Il BIM per gli impianti della Torre Galfa di Milano

Torre Galfa è un grattacielo di Milano, progettato dall’architetto Melchiorre Bega nel 1956 e completato nel 1959. L’edificio, alto 102 metri e con 31 piani e con 2 piani interrati, si qualifica come l’undicesimo edificio più alto di Milano. Nel 2016, dopo 16 anni di disuso, ne è stato avviato il progetto di riqualificazione e valorizzazione, concluso nel 2020, rendendo la torre adatta a funzioni residenziali, alberghiere e commerciali.
Torre Galfa viene realizzata tra il 1956 e il 1959 su progetto dell’architetto Melchiorre Bega per ospitare gli uffici milanesi della società petrolifera Sarom. L’edificio, fratello minore del Grattacielo Pirelli, il cui cantiere si apre negli stessi anni a pochi passi di distanza, riscuote da subito l’apprezzamento di importanti progettisti, tra i quali Gio Ponti, che nel 1961 scriveva su Domus: “Una proporzione perfetta di volumi, in una semplicità di linee la cui ascendenza strutturale è espressa con sapienza e verità, con classicità”.
Ceduta nel 1980 alla Banca Popolare di Milano, abbandonata nel 2001, venduta cinque anni dopo a Fondiaria-SAI, rinasce grazie al Gruppo Unipol.
“Argenteo, bellissimo, leggero, aereo: una bellezza”. Così Gio Ponti in un carteggio con Melchiorre Bega definiva il lato frontale che caratterizza l’opera. Gli angoli dell’edificio sono, infatti, liberi da pilastrate e realizzati tramite una curtain wall, una vetrata continua che riveste la struttura portante invisibile, in quanto arretrata rispetto al filo esterno della facciata, conferendo eleganza e trasparenza, e lasciando intravedere gli open space interni.

Il progetto di restauro
Il progetto di recupero dell’edificio è stato curato dall’architetto Maurice Kanah dello Studio BG&K associati. L’obiettivo della proprietà, condiviso fin dall’inizio con il Comune di Milano, è stato quello di recuperare e valorizzare una delle più importanti icone dell’architettura moderna che, dopo anni di abbandono, sta per tornare a essere nuovamente un elemento di eccellenza della città. Quest’intervento di ristrutturazione è finalizzato a dotare l’edificio di un involucro ad alta efficienza energetica e nello stesso tempo a conservare l’immagine storica con l’elegante facciata a vetrata continua.
La Torre Galfa è ora un edificio polifunzionale che ospita, nei primi 14 piani, un Hotel 4 stelle, l’Innside Milano Torre GalFa del gruppo Melià, composto da 145 camere per una superficie complessiva di circa 12.000 m2, 63 appartamenti nei successivi 13 piani gestiti da Halldis e 3 piani adibiti ad appartamenti di lusso della catena DomuxHome, arredati con criteri di pregio e dotati di una spettacolare vista sul quartiere Porta Nuova (in totale circa 13.000 m2 destinati ad appartamenti). Il tutto è completato da un RoofTop aperto al pubblico con sky bar e un concept restaurant che occuperà gli ultimi due livelli.
Da notare, infine, che oltre alla rigenerazione funzionale dell’edificio, viene adottato un miglioramento sismico e l’adozione di una serie di tecnologie per migliorarne l’efficienza energetica, quali geotermia e pannelli fotovoltaici.

Il BIM e i suoi vantaggi
Incide Engineering
è stata incaricata da Cefla Engineering (appaltatore delle opere impiantistiche) della progettazione esecutiva degli impianti elettrici e meccanici, mediante l’uso di metodologie BIM (utilizzando il software Revit).
Gianluca Vallerini, CEO di Incide Engineering ha spiegato in occasione della terza edizione della Seismic Academy, evento nazionale promosso da Hilti Italia dedicato a innovazione e sicurezza in campo antisismico, i vantaggi dell’utilizzo del BIM per la progettazione, illustrando il virtuoso esempio della ristrutturazione del grattacielo Torre Galfa di Milano. Il committente Unipol Assicurazioni ha richiesto espressamente questa metodologia, per poter ricevere un modello informativo da utilizzare nelle successive fase di Building Management. Il progetto degli impianti è stato particolarmente sfidante per la tipologia di edificio, per la destinazione d’uso multifunzione e per l’esiguità degli spazi a disposizione, che hanno trovato risoluzione nell’utilizzo della progettazione BIM.
“La possibilità di progettare sul un modello architettonico creato da rilievo laser scanner ha permesso di avere una base geometrica certa e sempre disponibile, che è stata la forza di un progetto che ha permesso l’integrazione delle soluzioni architettoniche ed impiantistiche e di vincere la sfida di un cantiere così complesso.” – afferma il manager – “In particolare le centrali tecnologiche, posizionate negli interrati, hanno dovuto essere studiate nei minimi dettagli, per gestire spazi molto compressi ed i componenti essere trasportati e installati nella loro posizione.”
“Il modello BIM, suddiviso per aree geografiche e per discipline e sottodiscipline, ha permesso di gestire tutte queste problematiche e fornire al cantiere informazioni non solo cartacee per la successiva installazione. La progettazione degli staffaggi, svolta in ambito sismo resistente, è stata a sua volta sfidante per poter trovare compatibilità in spazi ridottissimi, di corridoi e controsoffitti affollati da una molteplicità di impianti, e questo è stato possibile solamente attraverso la gestione del progetto in modalità BIM.”
Il modello è stato inoltre interfacciato con modelli di calcolo per la determinazione delle azioni sismiche ed il calcolo svolto mediante l’ausilio di strumenti messi a disposizione dalle case fornitrici dei sistemi industrializzati, che hanno anche fornito le famiglie di componenti BIM.
“In questo progetto il BIM ha offerto a tutti i livelli del processo costruttivo preziosi benefici, molto maggiori degli sforzi. È un piacere portare l’esempio di un progetto sfidante come Torre Galfa, ma la vera sfida resta la diffusione di questa metodologia innovativa a tutti gli attori della filiera delle costruzioni” conclude Gianluca Vallerini.

 

Il progetto in breve
Restauro Torre Galfa
Luogo: Milano
Tipologia: edilizia residenziale e commerciale
Committente: UnipolSai Assicurazioni SpA
Progetto architettonico del 1956: Arch. Melchiorre Bega
Progetto architettonico restauro: Studio BG&K associati, Arch. Maurice Kanah
General Contracror: CMB Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi
Opere impiantistiche: Cefla Engineering
Impianti elettrici – Impianti meccanici – BIM & coordinamento mutidisciplinare: Incide Engineering
Superficie lorda: 15.674.73 m2
Valore delle opere: circa 45.000.000 euro

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, lavora da molti anni nell’editoria B2B per la stampa tecnica e specializzata. Ha scritto a lungo di tecnologia, business e innovazione. Oggi orienta la sua professione nel campo delle tecnologie applicate alla progettazione architettonica e all’imprenditoria delle costruzioni.