3TI in continua crescita anche grazie al BIM

In continua crescita, la società di ingegneria 3TI Progetti negli ultimi anni ha conquistato sempre più credibilità all’estero, aggiudicandosi gare e acquisendo incarichi di grande prestigio e rilevanza internazionale. Questo grazie all’iniziativa degli attuali tre soci fondatori Giovanni Maria Cepparotti, Alfredo Ingletti e Stefano Luca Possati che hanno spinto l’azienda verso progetti di grandi infrastrutture, prevalentemente riguardanti l’ambito dei trasporti. Oggi sono circa 300 i professionisti che garantiscono la capacità progettuale e produttiva della società, dividendosi tra Roma e gli altri uffici internazionali. Tutto questo è stato possibile anche grazie alla capacità di guardare avanti e implementare la metodologia BIM all’interno dei processi operativi come ci raccontano Michele Amerio e Fabrizia Benedetti Valentini, Direttori Tecnici Building.

Quando avete deciso di implementare la metodologia BIM e cosa vi ha portato a fare questa scelta?
Alla base della nostra scelta di implementare il BIM c’è stata una forte volontà di cambiamento e trasformazione. Questo deriva dalle sfide che stiamo quotidianamente riscontrando sul mercato.
Volevamo in qualche modo superare la crisi dell’edilizia e ci siamo resi conto che a fronte di richieste qualitativamente più elevate era necessario un aumento della produttività in tempi ridotti. Per noi è stato naturale abbracciare il BIM in maniera completa e sin dalla sua prima comparsa sul nostro mercato. In più, è stata anche un’opportunità di aumento della nostra versatilità nei confronti dei grandi progetti esteri.
Negli anni abbiamo totalmente cambiato le nostre dinamiche progettuali e ora progettiamo solo in BIM. Questo ha permesso a 3TI Progetti di ottenere nel 2018 la certificazione BIM (Building Information Modeling) per le attività di progettazione architettonica, strutturale, impiantistica e infrastrutturale di opere civili rilasciata da ICMQ, Istituto di certificazione che sta promuovendo la diffusione della certificazione in questo settore.

Quali sono stati i progetti che in qualche modo hanno segnato il vostro percorso verso sempre una maggiore digitalizzazione dei progetti?
Un progetto che ha segnato il nostro percorso di implementazione del BIM è stato l’Ospedale di La Spezia, il nuovo Felettino, nel quale ci siamo occupati della progettazione strutturale e architettonica. Senza dubbio però il progetto che si è rivelato maggiormente una sfida è il progetto della metropolitana di Doha. Tre anni fa ci siamo aggiudicati la progettazione di 5 stazioni e di tutti i manufatti a servizio della Red Line South Underground della metropolitana, un progetto complesso e imponente che comprendeva oltre 20 km di linea e uscite di emergenza sulla tratta. Per completare il progetto abbiamo realizzato più di 900 modelli BIM e oltre 20 mila elaborati.
Un altro progetto di grande prestigio realizzato in BIM è sicuramente il porto Offshore di Venezia che ci ha visto impegnati nella progettazione definitiva di una nuova infrastruttura che restituirà a Venezia un ruolo primario nel Mediterraneo, favorendo i collegamenti con i mercati dell’Estremo Oriente.
Un progetto particolare sempre in ambito BIM è quello per l’ampliamento degli spazi espositivi del Palazzo dei Diamanti a Ferrara, capolavoro di Biagio Rossetti, dove hanno sede la Galleria d’arte moderna (Gam) e la Pinacoteca nazionale.
Recentemente abbiamo firmato il contratto per la redazione del manuale delle linee guida alla progettazione architettonica, del landscape e della visual identity del progetto Rail Baltica che sarà realizzata in ambiente BIM. Si tratta di un progetto di grande rilevanza perché ha un grande respiro europeo essendo uno dei progetti di trasporto prioritari dell’Unione visto che integrerà gli Stati Baltici nella rete ferroviaria europea: Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia e indirettamente anche la Finlandia.

Quali sono i principali vantaggi che riscontrate nell’utilizzo del BIM?
Sicuramente la progettazione integrata che permette di avere un controllo reale su tutte le fasi di un progetto con conseguenti minori problemi in cantiere e una rapidità di esecuzione prima impensabile.
Da tutto quello che viene modellato  può essere estratto un computo metrico con una riduzione degli errori che noi abbiamo stimato essere attorno all’80% rispetto a una progettazione tradizionale. In più si ottiene una elevata standardizzazione dei processi che facilita lo sviluppo progettuale.
Bisogna sfatare il mito che il BIM sia complicato: sicuramente ci vuole del tempo per raggiungere i migliori risultati, ma bisogna pensarlo come una diversa e più efficiente gestione del lavoro.

Cosa potreste consigliare a chi come voi vuole intraprendere questa strada?
Bisogna prima di tutto costruire la struttura adeguata in termini di hardware, software e risorse umane.  Servono sicuramente giovani professionalità che padroneggino l’utilizzo del software, ma soprattutto serve che venga loro trasmessa l’esperienza progettuale  affiancandoli a figure senior.  è inoltre consigliabile l’utilizzo di un software di condivisione che permetta l’aggiornamento dei modelli in tempo reale. Il BIM va inoltre sfruttato per garantire un’elevata produttività e per migliorare contestualmente la qualità tecnica dei progetti.

Cosa ne pensate dello sviluppo del BIM Italia?
Ci capita di partecipare a molte conferenze su questo tema e abbiamo riscontrato che un anno fa l’Italia era molto indietro rispetto al resto del mondo. In quest’ultimo anno invece non solo è cresciuto l’interesse, ma anche le professionalità si sono molto evolute. Anche le università stanno preparando bene i giovani che entreranno presto nel mondo del lavoro. In termini di proposta tecnica diciamo che l’Italia è sempre più allineata agli standard BIM internazionali. Di sicuro uno sforzo ancora è necessario da parte delle amministrazioni per dotarsi delle giuste professionalità e strutture tecnologiche.

 

 

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e realtà da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.