quindi le caratteristiche degli spazi, dal punto di vista della loro ubicazione e delle loro caratteristiche tecniche e architettoniche, dovranno evolversi per massimizzare il coinvolgimento e la produttività dei dipendenti, stimolando il loro potenziale creativo.

Ad esempio, Coima ritiene che, al fine di favorire un maggior grado di collaborazione tra la forza lavoro, lo spazio destinato alle aree comuni potrebbe aumentare rispetto all’attuale 40% a un livello pari a circa il 50-60%. Non è previsto un aumento degli spazi destinati agli uffici individuali, che saranno sempre più condivisi tra i dipendenti come modo efficiente per gestire l’aumento dell’adozione del lavoro remoto.

Le aziende sfrutteranno la tecnologia per gestire i flussi di persone in un ufficio; i servizi chiave saranno i sistemi di prenotazione e quelli di monitoraggio dell’utilizzo dello spazio.

I fattori determinanti nella scelta di un ufficio
Gli uffici, però, non sono solo strumenti di produttività: circa la metà delle aziende intervistate aggiunge anche che il secondo scopo principale di avere un ufficio è proiettare il marchio aziendale ai dipendenti o ai clienti, quindi gli uffici fungono anche da strumento di identità aziendale. Anche per questo motivo, le società che locano spazi ad uso ufficio molto probabilmente favoriranno in futuro la “qualità rispetto alla quantità” nelle loro decisioni immobiliari, possibilmente optando per ridurre lo spazio locato ma aggiornando le loro sedi per guadagnare in accessibilità, visibilità, sostenibilità e benessere dei loro dipendenti.

Secondo i risultati del sondaggio, il principale fattore alla base della selezione di un ufficio è la posizione dell’edificio stesso, un aspetto su cui il 66% delle aziende intervistate concorda, dimostrando che la selezione di un’area specifica all’interno una città per stabilire la propria sede è il fattore chiave, che domina sugli altri fattori.

Il concetto di “flessibilità” e “qualità dell’edificio” sono i due secondi fattori più importanti alla base della scelta di una sede, qualcosa su cui il 61% delle aziende intervistate è d’accordo.

Il concetto di flessibilità è piuttosto ampio, ma include elementi quali la possibilità di modificare nel tempo i metri quadri complessivi locati nonché la possibilità di recedere dal contratto di locazione a scadenze più brevi (i.e. break options più frequenti).

La qualità dell’edificio è invece principalmente legata alla sua qualità costruttiva, all’efficienza energetica e alle sue prestazioni complessive, qualcosa su cui si concentrano sempre di più le aziende più importanti e lungimiranti.

Sostenibilità e parco immobiliare
Inoltre, Coima ritiene che la crisi scaturita dal Covid-19 possa accelerare la tendenza a sviluppare quartieri resilienti, olistici e di alta qualità progettati secondo criteri ESG misurabili e che questi quartieri attireranno la domanda da parte di conduttori che diventeranno sempre più sensibili a un numero più ampio di aspetti che vanno ben al di là della componente di prezzo.

Quando si tratta di decisioni riguardanti il parco immobiliare e le sedi aziendali, la sostenibilità è considerata importante (o molto importante) dal 97% delle aziende intervistate, riflettendo una tendenza globale che vede le aziende cercare di avere un parco immobiliare che rifletta i propri valori, strategia e politiche di sostenibilità.

Collaborare per creare valore
Secondo la visione di Coima, infine, aziende, investitori, sviluppatori e architetti dovranno lavorare sempre di più insieme, con una maggiore attenzione alla relazione tra spazio ed esperienza, al fine di creare valore sia dal punto di vista finanziario che sociale.

La digitalizzazione avrà quindi un ruolo chiave nell’abilitare la collaborazione tra i diversi attori della filiera.

La ricerca è scaricabile a questo link

 

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, lavora da molti anni nell’editoria B2B per la stampa tecnica e specializzata. Ha scritto a lungo di tecnologia, business e innovazione. Oggi orienta la sua professione nel campo delle tecnologie applicate alla progettazione architettonica e all’imprenditoria delle costruzioni.