Studio Marco Piva: Per lo sviluppo del BIM è importante la formazione

Lo Studio Marco Piva, nel cuore creativo e multiculturale di Milano, è un’accademia delle scienze più che uno studio di progettazione, un atelier di sperimentazione dove si affrontano con rigore metodologico diverse scale progettuali, dal Masterplanning all’Architettura, dall’Interior al Product Design. Architetti, ingegneri e interior designer di diverse nazionalità e cultura, sviluppano progetti in tutto il mondo partendo dalla ricerca sui riferimenti socioeconomici e sulle tecnologie costruttive e produttive.
I progetti i iniziano dalla ricerca e diventano rendering perfettamente realistici, passando poi alla costruzione dei prototipi e alle simulazioni di efficienza: una fucina di creatività che genera soluzioni di eccellenza e dal forte impatto estetico. Architettura, design e interior design si fondono in un processo sincronico in cui il progettista diviene regista di un’opera unitaria, garantendo continuità e fluidità di linguaggio sia sotto il profilo stilistico che funzionale.
Da qualche anno lo studio ha avviato un processo di implementazione del BIM come ci racconta l’Arch. Francesco Belforte BIM Specialist all’interno dello studio.

Qual è il vostro approccio al BIM?
Lo Studio Marco Piva si è approcciato alla progettazione BIM dal 2017, attraverso un cambiamento graduale, che è cresciuto e cresce con il gruppo di lavoro. Abbiamo puntato sul lavoro di squadra, mettendo a sistema il know-how garantito dall’esperienza dei progettisti senior con il contributo di personale più giovane, formato sull’utilizzo delle nuove tecnologie.

Come siete strutturati per la progettazione in BIM?
Abbiamo cercato di creare una struttura interna dedicata al BIM senza che questa avesse vita separata da quella dello Studio. Pensiamo che, specie durante il processo di implementazione, sia molto importante che coloro che sviluppano i processi BIM siano anche coloro che progettano. Così facendo, ogni progettista capisce il senso delle procedure e le fa sue.

Quali vantaggi vi ha portato l’utilizzo del BIM?
Certamente l’utilizzo del BIM ci ha permesso di snellire le fasi di gestione del progetto, in particolar modo con i consulenti esterni che si occupano dei processi AEC (Architecture Engineering Construction). Tutte le figure coinvolte lavorano infatti sullo stesso oggetto, che diventa quindi sempre più completo e complesso, con un bagaglio di informazioni facilmente leggibile e consultabile.

Qual è lo scenario BIM in Italia, la committenza pubblica e privata è sensibile al cambiamento?
Dalla nostra esperienza, avendo avuto modo di relazionarci con i diversi professionisti che operano nel settore, riscontriamo nel panorama italiano attuale ancora una certa difficoltà nell’adozione della metodologia BIM.
Il dover abbandonare una metodologia consolidata da anni di esperienza in favore di una nuova, che ci mette in discussione e ridisegna i nostri schemi organizzativi, non è certo semplice: le difficoltà vanno dalla necessità di costosi aggiornamenti hardware e software al dispendio di tempo ed energie per l’apprendimento degli strumenti da utilizzare.
Per quanto riguarda i committenti, i più sensibili e aperti ai processi BIM sono quelli che hanno al loro interno personale formato in tal senso, che hanno compreso l’importanza di dotarsi delle professionalità BIM per trarne vantaggio: un progetto realizzato in BIM ottiene infatti risultati migliori, di qualità superiore.
Certamente nei prossimi anni si assisterà a un’evoluzione del BIM, sia nell’ambito pubblico che privato, che noi di Studio Marco Piva, continuando ad investire nella formazione ed aggiornamento delle nostre risorse interne, accoglieremo molto positivamente.

Quali sono stati i principali progetti che hanno segnato il vostro percorso di implementazione del BIM?
Tra i numerosi progetti realizzati sia in ambito nazionale ed internazionale, uno dei principali che ha segnato l’inizio del nostro percorso di implementazione al processo BIM è stata la progettazione nel 2017 di una Villa privata Los Angeles (USA).
La villa residenziale progettata è situata in cima a un bellissimo canyon in una posizione strategica di Beverly Hills, è un omaggio al suo proprietario e alla sua attitudine. Da un lato c’è il Downtown di Los Angeles, che si affaccia su una piscina panoramica a sfioro lunga 60 metri, mentre dall’altra parte le ampie zone giorno si affacciano sulla costa di Santa Monica e Malibu. L’architettura gioca sul dualismo tra peso e leggerezza, grazie alla scelta di materiali resistenti e leggeri, come la pietra e il vetro. Profili in ottone incorniciano le finestre a tutta altezza, amplificando la sensazione complessiva di lusso.
La villa ha un’area di circa 1570 m² ed è articolata su più livelli precisamente da un piano terra e due livelli interrati. La conformazione degli spazi interni è composta da una ampia zona living, una cucina quattro stanze più una camera padronale, una Spa e una palestra. Per quanto riguarda gli spazi esterni la villa oltre a essere immersa nel verde delle colline di Beverly Hills è caratterizzata da due piscine e due cascate.
Fin dal primo confronto tra il nostro studio e il committente si è deciso di affrontare tutte le fasi di progettazione della Villa utilizzando la metodologia BIM, anche perché tutti i consulenti locali che si interessavano della parte sia strutturale che impiantistica già utilizzavo tale metodologia. Tutto questo ha facilitato il flusso di collaborazione con i vari consulenti, attraverso l’utilizzo di una piattaforma Cloud che ci consentiva di condividere in modo istantaneo tutte le informazioni progettuali attraverso un modello federato, snellendo così tutte le fasi di gestione del progetto.
Altri progetti attualmente in fase di sviluppo con metodologia BIM sono una villa privata a Soči, in Russia, un complesso residenziale sulla costa ligure, altre ville private negli Stati Uniti e il Chengdu Theatre, all’interno delle Tonino Lamborghini Towers, in Cina.

Cosa ne pensa dello sviluppo del BIM?
Il BIM rappresenta il futuro della progettazione architettonica e ingegneristica indipendentemente dalla scala di intervento. Allo stato attuale non si può assumere che il BIM sia un processo consolidato, perlomeno in Italia, motivo per cui si parla di futuro. Lo sviluppo del BIM deve necessariamente essere supportato da normative di carattere nazionale e internazionale che regolano e incentivino il suo utilizzo. Notiamo che a livello nazionale le realtà più grandi di architettura e ingegneria hanno già approcciato al BIM come strumento di progettazione e gestione, mentre le realtà più piccole esitano ad intraprendere un percorso di cambiamento non riscontrando nell’immediato benefici concreti. Per velocizzare in Italia lo sviluppo del BIM è necessario investire ed incentivare la formazione fin dai contesti universitari e organizzare continui corsi di aggiornamento per professionisti del mestiere.

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e nuove iniziative da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.