Francesco Sellaro: l’approccio multidisciplinare chiave della progettazione BIM

Seguendo una passione nata all’estero, l’ingegner Francesco Sellaro si è specializzato nell’utilizzo della metodologia BIM in Italia frequentando corsi specialistici, un master universitario e sviluppando una approfondita conoscenza sul campo grazie alla partecipazione a importanti progetti internazionali. Da circa un anno si occupa di BIM Management per le costruzioni.

Quale è stato il suo percorso professionale?
Mi sono laureato in Ingegneria edile – Architettura a Pavia. Ho frequentato gli ultimi due anni all’estero tra Erasmus e Traineeship, durante i quali ho appreso i principali strumenti BIM appassionandomi moltissimo al tema. Dopo un periodo di lavoro a Berlino, nel 2013 decido di ritornare in Italia e di approfondire le mie conoscenze sul Building Information Modeling seguendo corsi specialistici e iniziando a collaborare con alcune realtà milanesi che stavano avvicinandosi alla progettazione BIM. Dopo aver finalmente toccato con mano i vantaggi di questa metodologia, interfacciandomi con i pochi professionisti che all’epoca “detenevano” il massimo del know – how in materia di BIM, decido di studiarne il processo iscrivendomi al master di II Livello per BIM Manager del Politecnico di Milano. Dopo il Master ho seguito diversi progetti BIM su grandi infrastrutture in Italia e all’estero. Da circa un anno mi occupo di BIM per l’impresa, all’interno della società NBI (100% Gruppo Astaldi), specializzata in Impiantistica, Costruzioni Integrate, Facility Management, Servizi Energia, Riqualificazione Energetica, Produzione Energia da fonti rinnovabili.

Quali sono le caratteristiche principali della sua figura professionale?
Oltre ad avere una conoscenza approfondita degli strumenti BIM e una ampia consapevolezza del processo sia da un punto di vista metodologico sia normativo, per operare in BIM  nel mondo delle costruzioni è necessario un approccio multidisciplinare al fine di poter mettere in pratica tutte le potenzialità che la metodologia è in grado di offrire. In questa fase di continua ricerca che caratterizza lo sviluppo del BIM nelle costruzioni è richiesta molta proattività nell’affrontare e risolvere problematiche di vario genere.

Come opera quotidianamente, con quali strumenti e con quali obiettivi?
A differenza delle mie precedenti esperienze professionali in società di ingegneria, il focus delle mie attuali attività quotidiane è sulla gestione, analisi e validazione dei modelli BIM estrapolando da essi dati utili alla costruzione, la preventivazione, il planning, il cost control e a volte la manutenzione. Gli strumenti di lavoro, oltre ai software BIM per l’authoring, il computational design e il coordinamento, sono anche i documenti di commessa (EIR, BEP, ecc.) che vengono scambiati con i diversi stakeholder. L’obiettivo è quello di soddisfare attraverso il BIM le necessità di una società che opera nel mondo delle costruzioni, prevalentemente lato MEP, cercando di garantire sempre più efficienza al lavoro.

In che modo viene utilizzata la metodologia BIM all’interno della vostra azienda?
Il BIM viene utilizzato per gestire e governare dati e attività che ruotano attorno a una commessa, con lo scopo di integrare processi. Infatti l’utilizzo della metodologia BIM, oltre a essere particolarmente efficace in fase di design, risulta un valido strumento anche nelle fasi che vanno dallo sviluppo del progetto costruttivo sino alla realizzazione, non soltanto dal punto di vista tecnico ma anche dal punto di vista economico e gestionale. Il BIM, inoltre, viene utilizzato in fase di gara per rispondere ai requisiti informativi delle committenze che lo richiedono.

Quali sono secondo lei le prospettive future del BIM in Italia?
Dopo alcuni anni di scetticismo, derivati da una scarsa conoscenza del tema, in Italia si è raggiunta una discreta consapevolezza di questa metodologia. Sino a ora il BIM è stato quasi tutto “a carico” dei progettisti, i quali, a spese loro, hanno provveduto a formare squadre di lavoro in grado di gestire grandi commesse (per lo più estere) attraverso modelli parametrici e condivisione del lavoro. Tuttavia, soprattutto in ambito impiantistico, si deve lavorare ancora molto per assottigliare la linea di confine tra progettista (in senso stretto) e BIM Specialist, cercando di far convogliare le competenze dell’uno e dell’altro in un’unica figura. È molto importante, inoltre, che la metodologia venga assimilata anche dalle imprese e soprattutto dai committenti in generale (intesi come clienti, stazioni appaltanti, ecc.) in quanto la massima efficacia di un prodotto BIM si ottiene se sono molto chiari gli scopi e le richieste di chi commissiona le opere.

 

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e realtà da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.