Sopraelevazione sede centrale Banca Sella a Biella

A qualche anno di distanza dal completamento dell’edificio della sede centrale della Banca Sella a Biella, lo Studio Francesco Bermond des Ambrois FbdA – Fabbrica di Architettura ha accettato la sfida di firmare anche il progetto della sopraelevazione, che doveva mantenere lo stesso stile dell’edificio sottostante, con una visione però più contemporanea e in linea con i tempi. In questo nuovo approccio fondamentale è stato l’utilizzo del BIM, non espressamente richiesto dalla committente ma fortemente voluto dallo studio di progettazione, che applicando la metodologia ha potuto sviluppare il progetto nel rispetto di un complesso iter autorizzativo, di un programma della committente in continuo sviluppo ed aggiornamento, con il controllo di tempi e costi come posti in obbiettivo.

Il progetto
L’edificio oggetto del progetto è la sede centrale dell’Istituto Bancario Banca Sella, in Biella, progettato e realizzato dall’architetto Francesco Bermond des Ambrois con il suo precedente studio, prima di creare FbdA – Fabbrica di Architettura, con il quale ha firmato l’ampliamento. L’immagine generale dell’edificio è improntata alla semplicità e alla sobrietà: si tratta di un contenitore terziario direzionale e polifunzionale, ispirato a un’immagine di solidità e trasparenza che sposa la scelta di tecnologie nei serramenti e nei rivestimenti affiancandole, però, a materiali tradizionali.
Esternamente l’edificio ha uno sviluppo lineare. Il volume si divide in due corpi distinti, in comunicazione tra loro, fatto salvo per il piano del portico. Per quanto riguarda la distribuzione interna entrambi i blocchi possono essere trasformati facilmente a seconda delle destinazioni d’uso più consone alle necessità della committente.
La consegna dell’edificio sulla quale è stata poi realizzata la sopraelevazione era avvenuta nel 2010, e a cinque anni di distanza la crescita aziendale ha richiesto la creazione di nuovi spazi attivando il processo che ha portato all’ampliamento. Il progetto prevede la sopraelevazione di un piano per circa 850 m² occupando l’esistente piano attico al livello +6 e realizzando un altro lastrico solare al piano +7. La necessità di mantenere il vantaggioso rapporto con il gestore di energia ha imposto la realizzazione di una nuova pergola fotovoltaica di fatto al piano +8 rilocalizzando il sistema fotovoltaico preesistente esattamente come prima ma ad una quota maggiore.
Questa nuova configurazione ha dato la possibilità di creare un nuovo terrazzo rooftop con accessibilità a tutti i dipendenti e con la possibilità di essere una location esclusiva per eventi aziendali sfruttando la vista a 360° sul territorio e sulle montagne biellesi.
La richiesta della committente era stata quella di avere un ampliamento che in qualche modo condividesse l’immagine dell’edificio sottostante rappresentata però attraverso  uno sguardo nuovo in grado di interpretare i cambiamenti degli ultimi anni.

L’utilizzo della metodologia BIM
Gli anni passati dalla conclusione del progetto al suo ampliamento hanno portato a una maturazione anche nell’approccio dei progettisti che da subito hanno individutato nella metodologia BIM, già largamente utilizzata dalla studio per la progettazione preliminare e il coordinamento interdisciplinare, l’approccio migliore per un controllo reale dei costi e dei tempi di esecuzione e la gestione di una commessa che anche in fase di cantiere non ha mai interrotto l’attività dei 750 lavoratori dell’edificio che hanno continuato le loro normali attività lavorative.
Le intenzioni della proprietà”  – racconta l’Arch.Francesco Bermond des Ambrois “non erano quelle di utilizzare la metodologia BIM ma abbiamo introdotto questo metodo nel progetto in quanto questo rappresenta il metodo normalmente utilizzato dallo studio per lo svolgimento di qualsiasi commessa. Il modello BIM creato dallo studio è stato creato sulla linea che la norma italiana UNI 11337 ha intrapreso durante la sua redazione, ma non essendo ancora uscita al tempo ha adottato come riferimento la normativa PAS 1192 del 2013 inglese già matura.”

