Nuovo Centro Direzionale ENI a San Donato Milanese

Gli edifici del nuovo Centro Direzionale ENI a San Donato Milanese (MI) emergono dal paesaggio come un’isola urbana. Sono organizzati attorno a una piazza centrale sulla quale affacciano, attraverso vetrate a tutt’altezza, gli spazi comuni: gli atrii, il centro conferenze, il ristorante aziendale. Collegati da ponti aerei, i tre edifici principali del Centro si integrano con la città stabilendo una forte presenza visiva per l’azienda.
Il disegno della facciata è ispirato alla formazione geologica della Terra, visibile nell’effetto ottico adottato per i rivestimenti esterni in lamiera metallica microforata. Le strutture principali in acciaio e calcestruzzo armato permettono soluzioni importanti quali ponti, sbalzi e facciate contropendenti.
I piani alti garantiscono flessibilità di utilizzo, massimizzando la luce naturale e le risorse per gli impianti di riscaldamento e raffrescamento. Il Centro è progettato per conseguire la certificazione LEED Gold.
SCE Project è stata coinvolta nella progettazione architettonica in fase definitiva per il conto dello studio di architettura Morphosis e nella progettazione integrata (architettonica, strutturale e impiantistica) in fase esecutiva. Si è occupata del modello BIM e del data management. Ha realizzato la progettazione costruttiva ed è attualmente responsabile del coordinamento e dell’assistenza tecnica di cantiere.

Il progetto architettonico
Il progetto del nuovo Centro Direzionale ENI, disegnato dallo studio di architettura statunitense Morphosis con Nemesi Architects, si colloca nell’area dell’ex complesso industriale di Via De Gasperi a Metanopoli, come da semre viene chiamata l’articolata conurbazione dell’ente energetico a San Donato Milanese. L’obiettivo complessivo è stato giungere a una progettazione di un Centro che, sviluppando il concept design originario, coniugasse le specifiche identitarie, funzionali e distributive delle due proprietà con una completa integrazione nel contesto urbano e paesaggistico circostante.
Il nuovo Centro Direzionale ENI, in particolare, si compone di tre edifici: Icon, Landmark e Skygarden. Per la sua realizzazione, il Programma Integrato di Intervento (P.I.I.) prevede uno sviluppo massimo di 65.000 m2 di SLP, su una superficie fondiaria di circa 40.000 m2. Il P.I.I. Prevede anche la realizzazione di viabilità e spazi aperti pubblici, esterni e attigui, con l’obiettivo di attuare un profondo rinnovamento di tutta l’area sia sul piano funzionale che su quello architettonico, nel rispetto delle normative vigenti, mantenendo il principio dell’integrazione del nuovo complesso nel territorio circostante e in coerenza con la visione originaria di Metanopoli.
L’edificio Icon e il Landmark sono tra loro collegati a livello del settimo piano da un ponte in carpenteria metallica di 85 m di luce. La larghezza del ponte è variabile da 15 m circa a 3 m, così come è variabile la sua altezza: parte da 20 m in corrispondenza dell’Icon, allineandosi alla sua copertura, e raggiunge i 6 m di altezza una volta giunto sul Landmark. Anche il collegamento tra gli edifici Icon e Skygarden avviene attraverso un ponte in carpenteria metallica, di 68 m di lunghezza circa, che si sviluppa in piano in corrispondenza del secondo livello. Il ponte è costituito da tre campate: due con luce libera di 15 m circa e una con 38 m di luce; ha larghezza costante di 3,30 m e altezza di 6 m.

Sostenibilità energetica e ambientale
Il progetto del nuovo Centro Direzionale ENI fin dal suo concepimento ha perseguito la certificazione della sostenibilità ambientale LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) con obiettivo finale livello Gold. Per quanto riguarda la parte di energia e atmosfera, gli impianti a servizio dell’edificio sono del tipo a bassa entalpia (pannelli radianti a soffitto), con produzione dei fluidi per il condizionamento a elevata efficienza. L’involucro dell’intero edificio è a elevate prestazioni, con basso fattore solare e bassi valori di trasmittanza termica.
Tutto il ferro e il calcestruzzo provengono a meno di 200 km dal cantiere e contengono percentuali di riciclato maggiori al 90% per il ferro e superiori al 5% per il calcestruzzo. Tutte le pitture, le vernici, i rivestimenti, le moquette sono previsti a bassissima emissione di VOC.

I sistemi BIM
Il modello BIM del nuovo Centro Direzionale ENI è stato sviluppato durante la fase di progettazione esecutiva, con lo scopo di chiarire e semplificare la comprensione del progetto, nelle sue aree più complesse come in quelle più standard. Il modello è stato uno strumento integrato per facilitare la gestione della fase di costruzione e, in ultima analisi, la gestione e la manutenzione del manufatto.
Il modello BIM contiene tutti gli elementi e le informazioni utili per la completa esecuzione delle opere e ha consentito di presentare una simulazione tecnica delle sequenze costruttive legate al cronoprogramma. Sul tema BIM spiega nel dettaglio l‘Ing. Stefano De Cerchio, Partner di SCE Project: “Il BIM Design Model è servito a presentare la strategia di costruzione adottata per il cantiere nel rispetto di tempi, costi e qualità di esecuzione. Ha consentito di presentare soluzioni di progettazione costruttiva di cantiere e di ottimizzare le parti sensibili o critiche, dove necessario; ci ha permesso di avere un supporto al 2D (progetto esecutivo, progetto costruttivo di cantiere del progetto esecutivo e as-built) anche per lo sviluppo della pianificazione di cantiere, per valutare l’entità di coordinamento delle attività in fase di esecuzione. È inoltre stato d’ausilio a definire tempi, metodi per i livelli richiesti per l’esecuzione in BIM di tutta la progettazione di cantierizzazione del progetto esecutivo che dovrà essere sviluppata.
Per il livello di sviluppo o di dettaglio del modello BIM in fase di costruzione sono stati convenzionalmente impiegati i 5 livelli descritti dagli standard dell’AIA (LOD – Level of details). La modellazione già sviluppata nel progetto esecutivo corrisponde al LOD 300, con alcune parti sviluppate fino al LOD 500.

