Roberto Roncoroni, TECNE: per il BIM è necessaria una maggiore interoperabilità

Da esperto progettista strutturale l’Arch Roberto Roncoroni ha cominciato a occuparsi di BIM nel 2016 quando è stato incaricato di creare un team dedicato per i progetti BIM. Dal 2020 dopo la riorganizzazione del gruppo Autostrade per l’Italia e la nascita di Tecne ha assunto il ruolo di Discipline Leader, BIM e Visual Environment di TECNE Gruppo Autostrade per l’Italia S.p.A.

Quale è stato il suo percorso professionale che l’ha portata al BIM?
Ho incrociato la metodologia BIM in uno stadio avanzato del mio percorso lavorativo. Nel 2014 ho iniziato ad occuparmi di progetti aeroportuali nell’ambito della disciplina strutture per conto della società di Ingegneria di Aeroporti di Roma. Nel ruolo di responsabile di commessa ho seguito diversi progetti strutturali inerenti all’aerostazione Leonardo Da Vinci di Fiumicino. Nel 2016 il gestore, comprendendo i vantaggi offerti dal BIM nella gestione dei suoi asset, impose la progettazione sulla base di questa metodologia per garantire una maggiore efficienza nella fase 6D di facility management. Su questa spinta la mia società mi affidò l’onere di creare un team dedicato ai progetti BIM che prese vita all’inizio del 2017 e nei 5 anni a venire ha accumulato una serie di preziose esperienze progettuali per importi di opere pari a centinaia di milioni di euro come il nuovo Hub di espansione ad Est dell’aeroporto che comprendeva diversi edifici quali nuove stazioni di imbarco, ampiamento di terminal, oltre alle iniziative per conto della divisione Real Estate per  realizzare all’esterno dell’aeroporto numerosi edifici ad uso uffici, Hotel, ecc. fino al dicembre 2020 quando una riorganizzazione delle società del gruppo fece nascere Tecne che rilancio sul team una nuova affascinante sfida: lasciare il mondo del Building per applicare la metodologia BIM nel modo delle infrastrutture lineari.

Quali sono le principali caratteristiche della sua figura professionale?
Da quando ho cominciato ad occuparmi di BIM, ho attraversato diverse fasi: il 2016 è stato un anno di formazione dove ho dovuto studiare processi, strumenti e normative, formare la mia base di conoscenza e competenza dei principi metodologici, comprendere i requisiti attitudinali indispensabili da ricercare nelle risorse del Team per selezionare le migliori personalità in azienda e cercandone eccellenti all’esterno.
Molto presto è arrivata la fase operativa in cui ci siamo trovati a gestire direttamente progetti complessi applicati alla fase di progettazione esecutiva, che mi ha permesso di accumulare esperienza nell’abito della gestione informativa dei processi e nel coordinamento delle informazioni di cui mi sono occupato in prima persona, mantenendo sempre una particolare attenzione alle caratteristiche e potenzialità degli strumenti di modellazione per comprenderne sempre meglio qualità e criticità.
In questo periodo è stato necessario organizzare il team in modo da conciliare le necessità operative di commessa con le inevitabili attività di ricerca e sviluppo che ci hanno permesso a distanza di 5 anni di consolidare un cospicuo pacchetto di processi operativi, standard aziendali e istruzioni tecniche. Ha permesso una crescita costante di tutti componenti del team in termini di conoscenze, abilità e competenze tali da ricevere anche un premio al SAIE di Bologna per il BIM&Digital Award 2018 con il Progetto di un’area imbarchi aeroportuale.
L’anno dopo decisi di elevare il livello professionale richiedendo a ciascun componente del team l’ottenimento della certificazione di esperto BIM secondo i criteri e ruoli stabiliti dalla UNI 11337-7. Io personalmente ho ottenuto la certificazione di BIM Manager e BIM Coordinator nel 2019.
Dal dicembre 2020, con la nascita di Tecne il team si è ampliato di nuove risorse con specifiche competenze connesse alle infrastrutture stradali e ha acquisito la qualifica di ufficio specialistico per le competenze di BIM & VISUAL ENVIRONMENT, dove in qualità di Discipline Leader ricopro il ruolo di responsabile per garantire, con il supporto del mio team, un punto di riferimento per l’Azienda per tutti gli aspetti BIM, tra cui definizione delle strategie e sinergie di implementazione, presidio standard aziendali, documentazione d’appalto, supporto agli uffici specialistici nella definizione dei processi e strategie di modellazione, fornire specifiche tecniche e metodologiche, formazione sugli strumenti digitali, supportare il project management nella verifica e coordinamento del progetto.

Quali vantaggi secondo lei porta il BIM alla progettazione?
Oggi sento molto parlare dei vantaggi che la metodologia BIM porta in termini di tempo nell’esecuzione dei progetti, di risparmi variabili dal 30 fino al 40%. Credo che questo sia un obiettivo sicuramente importante da raggiungere per chi esegue investimenti importanti su strumenti BIM, ma la divulgazione di informazioni di questa entità sembrano seguire motivazioni di carattere commerciale più che reale. Sulla base della mia esperienza mi sento di affermare che la maggiore qualità del progetto è il vero vantaggio che un processo BIM ben applicato può garantire. Strumenti elettronici di coordinamento e di scambio informativo offrono un controllo del progetto ad un livello superiore rispetto ai metodi tradizionali, la gestione del dato nella sua unicità garantisce certezza nella tracciabilità dell’informazione e sempre più sofisticati strumenti di modellazione parametrica permettono una precisione assoluta nell’esecuzione di geometrie complesse. Rimangono aspetti di miglioramento rispetto alla progettazione di tipo tradizionale come l’aspetto grafico degli elaborati, ad oggi trattati nella maggior parte dei casi in modo minimale con l’obiettivo indispensabile al trasferimento dell’informazione in quanto un editing più accurato per garantire maggior chiarezza e leggibilità all’elaborato grafico comporta ancora oggi un effort non trascurabile.

