Giuliana Pintus: gestire e coordinare i progetti

Giuliana Pintus è BIM Coordinator di Anafyo, una società di servizi che offre consulenza e supporto agli studi professionali che intendono approcciarsi al BIM. Dopo un tirocinio svolto a Madrid in uno studio di architettura che sviluppava progetti utilizzando strumenti BIM ha deciso di frequentare la prima edizione del Master in BIM Manager del Politecnico di Milano, che le ha offerto la possibilità di approfondire le tematiche inerenti al BIM riguardanti la gestione di gruppi di progettazione e il coordinamento tra modelli.

Come potrebbe definire la sua figura professionale?
Il BIM Coordinator è la figura che si occupa di gestire e coordinare i progetti BIM multidisciplinari, verificando che si rispettino gli standard e le procedure indicate nel BIM Execution Plan di progetto. Può essere considerato il tramite tra il BIM Manager (o Project Manager) e gli Specialist: deve recepire le richieste del primo e trasmetterle a chi si occuperà di sviluppare i modelli, fornendo indicazioni sui contenuti informativi da inserire e su come inserirli, tenendo sempre sotto controllo che questi soddisfino le esigenze individuate. Il BIM Coordinator si occupa, se richiesto dalla commessa, del coordinamento tra i modelli delle diverse discipline al fine di individuare eventuali interferenze da risolvere. Si tratta, pertanto, di una figura di coordinamento sia di modelli che, specialmente, di persone che si trovano a lavorare a un unico progetto.

Come si svolge il suo lavoro?
Nel mio quotidiano, lo strumento di lavoro principale è Revit: il BIM prevede una revisione di processi e un cambio di approccio alla progettazione, ma per poter gestire in maniera corretta il flusso di lavoro è fondamentale conoscere i software, le potenzialità e i limiti, per essere in grado di adottare scelte diverse a seconda delle problematiche specifiche. Mi occupo inoltre di formazione presso studi professionali e corsi universitari, cercando di coniugare la presentazione degli aspetti teorici sull’impostazione dei workflow di processo con le problematiche reali che possono sorgere in fase di progettazione, basandomi sull’esperienza acquisita nei diversi progetti seguiti.

A chi si rivolge Anafyo e quali opportunità offre ?
Anafyo offre supporto e assistenza operativa presso studi di progettazione, società di costruzione e enti pubblici per l’implementazione del BIM. I professionisti che si rivolgono a noi per richiedere consulenza sono principalmente di due tipi. Da un lato, studi di progettazione che decidono di avvicinarsi al BIM sperimentando attraverso un “progetto pilota” sviluppato internamente all’azienda, per il quale viene fornita assistenza riguardo sia problematiche specifiche sui software che sull’impostazione corretta dei flussi di lavoro e dell’impostazione di progetto. Dall’altro, studi vincitori di bandi nei quali il committente richiede l’utilizzo del BIM per lo sviluppo del progetto; non essendo attrezzati internamente all’organico, richiedono un affiancamento operativo mirato, solitamente per una singola disciplina progettuale, ed eventualmente il coordinamento tra modelli. Negli ultimi tempi abbiamo voluto avvicinarci a una nuova opportunità che sta prendendo piede anche in Italia e che ci sembra estremamente interessante, ossia quella del BIM applicato al facility management e Operation & Maintenance, con l’idea di sfruttare i modelli informativi per la gestione degli edifici esistenti.

A quale progetto sta lavorando in questo momento?
L’Università degli Studi della Basilicata ha indetto un bando, primo bando pubblico in Italia del genere, con l’obiettivo di identificare tutti i cespiti presenti all’interno delle sue sedi e predisporre uno strumento per il controllo del patrimonio. Il lavoro viene svolto in Basilicata dai tecnici che, in ciascun ambiente, associano a ciascun asset un’etichetta con un codice RFID univoco: noi, ricevuto il codice RFID, ci occupiamo di predisporre un modello informativo degli edifici in cui, per ciascun elemento, assegniamo dati informativi provenienti dai rilievi attuali incrociati con gli inventari esistenti. Si tratta quindi di un lavoro di riallineamento di informazioni, solo parzialmente presenti in archivi cartacei o digitali: obiettivo finale è quello di fornire al committente un sistema completo e integrato con il quale possa analizzare lo stato patrimoniale presente, sistema ottimizzato per l’aggiornamento dei dati a seguito degli acquisti successivi. Attraverso l’integrazione con una piattaforma web, il tecnico amministrativo potrà visualizzare e interrogare il database, monitorando costantemente la situazione dei cespiti.

Quali sono secondo lei le prospettive future del BIM in Italia?
A livello nazionale, la diffusione del BIM in Italia negli ultimi anni attesta una tendenza molto positiva. Nel 2016 il valore degli appalti BIM, considerando sia bandi pubblici che committenze private, è cresciuto di oltre una volta e mezzo rispetto all’anno precedente. Gli incrementi più importanti derivano dal mondo delle infrastrutture e delle ristrutturazioni, che con ogni probabilità costituiranno i settori di punta nei prossimi anni. Un trend così positivo non è casuale: la digitalizzazione dei processi edilizi consente un maggiore controllo dell’opera, andando ad aumentare la legalità, la trasparenza, la gestione del ciclo di vita del costruito e la sostenibilità. Sono molto positiva in merito, le imprese iniziano a essere preparate ed in grado di approcciarsi correttamente al mondo digitale, ora è il momento di coinvolgere gli altri attori del settore dell’edilizia: committenti, stazioni, progettisti, fornitori.

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e realtà da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.