Aeroporti di Roma: il BIM come opportunità per la gestione degli asset

Abbiamo intervistato Claudia Pelliccia, membro del team dedicato all’introduzione del BIM in Aeroporti di Roma. Il percorso lavorativo di Claudia Pelliccia inizia nel 2016 in Qatar, dove si trasferisce per lavorare al progetto per la costruzione della metropolitana di Doha, con il ruolo di BIM MEP Specialist. Nel 2017 torna in Italia, precisamente a Verona, per lavorare in un’importante società italiana specializzata nella progettazione e direzione lavori di impianti di grandi strutture. Lì comincia ad avvicinarsi al mondo del Project Management collaborando allo sviluppo delle procedure e dei processi interni per l’implementazione del BIM in azienda. Nel 2018 si trasferisce a Roma, entrando a far parte del team dedicato all’introduzione del BIM in Aeroporti di Roma, che prevede l’implementazione della nuova metodologia nei processi di progettazione, realizzazione, gestione e manutenzione delle infrastrutture.

Chi è e cosa fa la società AdR – Aeroporti di Roma?
Aeroporti di Roma, Società del Gruppo Atlantia, gestisce e sviluppa gli aeroporti di Roma Fiumicino e Ciampino e svolge altre attività connesse e complementari alla gestione aeroportuale. Negli ultimi cinque anni, grazie ad investimenti e a una politica attenta alle esigenze del cliente, è riuscita a scalare le classifiche nel gradimento dei viaggiatori, che hanno premiato per due anni consecutivi l’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino con riconoscimenti importanti come il “Best Airport 2018” e l’“Airport Service Quality”. Sono anche state confermate le 4 stelle Skytrax ottenute da Fiumicino nel 2017.
Grazie alla stessa strategia di investimenti anche la qualità di Ciampino, nella Top 10 degli aeroporti in Europa per l’aviazione d’affari, è migliorata. Dal 2014 la qualità percepita dai passeggeri è cresciuta del +10,9% grazie a tutti gli sforzi e gli investimenti che Aeroporti di Roma e la comunità aeroportuale hanno messo a disposizione del cliente.
Tra le iniziative immobiliari più recenti troviamo il progetto di ‘Hubtown: Rome business city’ del Leonardo da Vinci. L’iniziativa, promossa da ADR, è finalizzata a riqualificare un’area industriale dismessa all’interno del sedime aeroportuale trasformandola in una vera e propria città delle imprese, che possa mettere a disposizione di aziende, professionisti e startup nazionali e internazionali servizi e spazi di lavoro innovativi. Il progetto prevede la realizzazione di circa 90 mila metri quadrati di uffici e spazi collettivi a servizio delle aziende, all’interno di un’area verde attrezzata, fruibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Anche il mondo delle costruzioni è entrato nel processo di “trasformazione digitale” comune a tutto il mondo, di cui il BIM è la “rivoluzione” forse più drastica. Come avete approcciato il tema BIM e come lo avete implementato nella vostra realtà?
Nel 2017 ADR ha avviato un percorso di introduzione del BIM che ha portato all’individuazione di un progetto pilota per la realizzazione della futura area di imbarco A dell’aeroporto di Fiumicino, con il coinvolgimento in un processo BIM Integrated della società che ha curato il progetto e dell’impresa realizzatrice.
La successiva entrata in vigore della progressiva obbligatorietà della metodologia BIM (DM 560/2017) è stata vista subito da ADR come un’opportunità per introdurre il BIM anche nelle fasi di gestione degli asset.
Per ottemperare agli adempimenti del DM 560/2017 e per sviluppare il progetto d’adozione del BIM, in ADR nel 2018 è stata costituita l’unità organizzativa BIM di cui faccio parte, parallelamente è stato avviato un piano di formazione del personale e un piano per l’acquisizione di supporti IT quali software e hardware.
L’implementazione del BIM implica una ridefinizione dei processi per fare in modo che le informazioni relative agli asset gestiti siano centralizzate, aggiornate e di facile fruibilità per i diversi utenti coinvolti. A tal fine è stato definito un nuovo modello di gestione BIM-oriented che garantirà la completa tracciatura degli interventi manutentivi che modificheranno informazioni e geometrie degli asset e governerà l’aggiornamento costante dei modelli informativi. A supporto del processo verrà implementato un CDE (Common Data Environment), che non sarà un semplice repository ma, secondo il nostro disegno, dovrà avere la funzione di accentratore dei dati inseriti nei sistemi di gestione specialistici e al tempo stesso dovrà alimentare i sistemi con i dati provenienti dal modello informativo unico e sempre aggiornato.

