VALLE3.0: contribuire all’evoluzione della progettazione

Lo studio VALLE3.0 nasce nel 2016 e i suoi fondatori Gilberto, Emanuela, Maria Camilla e Silvano Valle, fin da subito decidono di sviluppare i propri progetti in BIM grazie alle nuove tecnologie e ai processi all’avanguardia come ci racconta l’Arch. Emanuela Valle.

Come nasce VALLE3.0 e come avete deciso di implementare il BIM nei vostri processi?
Lo studio VALLE3.0 nasce da un gruppo di professionisti che hanno unito le loro esperienze nell’Architettura, nell’Ingegneria Civile, nell’Urbanistica e nei Trasporti, che possono supportare il cliente in tutte le fasi progettuali, con servizi integrati che comprendono: studi di fattibilità, progetti definitivi, elaborazione del progetto esecutivo, direzione lavori e sicurezza.
Quando abbiamo deciso di aprire il nostro studio ci siamo resi conto di quanto fosse importante fin da subito implementare le nuove tecnologie e avvicinarci al mondo del BIM di cui in Italia si stava appena incominciando a parlare. Oggi il nostro team è composto da architetti, ingegneri, economisti e consulenti specializzati in BIM, in grado di eseguire progetti altamente complessi, quali aeroporti, stazioni, strutture sanitarie e sportive, istruzione, infrastrutture, direzionale e ricettivo.

Come vi siete organizzati per implementare il BIM?
Noi veniamo da una generazione in cui si usava ancora il tecnigrafo ma la nostra esperienza nella progettazione ci ha fatto capire l’importanza di uno strumento come il BIM e abbiamo quindi affiancato a figure senior esperte giovani con un’approfondita conoscenza dei software e dei processi. Le competenze complementari hanno reso più facile portare avanti la nostra trasformazione digitale.

Quali vantaggi riscontrate nella progettazione BIM?
Il BIM ci consente di avere il pieno controllo di tutti i processi di progettazione, costruzione, gestione e manutenzione dell’opera. Portiamo avanti un processo produttivo sempre più digitalizzato e standardizzato che ci permette una collaborazione costante con tutte le professionalità coinvolte verificando le interferenze e le incongruenze tra i diversi settori di applicazione architettonico, strutturale, impiantistico, energetico. Questi processi vengono condivisi e integrati nel modello tridimensionale e parametrico che permette di risolvere tutte le problematiche e gli errori prima di arrivare alla fase di cantiere ottimizzando temi costi e risorse impiegate.

Quale progetto ritenete significativo per il vostro approccio BIM?
Lavoriamo in BIM sin dalla nostra costituzione anche se non era espressamente richiesto dai committenti e non esisteva l’obbligatorietà di legge. Il primo progetto in cui il BIM è stato inserito nel contratto è il progetto del Terminal Ro-Ro e dell’interfaccia del Porto di Palermo, questo per noi rappresenta una pietra miliare. In particolare, l’esecutivo dell’Interfaccia è stato realizzato con grado di definizione LOD E, tra pochissimo tempo sarà messo alla base di una gara di appalto per la realizzazione e quindi sarà sottoposto alla prova della costruzione. Si tratta di un progetto di riqualificazione urbana di una parte della città molto complessa essendo la soglia tra la città stessa e il suo mare. L’interfaccia è il nuovo fronte mare della città di Palermo: parco urbano con una terrazza-promenade sul mare con attività commerciali e contemporaneamente piattaforma di imbarco/sbarco passeggeri. Il progetto ha la volontà di riconsegnare a Palermo il suo waterfront permeabile e infrastrutturale, attento alla sostenibilità e consapevole del luogo in cui si inserisce. L’obiettivo è stato quello di cogliere l’occasione di valorizzare il binomio indissolubile tra città e mare.
Grazie alla natura multidisciplinare del team di progetto e al confronto continuo con i responsabili dell’Autorità Portuale è stato garantito un percorso integrato di verifica di carattere gestionale, procedurale, economico, funzionale, architettonico, prestazionale/impiantistico, strutturale e relazionale, soprattutto l’uso del BIM ha permesso di tenere sotto controllo il progetto che per richiesta della Committenza deve essere realizzato per fasi, ed è stato possibile verificarne i costi e le fasi di cantiere.
Tutte le discipline della progettazione, architettonico, strutturale, impianti, hanno realizzato il progetto in ambito BIM attraverso l’elaborazione di modelli tridimensionali virtuali con contenuto informativo e grafico. La gestione dei modelli e dei loro contenuti è stata soggetta a verifiche periodiche permettendo il controllo puntuale degli elementi e la migliore integrazione di tutte le discipline specialistiche. L’attività di computazione in ambito BIM ha consentito di effettuare la verifica di tutte le quantità degli elementi presenti nei modelli.

Cosa pensate dello sviluppo del BIM nel nostro Paese?
La strada è sicuramente tracciata, ma ancora purtroppo la committenza, soprattutto quella pubblica, non ha ancora compreso il reale valore di poter avere a disposizione un modello BIM. Le stazioni appaltanti non hanno gli strumenti e la formazione necessari per poter gestire un modello e questo rallenta sicuramente tutto il processo produttivo. C’è quindi ancora molto da lavorare per poter avere una reale e piena diffusione del BIM.
Noi siamo sicuri di quanto sia fondamentale per rendere i processi operativi più fluidi e controllare il progetto in ogni fase, ma credo manchi ancora una vera cultura del dato.

 

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e nuove iniziative da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.