“Abbiamo applicato metodi standard codificati attraverso format e template in uso nello studio derivati da indicazioni offerte dalle case fornitrici dei software utilizzati pertanto già sperimentati. Non essendo stato previsto dalla proprietà un metodo di controllo sul modello non è stato creato un Ambiente di condivisione dei dati. ACDdat completo e normato in tutte le sue parti ma è stato utilizzato un sistema cloud con cartelle condivise tra i professionisti, impresa e committente, dove venivano caricati sia gli aggiornamenti degli elaborati grafici sia parti del modello rappresentate in base alle esigenze. È importante sottolineare che i metodi sono rigorosamente allineati ad una concezione Open BIM nel rispetto dei principi di legge in merito al divieto di utilizzare nelle consegne ultime formati informatici proprietari”.

Anche le collaborazioni e l’interoperabilità sono stati gestiti secondo sistemi ad hoc.

Se dovessimo classificare il modello si potrebbe attribuire un approccio al livello 2 di maturità BIM.” – prosegue l’Arch Bermond des Ambrois – “La base dei dati è stata contenuta su un server proprio dotato di accesso anche in modalità remoto. Essendo il progetto l’ampliamento di un edificio progettato precedentemente dagli stessi professionisti è stato naturale inserire il modello nell’ambiente informatico già in nostro possesso utilizzando lo stesso sistema di coordinate e arricchendolo della dovuta georeferenziazione.” Assieme agli aggiornamenti degli elaborati grafici, tecnici nelle varie fasi di progetto veniva fornito un nuovo modello IFC aggiornato del modello. “Al tempo del modello essendo ancora molto incompleta la normativa italiana sul BIM la definizione dei modelli ha seguito standard LOD della normativa inglese stimando una media ponderata i modelli architettonici, strutturali e impiantistici i LOD utilizzati hanno spaziato da LOD 200 a LOD 400 per alcune parti che sono state molto approfondite per valutazioni specifiche”.

È stato proposto alla committente l’utilizzo di un modello centrale per rendere più fluido il processo di progettazione e dare la possibilità alla committente di essere partecipe dell’evoluzione delle fasi di lavoro questo permettendo quindi per annullare ripensamenti o troppi cambiamenti in corso d’opera.
La possibilità di lavorare su un modello BIM ha permesso anche lo studio dell’irraggiamento solare per il posizionamento dei lucernari a soffitto e la scelta delle soluzioni migliori simulando le azioni del sole. Nel rigoroso rispetto dei tempi gli elaborati definitivi sono stati estrapolati dal modello diventando progetto esecutivo di appalto.
Seppur non richiesta dalla proprietà, la metodologia BIM ha offerto straordinari strumenti di dialogo ed interazione decisivi per il successo del progetto.

Lo studio di progettazione
FBdA vuol dire Fabbrica di Architettura, e si fonda sull’esperienza di oltre 20 anni di progettazione e cantierizzazione del suo fondatore Francesco Bermond des Ambrois, già fondatore in Archicura nel 1996. FBdA nasce con l’obiettivo di creare una rete di competenze  multidisciplinari, in grado di  portare avanti un iter pragmatico di soddisfazione del programma. Ogni soluzione è fatta di studio, semplificazione, comunicazione con i fruitori e per l’ambiente, seguendo come filosofia progettuale il BIM, quale strumento di progettazione e gestione di una commessa, da affiancare ad esperienza e cultura progettuale.

Il progetto in breve
Sopraelevazione sede centrale Banca Sella a Biella
Tipologia: terziario
Località: Biella
Committente: Immobiliare Biella S.p.A.
General Contractor: Colombo Costruzioni S.p.A.
Progetto architettonico, DL generale, DL architettonica, Coordinamento generale: Francesco Bermond des Ambrois FbdA – Fabbrica di Architettura
Importo di massima delle opere: circa 2 milioni di euro

 

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e nuove iniziative da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.