Qual è l’elemento fondamentale che consentirà la transizione tra la gestione in modalità tradizionale e quella in BIM? Qual è il punto di partenza per abilitare l’implementazione del BIM nei processi di una grande realtà come la vostra?
Il nostro punto di partenza sarà la digitalizzazione puntuale degli asset da gestire e delle informazioni a essi associate. La restituzione del patrimonio informativo avverrà attraverso due fasi: la prima riguarda la consegna dei modelli As built in BIM di alcune nuove infrastrutture che sorgeranno a breve, la seconda sarà la modellazione in BIM di tutte le infrastrutture esistenti in gestione ad ADR. Per procedere all’elaborazione del piano di restituzione sono stati intervistati i principali stakeholder interni, i quali hanno dato indicazioni sulle priorità e le modalità di restituzione degli asset in funzione della strategicità e del numero di interventi di manutenzione, ristrutturazione e gestione avvenuti e previsti negli stessi.
Con i modelli informativi entreremo in possesso di una grande quantità di dati analizzabili e processabili e verrà abilitata la possibilità di definire flussi per il popolamento e l’arricchimento informativo dei sistemi gestionali aziendali. Con il ridisegno di alcuni processi, supportato da un’importante attività di change-management, si avrà inoltre l’opportunità di definire dei flussi di ritorno per mantenere vivo e sempre aggiornato il patrimonio informativo.

Da committente, come cambia il rapporto con il progettista dovendo gestire un progetto BIM?
La committenza avrà un ruolo centrale e molto più proattivo rispetto al passato, con un maggior impegno necessario nella definizione dei requisiti e delle specifiche. ADR infatti non è solo la committente ma è anche il gestore delle opere consegnate e quindi la sfida più grande, tenendo conto dell’obiettivo di digitalizzare i processi di gestione attuali, è quella di dare al progettista indicazioni precise sulle modalità di fornitura delle informazioni necessarie per la gestione futura degli asset. Proprio per questo c’è una continua collaborazione con i nostri fornitori per definire ed affinare ad ogni nuovo progetto gli standard BIM da seguire.

Il BIM può essere un elemento di maggiore efficienza nella gestione immobiliare?
La centralizzazione delle informazioni e l’affidabilità dei dati, resi tali dalla revisione dei processi di aggiornamento dei layout e dagli strumenti tecnologici introdotti con il BIM, sono elementi che porteranno sicuramente una maggior efficienza nella gestione del patrimonio immobiliare.
Grazie alla digitalizzazione degli asset il reparto manutentivo godrà di un unico accesso per il patrimonio informativo e geometrico 3D degli impianti e spazi, sarà quindi più agevolato nella diagnosi, programmazione e simulazione degli impatti degli interventi sull’operatività e nella consuntivazione degli interventi svolti.
La possibilità di simulare con facilità le modifiche di layout e il veloce accesso alle informazioni centralizzate abiliterà un notevole risparmio di tempo anche nella gestione degli spazi gestiti.
Come già evidenziato, i risultati e i benefici attesi dall’implementazione della metodologia BIM saranno la sintesi degli investimenti fatti per acquisire gli strumenti hardware e software, per effettuare le attività di restituzione in BIM del patrimonio infrastrutturale e per adeguare e migliorare i processi, con il sostegno costante di un percorso di change management, senza il quale tutto ciò non sarebbe realizzabile.

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, lavora da molti anni nell’editoria B2B per la stampa tecnica e specializzata. Ha scritto a lungo di tecnologia, business e innovazione. Oggi orienta la sua professione nel campo delle tecnologie applicate alla progettazione architettonica e all’imprenditoria delle costruzioni.