Come si lavora in BIM all’interno della sua realtà aziendale?
La nascita di Tecne ha dato avvio ad una serie di cospicui investimenti che hanno migliorato notevolmente il modo di lavorare in azienda. Traspare chiara nelle intenzioni del gruppo la voglia di creare un polo di eccellenza dell’ingegneria nell’ambito delle infrastrutture stradali a beneficio del paese e della collettività, dandosi una struttura organizzativa che favorisce la qualità e lo sviluppo della disciplina dell’ingegneria aprendo collaborazioni con le migliori università e centri di ricerca italiani, agevolando piani di assessment e crescita delle competenze del personale, cura all’ambiente di lavoro e alla sua flessibilità, ingresso di nuove risorse con specifiche e ricercate competenze, ricerca primaria di soluzioni sicure, innovative e sostenibili.
Tutto questo impegno si riversa ovviamente anche sull’ufficio da me rappresentato offrendo opportunità di crescita e miglioramento professionale stimolanti e appaganti che ci permettono di cimentarci in terreni ancora poco esplorati in ambito BIM.

Può raccontarci qualche progetto su cui sta lavorando?
Una delle opere che ho piacere di segnalare è la galleria artificiale fonica San Donnino in quanto è l’ultima in fase di produzione e perché è un’opera compresa nel progetto di potenziamento del sistema autostradale e tangenziale di Bologna indicato come asset strategico per la viabilità nazionale. È un progetto che ha interessato le fasi di progettazione autorizzativa e tecnologica (UNI 11337-1) e per la sua delicatezza ha visto coinvolte nostre risorse interne per l’80% della produzione.
L’intervento ha comportato la sostituzione di una barriera fonica esistente con una galleria di lunghezza pari a circa 550 m, funzionale alla protezione acustica per i quartieri residenziali limitrofi e a garantire la continuità del contesto attraverso la realizzazione di un parco pubblico a beneficio della collettività sulla copertura della galleria.
Il progetto ha comportato la demolizione e rifacimento di opere interferenti (cavalcavia San Donato) e la protezione di opere esistenti (cavalcavia ferroviario) oltre alla realizzazione di diverse opere complementari (portali a messaggio variabile), alcuni di essi della luce di un campo da calcio.
Le attività di progettazione hanno coinvolto modelli multidisciplinari nei tre ambiti classici dell’architettura, strutture e impianti, gestendo tutte le attività di coordinamento e computazione attraverso il solo utilizzo dei formati open BIM. La scelta di puntare in maniera così spinta sui formati interoperabili ha richiesto un notevole investimento in termini di tempo e risorse. Siamo così convinti dell’utilizzo di questi formati che ci vede come ufficio impegnato a dare il nostro contributo al Gruppo di lavoro IfcRoad promosso da Building Smart Italia con la collaborazione dell’università di Padova per la definizione degli standard IFC dedicati alle infrastrutture stradali.
Mi preme segnalare anche gli obiettivi a livello di gruppo dove Autostrade per l’Italia ha dato avvio a molteplici Piani di Assessment di durata pluriennale su vari asset della rete, finalizzati al raggiungimento di uno stato di conoscenza profondo delle strutture, da mantenere aggiornato tramite piani di sorveglianza continua delle opere d’arte, e a valutarne le prestazioni e il livello di sicurezza ai fini di una gestione più consapevole del patrimonio infrastrutturale.
La gestione di questo patrimonio digitalizzato avverrà con il supporto della tecnologia per garantire un nuovo approccio manutentivo sistematico, strutturato, informatizzato e basato sull’intelligenza artificiale per gestire una rete infrastrutturale che si estende per circa 3000 chilometri lungo il territorio nazionale e contempla circa 1950 tra ponti e viadotti, circa 2000 cavalcavia e quasi 600 gallerie, realizzati a partire dagli anni ‘60.
L’ambiziosa iniziativa segnerà un cambio di passo nella gestione e manutenzione delle opere infrastrutturali dove la metodologia BIM rappresenterà una componente fondamentale e Tecne in collaborazione con il Politecnico di Torino, unirà le sue competenze alle altre eccellenze del Gruppo Autostrade come ASPI, Movyon e di esperti consulenti quali IBM e Fincantieri NexTech per potenziare la sicurezza di tutte le infrastrutture complesse, come viadotti, ponti e gallerie.

Quali sono secondo lei le prospettive future del BIM in Italia?
Credo che in Italia il percorso sia ormai tracciato senza possibilità di tornare indietro. Con il decreto 560/2017 sono stati fissati i tempi di introduzione del BIM e, anche se il trend di aumento è ancora lento, sono sempre di più le stazioni appaltanti pubbliche che richiedono nei propri bandi la realizzazione di opere attraverso la metodologia BIM.
La stessa UNI con il pacchetto di norme 11337 ha offerto un punto di riferimento per la gestione digitale dei processi informativi nelle costruzioni e il mercato è sempre più alla ricerca di esperti BIM certificati.
Ancora tanto lavoro rimane da fare da parte delle aziende produttrici degli strumenti di modellazione in tema di interoperabilità, lo scambio informativo tra software deve diventare più fluido e mantenere il passo con le versioni più aggiornate dei formati open BIM soprattutto in ambito infrastrutturale.
Il treno è ormai in corsa e sembra difficile fermarlo.

 

 

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e nuove iniziative da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.