Il modello BIM per la simulazione delle sequenze costruttive
Il modello delle simulazioni costruttive raccoglie all’interno di un’unica base dati: il modello del progetto esecutivo, completo di tutti i suoi elementi e sub-elementi; il cronoprogramma di cantiere; l’organizzazione secondo la Work-Breakdown-Structure di progetto (WBS); i costi di costruzione. Tutte queste informazioni sono centralizzate e legate in un unico modello.
All’interno di questo modello è possibile scorrere all’interno di ognuna delle attività definite dal cronoprogramma e visualizzare quali parti del modello verranno costruite in un determinato momento, quali i codici WBS ad esse associati e quali i costi previsti dal capitolato per ognuna delle attività.” –  chiarisce l’Ing De Cerchio – “Inoltre, attraverso un applicativo di simulazione, è possibile, all’interno dello stesso modello, simulare l’intero svolgimento del cantiere, così come descritto nel cronoprogramma. Il modello, infatti, è sincronizzato con il cronoprogramma, e legge la durata di ogni singola attività, animandola all’interno del modello. La simulazione è interattiva e consente la navigazione all’interno del modello in maniera simultanea alla simulazione. In questo modo è possibile arrestare la simulazione in qualsiasi punto (giorno/mese/anno) e navigare all’interno del modello per verificare, in dettaglio, tutte le condizioni del cantiere in quel particolare momento.”

Il modello BIM del piano di sicurezza e coordinamento
Il modello del Piano Sicurezza e Coordinamento raccoglie all’interno di un’unica base dati le informazioni relative agli apprestamenti di sicurezza e delle principali opere provvisionali, così come descritti nel PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento), e il modello di progetto, organizzato secondo le fasi costruttive salienti identificate all’interno del PSC. Il modello è stato sviluppato su Digital Project e contiene, insieme alle informazioni di carattere geometrico, ognuna delle fasi identificate da un nome univoco. Un applicativo “simulazione” consente di animare la sequenza delle fasi del PSC in maniera automatica, passando in rassegna le diverse fasi e consentendo, contestualmente, di navigare all’interno del modello, durante la simulazione stessa. All’interno di questo modello esiste anche una simulazione cinematica che rappresenta le modalità di sollevamento del ponte dell’Icon.

La società di progettazione
SCE Project è un società multidisciplinare di ingegneria e di architettura, specializzata nella progettazione integrata e nel project management con realizzazioni in Italia e nel mondo. Dal 2001, i costanti investimenti in sviluppo e innovazione sono alla base del successo aziendale. Dagli uffici di  Milano, Roma, Los Angeles, Singapore e Ho Chi Minh City, più di 100 architetti ingegneri e specialisti si impegnano quotidianamente nel fornire un servizio di altissimo livello. A tal fine, il team multidisciplinare di SCE Project, sempre alla ricerca di soluzioni creative, segue un approccio flessibile e collaborativo con alla base una profonda comprensione delle aspettative del cliente.
L’eccellenza, certificata dal Sistema Gestione Qualità UNI EN ISO 9001:2015, è un elemento centrale di SCE Project. Inoltre, la società  si impegna nel promuovere una politica di promozione della qualità della Salute, Sicurezza e Sostenibilità, ovvero HS&E, con particolare riguardo nei confronti del benessere delle persone.

Il progetto in breve
Centro Direzionale ENI
Luogo: San Donato Milanese (MI)
Tipologia: Terziario
Committente: Eniservizi S.p.A – DeA Capital Real Estate SGR
Progettazione architettonica: Morphosis in collaborazione con Nemesi Architect
Direzione Artistica: Morphosis
Landscape Design: Pasodoble
Progettazione integrata esecutiva: SCE Project
Progettazione costruttiva: SCE Project
Coordinamento e assistenza tecnica di cantiere: SCE Project
BIM Modeling e data management: SCE Project in collaborazione con 3-im
Progettazione impiantistica, acustica e LEED: Manens-Tifs S.p.A. – Kite Engineering
Consulenza facciate: Arup
CSE , CSP, Sicurezza antincendio: GAe Engineering
Cost Control: GAD Global Assistance Development
General Contractor: Salini Impregilo S.p.A.
Direzione Lavori: Build. Ing S.r.l.
Alta sorveglianza: Europa Risorse S.r.l.
Progettazione: 2014 – 2018
Costruzione: 2018 – In corso
Importo lavori: 165 milioni di euro

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, lavora da molti anni nell’editoria B2B per la stampa tecnica e specializzata. Ha scritto a lungo di tecnologia, business e innovazione. Oggi orienta la sua professione nel campo delle tecnologie applicate alla progettazione architettonica e all’imprenditoria delle costruzioni.